Vita di Niccolò Machiavelli

Egli nasce il 1469 a Firenze e rimarrà sempre legato alla sua città. Qui nel 1498 riceve il suo incarico politico più importante di segretario della Repubblica fiorentina di Pier Soderini. In questa veste potrà incontrare i potenti e i principi del tempo, come il Papa Alessandro VI, ed il figlio Cesare Borgia, detto il Valentino. Tra il 1503 e il 1509, ancora nel pieno della attività politica, stese i suoi primi scritti, spesso Rapporti relativi a Stati stranieri (Spagna, Francia, Germania, ecc) che gli toccava visitare nel corso della sua attività diplomatica. Con il ritorno dei Medici nel 1412 Machiavelli viene destituito, e dopo un primo periodo molto tormentato per lui a Firenze, si ritira nella sua tenuta di San Casciano, dove elabora in pochissimi mesi il suo capolavoro, il trattatello Il principe, in cui mette per iscritto osservazioni e giudizi che aveva maturato nel corso dei suoi 14 anni in qualità, potremmo dire, di ministro degli esteri della repubblica fiorentina. Negli anni successivi scriverà anche le altre sue opere più importanti, come le commedie, in particolare La mandragola, opere comiche sul diavolo come il Belfagor arcidiavolo in cui ipotizza che l’Inferno sia sulla terra e i diavoli siano gli uomini del suo tempo.

In corrispondenza con la sua frequentazione degli Orti Oricellai, luogo in cui si ritrovavano alcuni nostalgici della Repubblica, Machiavelli elabora i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, che rappresentano una sorta di completamento del discorso politico iniziato con Il principe. Finalmente nel 1520 Machiavelli ottiene dopo molte insistenze una provvisione per scrivere dai Medici, che gli affidano anche alcuni incarichi diplomatici di carattere comunque minore rispetto a quanto avveniva negli anni della Repubblica. Proprio quando Machiavelli si lega alla signoria dei Medici, viene restaurata la Repubblica. Machiavelli morirà pochi mesi dopo, sempre nel 1520, sconfessato dai suoi ex-amici repubblicani perché troppo vicino al regime mediceo. 

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