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✨Volgiti a me, Signore: ascolta la mia preghiera Riflessione sul Salmo 16 (17)
Tra le invocazioni più intense del Salterio vi è quella che apre il Salmo 16 (17): una preghiera semplice, diretta, profondamente umana. Non nasce dalla tranquillità, ma dal bisogno. Non è il canto di chi possiede già tutte le risposte, ma il grido di chi cerca un volto, una presenza, una parola che possa dare speranza.
“Volgiti a me, Signore, ascolta la mia preghiera” è l’invocazione di ogni credente che, nelle prove della vita, continua a confidare nell’amore di Dio.
Il coraggio di rivolgersi a Dio
Pregare significa anzitutto credere che qualcuno ascolta. Il salmista non parla nel vuoto: si rivolge a un Dio che conosce la sua storia, le sue fatiche, le sue attese.
Questa certezza cambia tutto. Anche quando il dolore sembra prevalere, la preghiera diventa un ponte tra la fragilità dell’uomo e la fedeltà di Dio. Il credente sa di poter alzare gli occhi verso il Signore e affidargli ciò che non riesce più a portare da solo.
Un Dio che vede e custodisce
Nel Salmo 16 (17) emerge l’immagine di un Dio attento, vicino, premuroso. Il salmista si sente custodito come una realtà preziosa, protetto dall’amore del Signore nei momenti più delicati del suo cammino.
Questa è una delle grandi consolazioni della fede biblica: sapere che Dio non è indifferente alle vicende umane. Egli vede ciò che gli altri non vedono, ascolta ciò che spesso rimane nascosto nel cuore, comprende le lacrime che non trovano parole.
La fiducia più forte della paura
Il salmo è attraversato da difficoltà e minacce, ma non dalla disperazione. La paura è presente, tuttavia non ha l’ultima parola. Più forte della paura è la fiducia.
Chi prega non nega i problemi, ma li affida a Dio. Sa che non sempre le risposte arrivano immediatamente, ma crede che il Signore accompagni ogni passo e non abbandoni chi si rifugia in Lui.
Per questo l’invocazione “Volgiti a me” è anche una professione di fede: significa riconoscere che la salvezza viene dal Signore.
Il desiderio di vedere il volto di Dio
Verso la conclusione del salmo emerge uno dei temi più belli della spiritualità biblica: il desiderio di contemplare il volto di Dio.
Ogni preghiera autentica conduce a questo incontro. Non si cerca soltanto un aiuto, ma una presenza. Non soltanto una soluzione, ma una relazione. Il cuore umano è fatto per Dio e trova pace quando si lascia illuminare dalla sua luce.
Il volto del Signore diventa così il compimento di ogni attesa e la meta di ogni cammino.
Conclusione
Il Salmo 16 (17) è la preghiera di chi attraversa la prova senza perdere la speranza. È il canto di chi sa che Dio ascolta, custodisce e accompagna.
“Volgiti a me, Signore, ascolta la mia preghiera” non è soltanto una richiesta: è un atto di fiducia. È la certezza che il Signore non rimane lontano, ma si china sui suoi figli e accoglie il loro grido.
Chi prega con queste parole scopre che, anche nelle ore più difficili, non è mai solo: lo sguardo di Dio continua a vegliare sul suo cammino.
📖 Testo, spartito e accordi

Salmo 16 (17)
Vieni, Signore, a salvare il tuo popolo
🎤🎧 Salmi responsoriali




