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8 Dicembre 2025
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8 Dicembre 2025📑 Simulazione della prima prova scritta del concorso per Dirigenti Tecnici, elaborata in forma di saggio breve
Traccia:
Il candidato illustri la disciplina della Trasparenza e dell’Accesso Civico Generalizzato (FOIA) nelle Istituzioni Scolastiche autonome (D.lgs. 33/2013). Analizzi il ruolo del Dirigente Tecnico nel supportare la governance scolastica in caso di contenzioso legato alla non corretta applicazione delle norme sulla Trasparenza, con particolare riferimento ai dati oggetto di pubblicazione obbligatoria e al rispetto del GDPR.
Svolgimento:
1. Introduzione: Il quadro normativo e la “Casa di Vetro”
La disciplina della trasparenza nella Pubblica Amministrazione, e dunque anche nelle Istituzioni Scolastiche autonome, rappresenta uno dei pilastri fondamentali della riforma amministrativa degli ultimi decenni, segnando il passaggio dal segreto d’ufficio alla “cultura dell’accessibilità totale”. Il riferimento normativo cardine è il D.lgs. 33/2013 (cosiddetto “Decreto Trasparenza”), profondamente innovato dal D.lgs. 97/2016 (Freedom of Information Act – FOIA), che ha riordinato gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle PA. Nelle scuole, questo principio si traduce nell’obbligo di rendere visibile l’azione amministrativa per favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche. Tuttavia, tale obbligo non è assoluto ma deve essere costantemente bilanciato con la tutela della riservatezza (Privacy), disciplinata dal Regolamento UE 679/2016 (GDPR).
2. Trasparenza e Accesso: Distinzioni Fondamentali
Per operare correttamente, è necessario distinguere tre tipologie di accesso che convivono nell’ordinamento scolastico:
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Accesso Documentale (L. 241/1990): È il tradizionale accesso agli atti, che richiede un interesse diretto, concreto e attuale. Nelle scuole riguarda spesso genitori che chiedono copie di verifiche o verbali per tutelare una posizione giuridica (es. contestazione di un voto).
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Accesso Civico “Semplice” (art. 5, c. 1, D.lgs. 33/2013): È un diritto che scatta in caso di inadempienza della scuola. Se l’istituto omette di pubblicare dati obbligatori nella sezione “Amministrazione Trasparente” del sito web (es. il PTOF, i bandi di gara, gli incarichi a esperti esterni), chiunque può chiederne la pubblicazione. È un potere sostitutivo per ripristinare la legalità.
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Accesso Civico Generalizzato o FOIA (art. 5, c. 2, D.lgs. 33/2013): È la vera rivoluzione del 2016. Chiunque ha diritto di accedere a dati e documenti detenuti dalla scuola, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione obbligatoria, senza dover dimostrare un interesse qualificato. Lo scopo è favorire il dibattito pubblico e il controllo diffuso.
3. Il Ruolo del Dirigente Tecnico nel Contenzioso e nella Governance
La gestione di queste istanze genera spesso un contenzioso complesso. Le scuole possono ricevere richieste massive o pretestuose (c.d. massive requests) o negare accessi legittimi per eccessiva prudenza difensiva. In questo scenario, il Dirigente Tecnico (DT) assume un ruolo cruciale di consulenza e supporto alla governance scolastica e agli Uffici Scolastici Regionali (USR).
Il DT interviene su due livelli:
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Preventivo (Consulenza): Supporta i Dirigenti Scolastici nella corretta perimetrazione degli obblighi. Ad esempio, chiarisce che la pubblicazione dei nominativi dei docenti o dei compensi accessori deve seguire tassativamente le griglie ANAC, evitando la diffusione di dati eccedenti.
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Successivo (Gestione del riesame): In caso di diniego (totale o parziale) di un accesso civico, il richiedente può presentare domanda di riesame al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT), figura che spesso coincide con il Direttore Generale dell’USR per le scuole. Il DT istruisce la pratica, verificando la legittimità del diniego alla luce delle Linee Guida ANAC (es. delibera 1309/2016) e della giurisprudenza del TAR.
4. Il Bilanciamento tra Trasparenza e GDPR
Il punto più delicato, e spesso oggetto di contenzioso, è il conflitto tra il diritto a conoscere e il diritto alla protezione dei dati personali. Il Dirigente Tecnico deve guidare la scuola nell’applicazione del principio di minimizzazione dei dati sancito dal GDPR.
Un caso tipico riguarda la pubblicazione delle graduatorie o degli atti di spesa. Il DT deve vigilare affinché:
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Non vengano pubblicati dati sensibili o giudiziari (es. dati sulla salute degli alunni con disabilità nel PTOF o nel Piano Annuale per l’Inclusione, o dettagli su sussidi economici a famiglie indigenti).
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Vengano oscurati i nominativi quando l’accesso generalizzato potrebbe recare un “pregiudizio concreto” alla tutela dei dati personali (art. 5-bis D.lgs. 33/2013). Ad esempio, se un genitore chiede accesso ai verbali di una classe per conoscere le sanzioni disciplinari di altri alunni, il DT consiglierà di fornire i documenti con omissis sulle parti riferite a terzi, garantendo la trasparenza dell’azione amministrativa senza violare la privacy dei minori.
5. Conclusioni
In conclusione, la trasparenza nelle scuole autonome non è un mero adempimento burocratico, ma uno strumento di accountability democratica. Il Dirigente Tecnico non agisce solo come organo di controllo, ma come facilitatore di legalità: la sua competenza permette di disinnescare il contenzioso, garantendo che la “Casa di Vetro” della scuola rimanga aperta ai cittadini senza diventare fragile di fronte ai diritti fondamentali della persona.
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