Caratteri e contraddizioni del rinascimento


Tema svolto di Gaiera Simone    4a F

Il cinquecento è stato un secolo di enormi cambiamenti sia dal punto di vista letterario sia artistico. Questo periodo, che ha coinvolto l’Italia e l’Europa intera, si chiama rinascimento. Per capire pienamente il rinascimento però bisogna tornare indietro di cento anni, perché è nel quattrocento che si sono gettate le basi di quest’ultimo. Infatti con il termine rinascimento si suole indicare la rinascita culturale dopo i secoli bui del Medioevo. Perché nel medioevo l’apertura mentale, culturale, e spirituale si restringeva pericolosamente, cedendo a fenomeni di forte intolleranza religiosa, o al ristagno della vita politica ed economica. Ritrovando i Classici, le grandi menti ed idee del passato, una nuova linfa scorreva nei tronchi e nei rami millenari, e nuovi frutti maturavano per i posteri. Il più importante di tali periodi di rinascita fu soprattutto il Rinascimento. In quel vasto periodo tra il 1300 e il 1600 avvenne il passaggio da una società frammentata, basata soprattutto sull’agricoltura e il feudalesimo, ad una società dominata da istituzioni politiche centrali, con un’economia urbana, e un forte sostegno organizzato nei campi artistici, educativi, di ricerca scientifica, ecc. Occorre osservare come la fioritura ebbe luogo non appena ci si liberò un po da certi pregiudizi e chiusure mentali, e vennero accettati metodi di ricerca aperti al dialogo, al dibattito e al confronto col diverso. Il ritorno ai miti del passato, specie quelli pagani, produsse un movimento di criticismo alle verità acquisite, e il risultato paradossalmente fu quello di unaprirsi al nuovo. La controriforma si restrinse in Europa dove la Chiesa cattolica decise per questo motivo di intensificare il controllo sui libri che circolavano applicando, se necessario, la censura. Dopo di che a partire dagli anni venti del Cinquecento, con la diffusione del protestantesimo e soprattutto del calvinismo, il fondamento dell’unità spirituale europea del mondo medievale entrò definitivamente in crisi. Difatti l’ideale umanistico venne travolto e due differenti concezioni dell’uomo e del mondo entrarono presto in conflitto: quella umanista e quella protestante. Naturalmente anche le scoperte geografiche contribuirono a cambiare la visione totale del mondo perché ora quest’ultimo appariva più eterogeneo e sconfinato. Per questo motivo nel Cinquecento con la sorpresa della scoperta di un Nuovo Mondo si aggiunse l’ansia della conquista di nuove terre.

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