Che cos’è l’antropologia?

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La parola antropologia deriva dall’unione di due parole greche, e quindi etimologicamente significa più o meno “riflessione sull’uomo”. Questo termine è stato usato per la prima volta in ambito scientifico, quando sono nate, nell’ottocento, molte discipline scientifiche con il suffisso “logia”. È chiaro quindi che, già da questo, possiamo capire la eccezionalità di questa disciplina, che sintetizza già nella sua stessa definizione i due campi principali del sapere, cioè quello umanistico e quello scientifico. In effetti, si sono occupati di antropologia molti filosofi (Kant è stato il primo ad intitolare un suo testo con questa parola), ma anche scienziati, da Linneo in poi. Riuscire a determinare che cos’è l’uomo non è solo una diatriba tra gli studiosi, non è una questione astratta, ma ha delle ripercussioni a livello della nostra vita di tutti i giorni. Infatti il nostro stesso comportamento, le scelte che facciamo ogni giorno, sono condizionate dall’idea di uomo che abbiamo in mente. Diverso è, infatti, se per noi l’uomo è un essere limitato a ciò che biologicamente possiamo dire di lui, oppure se per noi ci sono altri aspetti di quest’essere, non riducibili alla sfera biologica. Questa mia sintesi generica non vuole esaurire il discorso antropologico, che è qualcosa di affascinante, tanto che alcuni hanno dedicato tutta la loro vita a questa indagine. Un buon punto di inizio potrebbe essere provare a guardarsi vivere, come se quella data persona non fossimo noi stessi, ma fosse un altro da osservare e da giudicare, da cui trarre delle conclusioni in generale sulla razza “uomo”. Per approfondire, suggerisco di andare sul mio sito www.atuttascuola.it e digitare la parola “antropologia” sulla mascherina di ricerca: buona riflessione su … “l’uomo”.

Luigi Gaudio

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