Vita di Galileo

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità

Alla fine di Vita di Galileo di Bertolt Brecht, si afferma: “Io credo che la scienza possa proporsi altro scopo che quello di alleviare la fatica dell’esistenza umana… E quando con l’andare del tempo avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall’umanità. Tra voi e l’umanità può scavarsi un abisso così grande, che ad ogni vostro eureka rischierebbe di rispondere un grido di dolore universale”. In altre parole per Brecht anche la ricerca scientifica cede il passo ad un disegno di rinnovamento della società.  Con tutto il rispetto per Bertolt Brecht e per la sua arte, che ha dovuto sopportare anche la repressione nazista (ed egli fa diventare, con un grave errore di prospettiva storica, le autorità ecclesiastiche del seicento una sorta di gerarchi nazisti), questa prospettiva è molto discutibile, per non dire pericolosa: la scienza in tal modo non sarebbe più autonoma, e ripercorrerebbe a ritroso il cammino che l’ha emancipata dalla teologia, diventando schiava stavolta di un progetto politico e sociale.

Luigi Gaudio

Pubblicità
shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: