André Breton


di Carlo Zacco

André Breton (1896 – 1966) 

Breton.jpgLa vita. Nasce a Tinchebray, nella bassa Normandia, nel 1896. Interrompe gli studi universitari perché chiamato in guerra. La neuropsichiatria, la psicoanalisi di Freud e l’incontro con Apollinaire sono fondamentali per lo sviluppo della sua personalità poetica. Compie i primi esperimenti di scrittura automatica a partire dal 19, e nel 24 pubblica il manifesto del Surrealismo. Si iscrive al partito comunista, ma a differenza di Eluard avrà con esso rapporti conflittuali fino a distaccarsene e rompere con lo stesso Eluard. Muore nel 66.

La disfatta dell’intelletto. Fondatore e primo promotore del Surrealismo Breton scriverà la maggior parte delle sue poesie secondo i principi indicati nel manifesto, e a differenza di quella di Eluard la sua poesia oggi non risulta più leggibile, se non come esempio concreto di realizzazione di quegli intenti; le sue poesie oggi ci risultano non più che un accostamento di immagini frammentarie. Se Valery proponeva un’immagine di poesia coma «festa dell’intelletto», ora Breton propone una disfatta dell’intelletto.

 

L’aria dell’acqua, 1934

 

Si tratta di una poesia d’amore dedicata a sua moglie, come tutte quelle della raccolta del 34;

Dato di realtà. E probabile che il riferimento sia proprio ad un numero che la moglie, Jaqueline, aveva eseguito all’interno di un musical, basato appunto su un’ambientazione acquatica, marina; ma naturalmente non è possibile stabilirlo con certezza.

Immagini oniriche. Tutte le immagini sono slegate tra loro e dovute alla tecnica delle libere associazioni e della scrittura automatica. Sono immagini oniriche, che vanno interpretate come tali, e ognuna singolarmente. Si tratta di immagini arbitrarie che, come dice Raymond, sfidano il buon senso: nel complesso si ha un senso di smarrimento dovuto alla sovrabbondanza di immagini slegate tra loro; oltre a sciorinare una pletora di dati e di immagini, non si sa che cosa il poeta voglia effettivamente dire.

 

v. 1: il primo verso ci dà un dato preciso, come l’attacco di un romanzo: crepuscolo del 1934, ma questo dato apparentemente preciso nasconde maggior ambiguità: sera o mattina? estate o inverno? fine o inizio anno? insomma: che ce lo dice a fare?;

v.2: metafora insolita, ma non impressionante;la triglia  un po curiosa, ma nulla di più;

v. 4: il tutto si complica, i dati realistici sono falsi riferimenti;

v. 6: il testo fin qui è pieno di incongruenze, anche grammaticali che il traduttore ha mantenuto; le incongruenze sono anche metriche: versi brevissimi o lunghissimi; ma ciò che sconcerta di più è l’arbitrarietà delle immagini che il lettore deve limitarsi ad accettare cos’ com’è.

v. 22: io cero, cioè, non cero già più: ennesima incongruenza, tipica di chi racconta un sogno (affermazione/negazione), nei sogni del resto ci può essere un fatto e il suo contrario insieme;

 

Il sogno. In linea di massima questo testo poetico si può interpretare come il racconto di un sogno. Se si vuole vedere un filo conduttore, è il discorso amoroso.

Dato biografico. L’incontro tra André e Jaqueline è avvenuto in un Cabaret durante uno spettacolo musicale; Jaqueline era pittrice e per guadagnare qualcosa si esibiva anche come donna di spettacolo in questo cabaret. Lo spettacolo durante il quale i due si sono conosciuti era poi di tipo marino: se consideriamo questo elemento extratestuale il quadro della poesia ci appare leggermente più chiaro: le immagini marine che dalla sola lettura del testo ci appaiono sconclusionate, potrebbero essere quelle che André vedeva visto sul palco quando ha incontrato la sua amata per la prima volta;  Allo stesso modo figure come lo scoiattolo, lo scrigno, il mughetto possono essere interpretati in chiave erotica; e «le due ali del bosco» possono rappresentare le due tende del sipario.

 

Da questo dato biografico possiamo dunque interpretare gli elementi di questa poesia come precisi riferimenti ad un fatto realmente vissuto, ma il testo non ce lo dice, come del resto non abbiamo un dato biografico a disposizione anche per tutte le altre poesie; l’effetto che il poeta vuole creare è dunque la semplice suggestione data dalla simbologia degli oggetti. Resta vero ciò che Raymond dice di questa poesia surrealista: la debolezza di questa poesia è la sua incoerenza, il meraviglioso non si sviluppa, e neppure viene sviluppata la fitta simbologia: singole suggestioni si fanno ammirare di per sé senza che si possa collocarle in un contesto più ampio e comprensibile.

 

E questa è una considerazione ovvia: tutto il nostro rapporto con la realtà è mediato dalla ragione, e proprio la ragione, la razionalità viene negata dai surrealisti: la poesia per loro è rappresentazione dell’inconscio, e siccome l’inconscio è irrazionale, non possiamo pretendere di capire la poesia.

 

In definitiva si tratta di testi illeggibili se non attraverso una lettura psicoanalitica, che per altro è impraticabile poiché manca un elemento fondamentale che è il colloquio col paziente, alla luce del quale si possono interpretare sogni, e immagini come quelle rappresentate qui.

 

Infine, molti poeti surrealisti abbracciarono gli ideali utopici del comunismo, anch’esso volto alla liberazione completa dell’individuo.