A ciascuno il suo di Leonardo Sciascia

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A ciascuno il suo di Leonardo Sciascia

SCHEDA DI ANALISI DEL LIBRO “A CIASCUNO IL SUO” DI L.. SCIASCIA

 

1) OSSERVAZIONI SULLE SCELTE STILISTICO-ESPRESSIVE, SULLE FUNZIONI E SUI REGISTRI LINGUISTICI

Nel testo vengono più volte utilizzati termini dialettali e di origine latina. Alcune parole tratte dal dialetto siciliano sono ad esempio: “tabuto”(cassa mortuaria), “mi bisognano-(mi necessitano), “a rivederci”.

Le parole di origine latina, che troviamo durante la lettura, sono anch’esse abbastanza numerose: “unicuique”(a ciascuno), “ordine naturale, menti obversantur, tempo sede”, “non praevalebunt”(non prevarranno). Tra queste espressioni di origine straniera, se ne può riscontrare anche una francese: -tout court-(in breve). Dall’autore vengono inoltre utilizzati termini di uso non comune, ad esempio: “vagheggiarli”, “diporto-, “patente”(non col significato di patente di guida), “carniere”,”baluginare”. Durante la lettura si riscontra anche la presenza di alcune metafore: “il farmacista bevve di un sorso l’amaro calice”. Per quanto riguarda la lunghezza dei periodi, non vi è nulla di particolare da riscontrare poiché sono di media durata. La prosa utilizzata è di tipo realistico, vengono infatti esposti i problemi della Sicilia negli anni sessanta. – La vicenda di Laurana e l’omicidio sono soltanto un pretesto, infatti la funzione del racconto è quella di esporre la situazione economico-politica dell’Italia e il conseguente livello di vita del popolo italiano. – Il tipo di registro linguistico è medio, anche se vengono talvolta utilizzati termini dialettali.

2) RAPPORTO TRA FABULA E INTRECCIO

In questo testo, poiché per costruzione rispecchia i romanzi gialli, è presente un ribaltamento parziale tra fabula e intreccio. Infatti tutto ciò che riguarda l’omicidio viene saputo dopo l’avvenimento del fatto stesso, ma la morte di Laurana, che è conseguenza di ciò, avviene nel giusto ordine dei fatti. Sono presenti inoltre nel testo dei sommari e delle ellissi.

3) SCHEMATIZZAZIONE DELLA VICENDA

Il romanzo si apre con la ricevuta di una lettera minatoria da parte del farmacista Manno che la prende come uno scherzo. Per questo motivo egli andrà a caccia con il suo amico Roscio e verranno uccisi. Questo avvenimento scaturirà l’interesse del professor Laurana il quale scoprirà che la lettera intimidatoria era solo una copertura per uccidere Roscio Infatti la moglie di Roscio e il cugino di lei si erano innamorati da lungo tempo e per coronare il loro sogno d’amore dovevano eliminare il marito. La scoperta di questo intrigo porterà Laurana alla morte.

CAP. 1: arrivo della lettera minatoria, di cui non si comprende la gravità

2: morte del farmacista Manno e del suo amico Roscio.

3: Laurana va dal prete di Sant’Anna per cercare indizi.

4: Laurana va dall’arciprete per cercare indizi.

5: Laurana al circolo del paese.

6: Laurana discute con le vedove Roscio e Manno.

7: Laurana incontra un suo vecchio compagno di scuola e scopre che Roscio probabilmente stava ricattando un notaio.

8: Laurana fa visita al padre di Roscio.

9: Laurana e Rosello vanno dalla moglie di Roscio per cercare i possibili documenti che avrebbero dovuto incastrare il misterioso notaio.

10: Laurana va dal parroco di Sant’Anna.

11: Laurana ricomincia la scuola e al palazzo di giustizia incontra Rosello in compagnia di un onorevole sospetto.

12: Laurana va a Montalmo alla ricerca di un suo amico per indizi.

13: Laurana al circolo del paese.

14: Laurana va al cimitero dove incontra la vedova Roscio.

15: Laurana incontra la vedova Roscio sul pullman che porta in paese, da ella viene a sapere della scoperta di un diario segreto di Roscio che probabilmente conteneva la soluzione del problema. La vedova da appuntamento a Laurana in un caffè.

16: Laurana aspetta inutilmente la signora. Uscito dal caffè gli viene dato un passaggio e da quel momento scompare dalla circolazione.

17: Poiché Laurana è scomparso iniziano le indagini: Alla festa di Maria Bambina il lettore scopre indirettamente le cause del delitto.

4) PREVALENZA DI SEQUENZE NARRATIVE, RIFLESSIVE, DESCRITTIVE

Prevalgono le sequenze narrative e dialogiche, ma sono presenti in buon numero anche le sequenze riflessive. Queste ultime si possono riscontrare soprattutto all’inizio di ogni capitolo.

5) INDIVIDUAZIONE DI TEMI O MOTIVI PRESENTI NELLE MACROSEQUENZE

I temi toccati in tutto il romanzo sono: il dolore e la sofferenza della moglie del farmacista; il male, la trasgressione, l’ingiustizia e la sopraffazione tipici del periodo in cui il romanzo è a ambientato; la decadente situazione politica dell’Italia in quel periodo. Tutti questi temi che mettono in risalto la tragica situazione politica dell’Italia non vengono espressi direttamente ma si leggono tra le righe come avviene in tutti i romanzi neorealisti.

6) PROCESSI DINAMICI NELLA VICENDA

SITUAZIONE INIZIALE: Il farmacista riceve la lettera minatoria e nonostante ciò va a caccia.

ROTTURA DELL’EQUILIBRIO INIZIALE: Assassinio del farmacista e del suo amico Roscio. Inizio ricerche di Laurana.

APPARENTE MIGLIORAMENTO: Laurana procede nelle indagini e sta per scoprire l’assassino.

PEGGIORAMENTO: Laurana viene ucciso.

SITUAZIONE FINALE: Il lettore scopre le cause dell’assassinio.

7) CARATTERIZZAZIONE PSICOLOGICA, SOCIALE, CULTURALE E IDEOLOGICA DEL PROTAGONISTA E SUO RAPPORTO CON L’AUTORE

– Laurana era considerato dagli studenti un tipo curioso ma bravo e dai padri degli studenti un tipo bravo ma curioso. E’ un uomo gentile fino alla timidezza e talvolta fino alla balbuzie. Questo era il suo aspetto esteriore, infatti la sua gentilezza nascondeva dura decisione e irremovibile giudizio. – Professore d’italiano e storia nel liceo classico del capoluogo siciliano. – Poiché professore d’italiano è laureato. – Certamente non è fascista, ma il suo pensiero politico non viene espresso chiaramente. – In alcuni caratteri Laurana si rispecchia in Sciascia, ad esempio l’assoluto disprezzo per l’ingiustizia.

8) OSSERVAZIONI SULLA DIMENSIONE TEMPORALE

Gli avvenimenti narrati nel testo si svolgono nell’arco di tempo di un anno (1964).

ORDINE: come detto in precedenza l’autore utilizza dei sommari e delle ellissi. E’ presente un ribaltamento parziale.

DISTANZA: La distanza tra il tempo della scrittura e il tempo della storia è breve. I fatti narrati si svolgono nel 1964 e l’autore inizia a scriverli intorno al 1965.

9) OSSERVAZIONI SULLA DIMENSIONE SPAZIALE

I fatti si svolgono sia in spazi aperti che in spazi chiusi, ma in ogni caso non hanno alcuna importanza o significato particolare per il racconto.

10) INDIVIDUAZIONE: DEL NARRATORE; DEL PUNTO DI VISTA; DELLE TECNICHE DI RAPPRESENTAZIONE DELLE PAROLE O DEI PENSIERI DEI PERSONAGGI.

Il narratore di questa vicenda è esterno di primo grado. Per quanto riguarda il suo punto di vista è un narratore onnisciente a focalizzazione zero. Il discorso utilizzato è sia indiretto sia diretto, ma quest’ultimo senza l’utilizzo delle virgolette.

11) BREVI ACCENNI AL CONTESTO. BREVE BIOGRAFIA:

Nato a Racalmuto, in provincia di Agrigento, l’8 gennaio 1921, Leonardo Sciascia insegnò nelle scuole elementari del paese dal 1949 al 1957. Questa sua esperienza gli ispirò le CRONACHE SCOLASTICHE. Nel 1958 si trasferì, insieme con la famiglia, a Caltanissetta e nel 1966 a Palermo. Dal 1970 lasciò definitivamente l’insegnamento per dedicarsi soltanto alla sua opera di narratore e di saggista. Si è sempre preoccupato delle cose di Sicilia nella sua attività letteraria e politica. Radicato com’è nella sua isola, Sciascia trae da essa tutta la materia viva delle sue opere. Sciascia appartiene alla corrente letteraria del Neorealismo.

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