Capovolgimento del significato delle parole

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dalla Metodologia per l’insegnamento del greco e del latino

di Giovanni Ghiselli

 

16. 2. Le due u{brei” di Settembrini (La montagna incantata (e magica) di T. Mann). Ci sono anche due forme di e[ri~ (Esiodo) e di aijdwv~ (Ippolito di Euripide). I significati delle parole possono capovolgersi, e  anche quelli dei personaggi della tragedia (Edipo), o della storia  (Dario III): da re a farmakoiv.

Settembrini, l’ umanista “chiacchierone pieno di frasi”[1] di La Montagna Incantata, il “loquace razionalista e umanista”[2] distingue una  u{bri~ buona da un’altra cattiva, e santifica quella di Prometeo in quanto essa è amica dell’umanità:”  E che cos’era l’umanesimo? Era amore per l’umanità, nient’altro, e perciò era anche politica…Prometeo! Era stato lui il primo umanista, identico a quel Satana cui Carducci aveva dedicato il suo inno”[3]. Il “vecchio anticlericale bolognese”[4] celebra Satana per il suo essersi ribellato a un despota oscurantista: “Salute, O Satana/ O ribellione,/O forza vindice/Della ragione!”[5].

Ma l'”Hybris” della ragione contro le oscure potenze è altissima umanità, e se chiama su di sé la vendetta di dèi invidiosi…questa è sempre una rovina onorata. Anche l’azione di Prometeo era “Hybris” e il suo tormento sulla roccia scita noi lo consideriamo il martirio più santo. Ma come siamo invece di fronte all’altra “Hybris”, a quella contraria alla ragione, all'”Hybris” della inimicizia contro la schiatta umana?”[6].

 Possono esserci dunque due u{brei~, come due e[ride~.

 

Esiodo nelle Opere e giorni distingue due diversi tipi di  [eri”: quella cattiva che fa crescere la guerra malvagia e la lotta (v. 14), e l’altra che, generata prima della sorella dalla Notte, Zeus pose alle radici della terra (v. 19), cioè alla base del progresso umano.  Questa suole svegliare al lavoro anche l’ozioso. Allora il vasaio gareggia con il vasaio, l’artigiano con l’artigiano, il mendico con il mendico e l’aedo con l’aedo (vv. 24-26)[7]

 

Nietzsche commenta la doppia  [Eri~ di Esiodo con queste parole :” tutta l’antichità greca la pensa diversamente da noi circa l’astio e l’invidia e giudica come Esiodo, il quale designa come cattiva una sola Eris, quella cioè che trascina gli uomini gli uni contro gli altri in animose lotte distruttrici, e stima invece buona un’altra Eris, che, come gelosia, astio e invidia, sprona gli uomini all’azione, ma non all’azione della lotta distruttrice, bensì a quella del certame ( …) Togliamo invece il certame della vita greca, subito ci affacceremo su quell’abisso preomerico che è il feroce stato selvaggio di odio e di voglia d’annientamento”[8].

 

 

Aijdwv~  è  considerato da Esiodo uno dei pilastri del vivere umano e civile: nelle Opere e giorni il poeta afferma che nell’ultima fase dell’ empia età ferrea gli uomini nasceranno con le tempie bianche (poliokrovtafoi, v. 181), oltraggeranno i genitori che invecchiano, useranno il diritto del più forte, la giustizia starà nelle mani (divkh d  j ejn cersiv , v. 192) e se ne andranno Cavri” , Gratitudine; Aijdwv”  Pudore e Rispetto;  Nevmesi” , lo Sdegno; quindi  non vi sarà più scampo dal male “kakou’ d  j oujk e[ssetai ajlkhv” (v. 201).

“Aijdwv~ è generalmente tradotto con ‘Pudore’ o ‘Senso di onore’, e Nevmesi~ con una frase goffa se pur esatta, ‘Giusta Indignazione’. La grande caratteristica di ambedue questi princìpi, come in genere dell’Onore, è che essi sono attivi solo quando l’uomo è libero: qualora non vi sia coercizione…Aijdwv~ è ciò che si prova per una azione commessa da noi. Nevmesi~ è ciò che si prova per l’azione commessa da un altro…Quando gli anziani di Troia guardano Elena, ‘Bene’ essi dicono, ‘se gli uomini combattono e muoiono per una donna come quella, ouj nevmesi~, nessuno può rimproverarli’ (G 157)”[9].

Ma Fedra nell’Ippolito di Euripide  attribuisce un doppio significato alla parola aijdwv~:”bisogna considerare questo:/il bene lo conosciamo e riconosciamo,/ma non lo costruiamo nella fatica (oujk ejkponou’men[10]: alcuni per infingardaggine (ajrgiva” u{po),/ alcuni anteponendogli qualche altro piacere./ E  sono molti i piaceri della vita:/lunghe conversazioni, l’ozio, diletto cattivo, e l’irrisolutezza (scolhv, terpno;n kakovn,-aijdwv~ te)  “(vv.379-385).  Esistono dunque due forme di aijdwv~: “ dissai; d’ eisivn, h{ me;n ouj kakhv,-h{ d j a[cqo~ oi[kwn” (vv. 385-386), una non cattiva, l’altra  invece dolore delle famiglie. Il ritegno buono, forse, è quello che trattiene dal fare il male, quello cattivo dal fare il bene. Ma, continua Fedra, se la circostanza dell’uno e dell’altro fosse chiara, non ci sarebbero queste due cose con le stesse lettere. 

Non solo il significato delle parole può essere ribaltato, ma anche quello delle persone: nella tragedia il re si capovolge spesso in farmakov~ : nell’Edipo re di Sofocle, per esempio. E non solo nella tragedia: nelle Historiae Alexandri Magni di Curzio Rufo, il re Dario III, più volte sconfitto da Alessandro Magno, captivus servorum suorum in sordidum vehiculum imponitur (5, 12, 16), prigioniero dei suoi servi[11], viene messo su una lurida carretta. Quindi i traditori lo incatenarono con ceppi d’oro “nova ludibria subinde excogitante fortuna ” 5, 12, 20, in quanto la fortuna trovava sempre nuove beffe. Chi sono questi farmakoiv?

“Noi diremmo ‘spaventapasseri’ o ‘Guy Fawkeses’[12]? La parola significa letteralmente ‘medicine umane’ ovvero ‘capri espiatori’”[13].

 

16. 3. Il significato della  pudicitia viene capovolto dal malcostume dell’adulterio.

La pietas sovvertita o criticata. Plauto (Asinaria). Ovidio smaschera e ridicolizza il “pius” Enea denunciando il suo ruolo di seduttore.

 

 Seneca nel De beneficiis scrive : “Numquid iam ullus adulterii pudor est, postquam eo ventum est, ut nulla virum habeat, nisi ut adulterum inritet? Argumentum est deformitatis pudicitia[14]” (III, 16, 3): c’è forse più un poco di vergogna dell’adulterio, dopo che si è arrivati al punto che nessuna donna ha il marito, se non per stimolare l’amante? La pudicizia è prova di bruttezza.

Il valore positivo della pudicitia è capovolto.


 


[1] T. Mann, La Montagna incantata , vol. II,  p. 148.

[2] T. Mann, Introduzione alla “Montagna incantata” , in T. Mann, Nobiltà dello spirito e altri saggi, p. 1517.

[3] T. Mann, La montagna magica, p. 231

[4] Ibidem, p. 231.

[5] A Satana, vv. 97-100.

[6]T. Mann, La Montagna incantata , vol. II,  p. 18.

 

[7]  “Oh quanto è sottile e invisibile quasi la differenza che passa fra il seme delle nostre virtù e dei nostri vizi!” ( Vittorio Alfieri, Vita, 1, 5) .

[8]Certame Omerico, in Verità e menzogna e altri scritti giovanili , p. 117 e 120.

[9] G. Murray, Le origini dell’Epica greca, p. 111.

[10] Il bene, topicamente, costa povno” , fatica.

[11] I satrapi felloni Besso e Nabarzane. Siamo nel luglio del 330 a. C.

[12] Fantocci di Guy Fawkes  che .vengono bruciati in Inghilerra la notte del 5 novembre.

 Ricordano  il  terrorista cattolico che nel 1605 organizzò  la cosiddetta Congiura delle polveri per far saltare in aria il Parlamento con il re Giacomo I. Scoperto, venne giustiziato.

[13] G. Murray, Le origini dell’epica greca, p. 24.

[14] Si ricordi l’irrisorio “casta est quam nemo rogavit” di Ovidio (Amores, I, 8, 44), è casta quella cui nessuno ha fatto proposte.

 

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