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18 Giugno 2025Traccia e svolgimento di un tema argomentativo sugli anni trenta in America

TRACCIA
Sessione ordinaria 2025 Prima prova scritta – Ministero dell’Istruzione e del Merito ESAME DI STATO CONCLUSIVO DEL SECONDO CICLO DI ISTRUZIONE PROVA DI ITALIANO
TIPOLOGIA B – ANALISI E PRODUZIONE DI UN TESTO ARGOMENTATIVO
PROPOSTA B1
Testo tratto da: Piers Brendon, Gli anni trenta. Il decennio che sconvolse il mondo , Carocci editore, Roma, 2005, pp. 216-217.
Nella messa in pratica del New Deal, la prima preoccupazione del presidente era di intervenire sul cuore finanziario dell’intera questione: salvare le banche e ricominciare nuovamente a pompare denaro nel circuito mediante le arterie nazionali. Fu indetta una seduta speciale del Congresso e venne proclamata una chiusura delle banche a livello nazionale. Per alcuni giorni gli americani dovettero vivere di titoli cartacei, monete emesse da privati, banconote e monete straniere, gettoni telefonici, francobolli, tagliandi di sigarette, baratti e prestiti. Nel frattempo, dal momento che una nazionalizzazione delle banche era fuori discussione, si preparò una legislazione di emergenza […]. Si autorizzava il sostegno federale per le banche solide, mentre al contempo si autorizzavano gli ispettori governativi a controllare le altre banche e tenere chiuse quelle insolventi (un ulteriore provvedimento, firmato in giugno, garantiva i depositi bancari).
Per contribuire al ripristino della fiducia, Roosevelt indisse una conferenza stampa (la prima delle circa 1.000 da lui tenute come presidente), impressionando a tal punto i giornalisti, grazie alla sua schiettezza e alla sua verve, che alla fine questi scoppiarono in un applauso. Tenne anche il primo dei suoi discorsi radiofonici alla nazione. Fu un tour de force, chiaro, disinvolto, diretto e condotto con una voce ipnotizzante esattamente al ritmo giusto. […] Il presidente concluse il suo discorso con queste parole: «Insieme non possiamo fallire». Quando le banche riaprirono i battenti, i depositi furono superiori ai prelevamenti di fondi. In aprile l’anemia finanziaria era scongiurata: più di un miliardo di dollari aveva abbandonato le scorte private per fare ritorno nelle camere di sicurezza delle banche.
Comprensione e analisi
Puoi rispondere punto per punto oppure costruire un unico discorso che includa le risposte a tutte le domande proposte.
- Sintetizza il contenuto del brano proposto.
- Individua le motivazioni che indussero Roosevelt ad affrontare la situazione di emergenza e illustra le difficoltà affrontate dai cittadini, sia pure solo per alcuni giorni.
- Quale ruolo svolsero gli ispettori governativi?
- In che modo il presidente statunitense riuscì a infondere nel popolo americano la speranza di superare la crisi economica e sociale che aveva messo in ginocchio la nazione?
Produzione
Sulla base degli spunti di riflessione offerti dal testo proposto, delle tue letture, informazioni e conoscenze sull’argomento e delle tue opinioni personali, elabora un testo centrato sul rapporto tra i leader politici e i cittadini attraverso i mezzi di comunicazione di massa attuali (radio, televisione, testate giornalistiche, social media). Sviluppa in modo organico le tue argomentazioni, elaborando un testo coerente e coeso.

SVOLGIMENTO
La Crisi del ’29 e la Leadership di Roosevelt: Una Lezione di Comunicazione e Fiducia
Il testo di Piers Brendon ci immerge nel cuore della Crisi del 1929 e nella risposta decisa del presidente Franklin Delano Roosevelt attraverso il suo New Deal. Questo brano, pur concentrandosi sui primi interventi finanziari, è un’efficace illustrazione di come una leadership forte e una comunicazione efficace possano affrontare e superare momenti di profonda crisi, ristabilendo la fiducia pubblica.
Comprensione e Analisi
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Sintesi del contenuto del brano proposto. Il brano descrive le prime azioni di emergenza intraprese dal presidente Roosevelt per affrontare la crisi finanziaria dopo il crollo di Wall Street. La sua prima mossa fu salvare il sistema bancario, proclamando una chiusura nazionale delle banche per alcuni giorni. Durante questo periodo di “vuoto” monetario, i cittadini dovettero ricorrere a mezzi di scambio alternativi e creativi. Contemporaneamente, il Congresso approvò una legislazione d’emergenza che prevedeva il sostegno federale alle banche solide e il controllo governativo su quelle meno stabili, con l’obiettivo di riaprire solo quelle affidabili e garantire i depositi. Per ricostruire la fiducia, Roosevelt si avvalse di conferenze stampa e, soprattutto, delle sue innovative “chiacchiere al caminetto” radiofoniche, riuscendo a comunicare in modo chiaro e persuasivo. Il successo fu tale che alla riapertura le banche videro affluire più depositi che prelievi, scongiurando l’immediata anemia finanziaria.
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Motivazioni di Roosevelt e difficoltà dei cittadini. Roosevelt fu indotto ad affrontare la situazione di emergenza dalla necessità impellente di ristabilire la fiducia nel sistema finanziario e, di conseguenza, nell’intera economia. Il cuore del problema era la sfiducia generalizzata che aveva portato a massicci prelievi di denaro dalle banche, rendendole insolventi e paralizzando il circuito economico. Il suo obiettivo primario era “intervenire sul cuore finanziario dell’intera questione: salvare le banche e ricominciare nuovamente a pompare denaro nel circuito mediante le arterie nazionali.” Senza un sistema bancario funzionante, qualsiasi ripresa economica sarebbe stata impossibile.
Le difficoltà affrontate dai cittadini, sebbene solo per “alcuni giorni”, furono considerevoli e ci mostrano un’istantanea di un’economia letteralmente bloccata. La chiusura delle banche significò l’impossibilità di accedere ai propri risparmi e di effettuare transazioni monetarie ordinarie. Gli americani furono costretti a “vivere di titoli cartacei, monete emesse da privati, banconote e monete straniere, gettoni telefonici, francobolli, tagliandi di sigarette, baratti e prestiti”. Questa situazione precaria evidenzia la totale paralisi del commercio e della vita quotidiana, costringendo le persone a ricorrere a scambi informali e a una grande inventiva per procurarsi beni e servizi essenziali.
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Ruolo degli ispettori governativi. Gli ispettori governativi svolsero un ruolo cruciale nella strategia di ripristino del sistema bancario. La legislazione d’emergenza autorizzava questi ispettori a:
- Controllare le banche: Dovevano esaminare lo stato di salute finanziaria degli istituti bancari.
- Tenere chiuse le banche insolventi: Questo era un passo fondamentale per eliminare gli anelli deboli del sistema e prevenire ulteriori fallimenti a catena. L’obiettivo era garantire che solo le banche “solide” potessero riaprire, rassicurando così i depositanti. Il loro compito era quindi quello di filtrare e sanare il sistema bancario, distinguendo le realtà recuperabili da quelle irrimediabilmente compromesse, e contribuendo a ricostruire una base finanziaria affidabile su cui i cittadini potessero riporre nuovamente la loro fiducia.
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Come Roosevelt riuscì a infondere speranza. Roosevelt riuscì a infondere speranza nel popolo americano attraverso una combinazione di azioni concrete e una comunicazione straordinariamente efficace:
- Azioni legislative decisive: La chiusura delle banche, la legislazione di emergenza per il sostegno e il controllo, e soprattutto la garanzia federale sui depositi bancari (provvedimento di giugno) furono passi pratici che dimostrarono la volontà del governo di agire con forza per proteggere i cittadini.
- Comunicazione diretta e rassicurante: Roosevelt sfruttò al meglio i mezzi di comunicazione del tempo. Tenne la prima di circa 1.000 conferenze stampa, impressionando i giornalisti con la sua “schiettezza e la sua verve”, al punto da ricevere applausi. Ancora più significativa fu la sua scelta di tenere il primo dei suoi discorsi radiofonici alla nazione, le celebri “chiacchiere al caminetto” (fireside chats). Questi discorsi erano “chiari, disinvolti, diretti e condotti con una voce ipnotizzante esattamente al ritmo giusto”. La capacità di parlare direttamente al popolo, spiegando in termini semplici le complessità della crisi e le soluzioni proposte, fu rivoluzionaria. La sua frase finale, “Insieme non possiamo fallire”, divenne un potente slogan di unità e fiducia. Questa combinazione di trasparenza, chiarezza e un tono empatico e autorevole fu la chiave per ricostruire la fiducia e la speranza nel cuore degli americani.
Produzione
Il brano su Roosevelt e il New Deal è una lezione esemplare sul rapporto tra i leader politici e i cittadini attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Negli anni ’30, la radio fu lo strumento rivoluzionario che permise a Roosevelt di bypassare i media tradizionali e di entrare direttamente nelle case degli americani, costruendo un legame di fiducia personale. Questo fenomeno è estremamente attuale se pensiamo all’evoluzione della comunicazione politica fino ai giorni nostri.
La radio, con le “chiacchiere al caminetto” di Roosevelt, stabilì un precedente fondamentale: il leader poteva parlare direttamente al popolo, spiegando politiche complesse in modo accessibile e infondendo speranza. Questa intimità vocale, il “tono giusto” e la “voce ipnotizzante” citati nel testo, creavano un senso di vicinanza e rassicurazione che nessun comunicato stampa o articolo di giornale poteva replicare. Era un dialogo, seppur a senso unico, che bypassava gli intermediari e costruiva un’immagine del presidente come un uomo del popolo, al suo fianco.
L’avvento della televisione ha poi trasformato ulteriormente questo rapporto. La comunicazione è diventata non solo uditiva ma anche visiva, aggiungendo la dimensione del linguaggio del corpo, dell’espressione facciale e dell’immagine complessiva del leader. La televisione ha reso la politica più spettacolare e i politici più “personaggi”, influenzando profondamente la percezione pubblica e l’identificazione con il leader. La capacità di apparire credibile, empatico e forte sullo schermo è diventata una competenza essenziale.
Nell’era contemporanea, i social media (Facebook, Twitter, Instagram, TikTok) e le testate giornalistiche online hanno ulteriormente frammentato e accelerato il panorama della comunicazione politica. I leader non solo possono parlare direttamente ai cittadini (come faceva Roosevelt con la radio, ma su scala e velocità esponenzialmente maggiori), ma i cittadini possono anche rispondere, commentare, criticare e diffondere informazioni (o disinformazioni). Questo ha creato un ambiente di interazione bidirezionale, ma anche di polarizzazione e di “bolle” informative.
I social media offrono ai politici una piattaforma per creare una narrazione personale, condividere momenti della vita quotidiana, rispondere in tempo reale agli eventi e mobilitare le basi elettorali. La “schiettezza e verve” di Roosevelt si traducono oggi in tweet concisi, post virali o dirette live. Tuttavia, questa immediatezza comporta anche rischi: la superficialità dei messaggi, la diffusione di fake news, la difficoltà di gestire le critiche e l’erosione della riflessione profonda in favore dello slogan.
Le testate giornalistiche, pur mantenendo un ruolo cruciale nella verifica dei fatti e nell’analisi, si trovano a competere con la velocità e la pervasività dei social media. La loro autorevolezza è spesso messa in discussione da narrazioni alternative e dalla sfiducia verso i media “mainstream”. Il rapporto tra leader e cittadini si fa quindi più complesso: da un lato, c’è una maggiore accessibilità e interattività; dall’altro, una crescente difficoltà nel discernere la verità e nel mantenere un dialogo costruttivo.
La lezione di Roosevelt, di costruire la fiducia attraverso la trasparenza e la vicinanza, resta più che mai attuale. In un mondo saturo di informazioni e disinformazione, la capacità di un leader di comunicare con chiarezza, onestà e un vero senso di scopo è fondamentale per unire la nazione, proprio come Roosevelt fece quando concluse il suo discorso con le parole: “Insieme non possiamo fallire.”
Per approfondire gli aspetti della Crisi del ’29 e del New Deal, puoi consultare queste pagine su atuttascuola.it:
- La Grande Crisi del 1929 – atuttascuola.it: Questa pagina offre un’analisi dettagliata delle cause e delle conseguenze della crisi economica.
- Franklin Delano Roosevelt e il New Deal – atuttascuola.it: Qui troverai informazioni specifiche sulla politica economica e sociale di Roosevelt per affrontare la crisi.
Spero questa analisi ti sia utile per la tua riflessione sulla comunicazione politica contemporanea!
Hai in mente altri esempi di leader che hanno saputo (o meno) usare i mezzi di comunicazione per influenzare il rapporto con i cittadini?
IN ogni caso puoi approfondire ulteriormente su questo sito cliccando i link qui sotto
Approfondisci qui:
Come uscire dalla crisi di J.M. Keynes di atuttascuola©
La Crisi del 29 di atuttascuola©
Crisi del 29 di atuttascuola©
LA CRISI DEL 29 – Il crollo di Wall Street e le conseguenze mondiali di atuttascuola©




