Valzer

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dalla tesina di terza media di Serena Colombo – (Bernareggio – MB)

STORIA DEL VALZER

Probabilmente il Valzer prese inizialmente spunto dal Landler, la danza montanara tipica dei contadini della Baviera e del Tirolo del ‘700.

La nascita del Valzer si ebbe con la Rivoluzione francese che scoppio’ alla fine del XVIII secolo e le cui ripercussioni varcarono i confini della Francia per investire quasi l’intera Europa. La Rivoluzione francese affermo’ i principi della liberta’ e dell’eguaglianza: il ballo, che era stato vietato per tanto tempo, rappresento’ una delle prime manifestazioni della nuova filosofia di vita. Non a caso, le rivolte contadine trasformarono in sale da ballo molte chiese e molti monasteri. In tutte le feste, spontanee o organizzate, del popolo inneggiante agli ideali rivoluzionari, il ballo principale era il Valzer.

 

La musica del Valzer ebbe una svolta importante grazie a Hummel che costrui’ una forma piu’ complessa di componimento formato da tre elementi fissi: introduzione, valzer vero e proprio, coda. In questo modo, Hummel diede inizio alla fase della maturita’ del Valzer che divento’ espressione artistica di alto livello. A partire dalle sue opere si attivarono in parallelo due percorsi musicali separati: il valzer come pura composizione e il valzer ballabile.

Il primo trovava espressione nella musica dotta di Berlioz (Damnation de Faust), Liszt (Mephisto), Gounod (Faust), Cajkovskij (La Bella Addormentata nel bosco), a cui si devono aggiungere brani indimenticabili di Chopin, Brahms, Schmitt, Ravel, Stravinskij.

Il filone del valzer ballabile, invece, si sviluppo’ in modo particolare a Vienna dove ebbe interpreti illustri come i Lanner e gli Strauss. La caratteristica principale del Valzer è il connubio tra danza e musica nel tipico tempo ternario, cioè  in ¾, ritmato dalla terzina di accenti (uno forte e due deboli).

  

GLI STRAUSS

Johann Strauss senior

Johann Strauss senior (Vienna, 1804-1849), detto il “Padre del Valzer”, studiò violino ed armonia, suonò come orchestrale e si unì nel 1823 al quartetto Lanner.

Nel 1826 organizzò un piccolo complesso di 14 elementi che crebbe rapidamente in numero e fama e con il quale intraprese numerosi viaggi di concerto in molte nazioni europee.

Nel 1845 si stabilì a Vienna dove ebbe il posto di maestro di ballo alla corte imperiale e dove, dopo il successo incontrato dai suoi primi valzer, ne compose e pubblicò 152. Scrisse inoltre numerose musiche di danza: polke, quadriglie, etc. Compose la famosa “Radetzky-Marsch” (la Marcia di Radetzky) che ogni anno chiude il celebre concerto di Capodanno a Vienna.

Johann Strauss junior

Suo figlio Johann Strauss junior (Vienna, 1825-1899), detto il “Re del Valzer”, a 19 anni esordì in pubblico come direttore d’orchestra in un noto albergo di Vienna. Nel 1849, dopo la morte di Johann senior, assunse gli orchestrali del padre e li unì ai suoi creando una grande orchestra che si esibì con successo in Europa e America. 

Scrisse numerosissime composizioni musicali per la danza tra le quali: “Sul bel Danubio blu”, “Storie del bosco viennese”, “Vita d’artista” e “Sangue viennese”. Compose inoltre numerose operette fra le quali: “Il carnevale di Roma”, “Una notte a Venezia” e “Lo zingaro barone”. 

Con lui nasce l’operetta di tipo viennese sullo slancio del valzer che portò con le sue frizzanti melodie ad un riconoscimento di pubblico e critica. Fu senza dubbio il talento più notevole della famiglia Strauss.

 

JOHANN STRAUSS E “SULLE RIVE DEL DANUBIO”

nota autografa di Johann Strauss

Uno dei Valzer più famosi è senz’altro Sul Bel Danubio blu di Johann Strauss. Esso fu presentato la prima volta a Vienna nel febbraio del 1867. Questa rappresentazione fu un incredibile fiasco:  il pubblico non apprezzò né la musica, né tantomeno il testo. Esso fu poi ripresentato nella versione orchestrale sempre nel 1867 a Parigi in occasione della Esposizione Universale e fu un successo strepitoso.

A Boston nel 1872 fu eseguito con una orchestra di 1087 strumenti, un coro di 20.000 voci, 200 direttori d’orchestra e un pubblico di 100.000 persone.

Esso è composto da 5 parti più un’introduzione e una coda. Il tema del primo valzer è il più celebre.

Questo brano è stato voluto da Stanley Kubrick come parte della colonna sonora del film 2001: Odissea nello spazio. La scelta di accompagnare il volo delle astronavi con le note del Bel Danubio Blu aveva una precisa funzione: commentare le immagini di un futuro ipertecnologico mediante la musica composta nel periodo in cui la cultura era dominata dalla convinzione della bontà assoluta della scienza e del progresso dell’umanità.

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