Chissà  nel socialismo

 

Il sessantotto

Per Gaber rappresenta una spinta a migliorarsi, a cambiare in positivo: è un sessantottino della prima ora. Dice il suo amico Massimo Bernardini

 Ha conservato come pochi nel cuore la purezza dell’esperienza della contestazione, sentendone nostalgia. Non ha accettato lesistente, non si è rassegnato”.

Egli però vive il sessantotto non in modo acritico. Scopre le contraddizioni di un movimento che presto viene inglobato dentro i meccanismi dell’ideologia e della politica, come si intuisce da questa canzone fatta dieci anni dopo il sessantotto Chissà  nel socialismo”, dove ironizza sulla presunzione che il socialismo avrebbe risolto tutti i problemi. Ha scritto Gaber: “Una volta ho domandato a Sofri: ma tu ci credevi veramente alla rivoluzione?” E lui: forse non ce lo siamo mai chiesti, o avevamo paura di chiedercelo”.

Chissà  nel socialismo

di Gaber – Luporini 1978 © Edizioni Curci Srl – Milano

Scegliere un lavoro è il mio problema
ma è colpa del sistema
la mia immobilità …

Non mi sono ancora realizzato
nel senso che ho sprecato
le mie capacità .

E pensare che io, fosse per me chissà  cosa farei
io che ho sempre fallito, con tutte quelle doti che c’avrei.
Io sarei cos’ adatto per fare un bel mestiere da amatori
chissà  nel socialismo… che lavori!

Non riesco nemmeno a fare l’amore
non ho più la fantasia
con tutto quello che cho d’intorno
non è colpa mia, è solo un fatto esterno.

Non riesco neanche a muovere un dito
non si può fare più niente
sono tutto compresso, attorcigliato
sono quasi impotente.

E pensare che io, fosse per me chissà  come sarei
con la voglia di amare, col potenziale erotico che avrei.
Non mi sono mai espresso, non ho mai avuto donne innamorate
chissà  nel socialismo… che scopate!

E giustamente sono anche cattivo
mi deve avere sciupato
l’indifferenza di una mamma ostile
cho l’Io devastato da trauma infantile.

È solamente mancanza di amore
io sono buono, non c’entro
se vi faccio del male non reagite
sono debole di dentro.

E pensare che io, fosse per me lo so cosa vorrei
una mamma ideale come l’immagine che ho già  di lei.
Una donna stupenda che strappa il suo bambino dalle fiamme
chissà  nel socialismo… che mamme!

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