Andraous e Dante nella selva oscura

Quel giorno la professoressa di Italiano tentava di spiegarci che il destino non è una mera fatalità, bensì siamo noi a tracciarne il senso.
Aveva ragione da vendere, ma io non volli acquistarne neppure un grammo, tantè che le lanciai una matita, colpendola alle spalle.
Chi è stato?”. Il silenzio fu l unica risposta. Venne il Preside, minacciò la sospensione per tutti, se non fosse saltato fuori il colpevole, ma il mutismo non consentì dialogo, mentre io mi sentivo fiero della mia bravata, ben protetto dal silenzio complice dei compagni.
Fu la mia rovina manipolare il sentimento della solidarietà con lomertà, quest’ultima infatti non ha parentela con ciò che nasce spontaneo verso l’altro, lomertà è un mezzo per rendere sicura la prepotenza e la prevaricazione.
Anche ieri era bullismo, declinato in altra maniera, ma pur sempre violenza e arroganza nei riguardi dei più deboli, dei più fragili.
Quando si vive ai margini, emarginando gli altri, si ha una propria giustizia «ingiusta » nel mancato riconoscimento dei diritti altrui, il vero problema sta nel non saper attendere una risposta, nel volere tutto e subito; sta nell’annegare la memoria e la propria storia personale, fin da bambino, nel mito della forza, facendo la scoperta devastante che la violenza apre le porte dell’ideologia, vale a dire di una violenza senza limiti che non conosce sconfitta nemmeno dinanzi a una doppia tragedia: aver tolto una vita umana, convinti di aver ragione.
Così facendo c’è dapprima l’incontro devastante con il vicolo cieco, poi con 33 anni di pena scontata, per imparare infine che educare significa non tirarsi indietro, ma avanzare con il bagaglio delle proprie esperienze, come somma degli errori, per porsi a diga di ogni facile conclusione: perché solo in questa direzione può esistere una politica sociale che possa partorire giustizia, ricordando che il diritto alla vita e alla tutela di ogni persona, soprattutto di un adolescente, passa attraverso un’azione collettiva, dove nessuno può chiamarsi fuori.

Vincenzo Andraous
tutor Comunità
Casa del Giovane
Pavia marzo 2008

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