La peste in Antonin Artaud

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Attore, regista e, soprattutto, teorico del teatro, pubblicò nel 1938 “Il teatro e il suo doppio”, un testo che influenzerà moltissimo la pratica teatrale, soprattutto delle esperienze di ricerca teatrale più significative degli ultimi decenni (Living Theatre, Tadeusz Cantor, Peter Brook, Jerzy Grotowski).

In quel testo Artaud dà un ‘ interpretazione molto originale e “positiva” della peste, perché “la peste coglie immagini assopite, un disordine latente e spinge d’ improvviso fino a gesti estremi”. La peste, per Artaud, non è una vera e propria malattia, ma un’ entità psichica non provocata da un virus: egli rifugge quindi ogni spiegazione medica che tenda a definire scientificamente o a circoscrivere geograficamente questo fenomeno.

Infine, egli afferma che ” il teatro, come la peste, scioglie conflitti, sprigiona forze, libera possibilità, e se queste possibilità e queste forze sono nere, la colpa non è della peste o del teatro, ma della vita”:

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