Cesare Gonzaga – di Carlo Zacco

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Libro III – La galleria di esempi 1) Cesare Gonzaga
cap XL del Libro terzo del Cortegiano di Castiglione
di Carlo Zacco

Galleria di Esempi – Cesare Gonzaga – Capitoli XL-
Il
Pallavicino di fatto rovesciando il modo di trattazione, rispetto a quello
svolto precedentemente dal Magnifico è lui ora a proporre esempi maschili, che
vogliono affermare la superiorità degli uomini anche sulla continenza: da parte
degli uomini  volontaria, mentre le donne, se lo sono, è per vergogna, e il
freno è il timore dell’infamia. E conclude: « le quali però ancor con tutto
questo meritano esser laudate assai, e chi falsamente dà loro infamia
d’impudicizia è degno, come avete detto, di gravissima punizione -.».
Capitolo XL
Il
veleno del Pallavicino è capito subito dal Gonzaga, che interviene: se non è
volontaria la continenza delle donne, non è affatto una virtù, perché ci sia
virtù ci deve essere scelta volontaria, e ciò era affermato anche dal
Magnifico alla fine della disputa. Il Gonzaga ha taciuto a lungo, e interviene
con una battuta caustica:
« Pensate, – disse, – di che modo parla il signor Gasparo a biasimo delle donne, quando[1]
queste son
quelle cose ch’ei dice in laude loro»
il Gonzaga chiede al magnifico
di poter rispondere al suo posto: secondo la verità e contro il Pallavicino.
E
ritiene che il suo intervento sia positivo anche per il Magnifico, che si potrà
riposare e conservare le sue forze per dopo, e chiede di fare l’ufficio di buon
cavaliere, cioè difendere la verità. Si insiste in questa parte sulla difesa
della verità contro ciò che è falsamente detto. Il magnifico accetta e
sottolinea che gli sembrava di aver già soddisfatto la richiesta, e che questo
ragionamento fosse già «fuor del proposito mio»: in effetti tutta questa è una
digressione. In questo modo abbiamo un indizio dall’autore della consapevolezza
del protrarsi della discussione a questo punto.
Teniamo
presente che l’aver usato due personaggi per questa carrellata di esempi è una
novità dell’ultima redazione: nella precedente era il Paleotto a svolgere tutta
la difesa delle donne. Usare un secondo personaggio significa innanzitutto
variare i modi del dialogo; e far assumere una diversa strategia e funzione al
secondo personaggio.
Il Gonzaga è presentato come personaggio brillante,
caustico, e imprime un altro tono alla trattazione. Con il Gonzaga ci sarà
una polarizzazione degli esempi esclusivamente sugli esempi moderni. E si
rivelerà un maggior gusto novellistico integralmente moderno, e non commisurato
sugli esempi antichi; che era emerso sì in qualche tratto del Magnifico (il
gentil’uomo pisano) ma che nel Gonzaga diventa un dato essenziale anche come tono
e gusto dell’espressione del personaggio.
La strategia del
Gonzaga si muove su
due fronti: difende da un lato le donne capovolgendo gli assunti del Pallavicino,
o dove è indotto ad ammettere che alcune critiche che si dicono sulle donne
possono essere vere, ne circoscrive le responsabilità e le conseguenze;
dall’altro pone un attacco frontale nei confronti dei vizi degli uomini. Svolge
dunque un impianto di discorso compatto, e alla fine quasi come se
avesse costruito tutto l’insieme del suo discorso come un orazione, alla fine
arriva ad una vera peroratio finale con un discorso tutto proposto come un
discorso de laude mulierum, senza esempi.
Teniamo conto che per molta parte degli argomenti addotti dal
Gonzaga, questo rimanda al nucleo originario della
scrittura del Cortegiano: il Castiglione riusa molta parte di quella lettera al
Frisia già citata, non per gli esempi, ma per i nuclei del discorso
argomentativo. Così come a questa fase più antica c’era l’idea di difendere in
armi se necessario il ricorrere alle armi per difendere le donne: lo aveva dello
il Magnifico, ma lo aveva detto il Castiglione con voce propria nella lettera al
Frisia.
note:




[1]

quando: se.
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