Conclusione della Quarta Catilinaria

 

Cicerone, IV Catilinaria, capitoli 20-24

di Carlo Zacco

IV Catilinaria

(epilogo dell’orazione)

Peroratio

[20]

Nunc,

antequam redeo ad sententiam,

de me pauca dicam.

Ego video,

quanta manus est

Ora,

prima di ritornare al voto,

dirò qualcosa di me.

Io vedo che,

quanto grande è il manipolo

coniuratorum,

quam videtis

esse permagnam,

tantam multitudinem

inimicorum

dei congiurati,

che vedete

essere grandissimo,

tanto grande è la moltitudine

di nemici

me suscepisse;

sed iudico

eam esse

turpem

et infirmam

et abiectam.

Quodsi aliquando

che mi sono procurato;

ma ritengo

che essa sia gente

ignobile

vile

e abietta.

Che se mai

concitata

furore et scelere

alicuius

manus ista

plus valuerit

quam dignitas vestra

attizzata

dalla scellerata pazzia

di qualcuno

questo manipolo

sarà più forte

della dignità vostra

ac rei publicae,

numquam tamen me paenitebit,

patres conscripti,

meorum factorum

atque consiliorum.

e dello Stato,

nondimeno mi pentirò mai,

padri coscritti,

delle mie azioni

e decisioni.

Etenim mors,

quam fortasse

illi

minitantur mihi,

est parata omnibus;

nemo est adsecutus

 

E infatti la morte,

che forse

essi

minacciano mi,

è preparata per tutti;

nessuno ha ottenuto

 

tantam laudem vitae,

quanta

honestastis

vos me

vestris decretis.

Ceteris

tanta gloria di vita

quanta

di onestà

voi [ne avete attribuita a] me

coi vostri decreti.

Per tutti gli altri

enim

decrevistis

gratulationem

re publica bene gesta,

mihi uni conservata.

infatti

avete decretato

festa di ringraziamento

per aver governato bene lo Stato

a me solo per averlo salvato.

[21]

Sit ille clarus Scipio

consilio

atque virtute

cuius

Hannibal

coactus est

 

 

Sia pure quel famoso Scipione

su consiglio

e valore

del quale

Annibale

fu costretto

 

in Africam redire

atque [ex] Italia decedere;

ornetur eximia laude

alter Africanus,

qui delevit

duas urbes

a tornare in Africa

e lasciare l’Italia;

riceva singolare lode

l’altro Africano,

che distr.

le due città

infestissimas huic imperio,

Carthaginem Numantiamque;

habeatur

Paulus,

ille vir egregius,

più nocive per questo impero,

Cartagine e Numanzia;

habbia [lode]

Paolo,

quell’uomo egregio

cuius currum

Perses

quondam rex potentissimus

et nobilissimus,

honestavit;

sit aeterna gloria Marius,

il cui carro

Perseo

un tale re potentissimo

e nobilissimo

ha nobilitato;

sia gloria eterna a Mario,

qui bis

liberavit

Italiam

obsidione

et metu servitutis;

anteponatur omnibus

Pompeius,

che due volte

liberò

l’Italia

dall’assedio

e dalla paura della schiavitù;

sia anteposto a tutti

Pompeo,

cuius res gestae

atque virtutes

continentur

eisdem regionibus ac terminis

quibus [continetur] solis cursus.

le cui imprese

e meriti

sono contenuti

nelle stesse regioni e confine

nei quali [è c.] il corso del sole.

erit

profecto

inter horum laudes

aliquid loci

nostrae gloriae,

nisi

forte

ci sarà

certamente

tra le lodi di costoro

un qualche spazio

per la mia lode,

a meno che

per caso

maius est

patefacere

nobis provincias,

quo exire possimus,

quam

curare, ut

non valga di più

estendere

per noi le province,

dove possiamo espanderci,

piuttosto che

fare in modo che

etiam

illi, qui

absunt,

habeant

quo victores revertantur.

anche

quelli che

sono assenti

abbiano [un luogo]

dove tornare vincitori.

[22]

Quamquam

uno loco

condicio

externae victoriae

est melior

quam domesticae,

 

 

 

Tuttavia

da un punto di vista

la situazione

di vittoria estera

è migliore

di quella interna,

 

 

quod

hostes alienigenae

aut serviunt oppressi,

aut

recepti [in amicitiam populi romani]

per il ft che

i nemici esterni

o sono asserviti, una volta vinti,

oppure

quando sono ricevuti in amicizia

se putant

obligatos

beneficio;

qui autem

ex numero civium,

depravati semel aliqua dementia

si sentono

obbligati

dal beneficio;

chi invece

tra i cittadini,

corrotti una volta da follia

coeperunt

esse

hostes patriae,

eos cum reppuleris

a pernicie rei publicae,

incominciano

ad essere

nemici della patria,

quando si sia impedito loro

di mandare in rovina lo stato

nec possis

coercere vi

nec beneficio placare.

Quare

video

susceptum esse

non si può

costringerli con la forza

né ammansirli con favori.

Per questo

vedo

che è stata intrapresa

mihi

aeternum bellum

cum civibus

perditis.

Id

ego

confido

posse

da parte mia

una guerra perpetua

coi cittadini

corrotti.

Questa guerra

io

confido

possa

facile propulsari

a me

atque a meis,

auxil’io

vestro

bonorumque omnium

facilmente essere allontanata

da me

e dai miei compagni,

con l’aiuto

vostro

e di tutti i buoni

memoriaque

tantorum periculorum,

quae

haerebit semper

non modo

in hoc populo

e il ricordo

di pericoli cos’ gravi,

ricordo che

rimarrà sempre impresso

non solo

a questo popolo

qui servatus est,

sed

in omnium sermonibus ac mentibus gentium.

che è stato salvato,

ma anche

in tutti I discorsi e le menti della gente.

Neque

profecto

reperietur

ulla tanta vis,

quae

possit labefactare

et confringere

vestram

Né

certamente

sipuò trovare

una tale forza

che

possa dissolvere

e spezzare

la vostra

coniunctionem

equitumque

Romanorum

et tantam conspirationem

bonorum omnium.

unione

e dei cavalieri

romani

e un tale unanime accordo

di buoni uomini.

[23]

Quae cum ita sint,

pro

imperio,

pro exercitu,

pro provincia,

quam neglexi,

 

Stando cos’ le cose,

in cambio

del comando,

dell’esercito,

della privincia,

che ho rifiutato,

pro triumpho

ceterisque laudis insignibus,

quae sunt repudiata

a me

propter

custodiam

in cambio del trionfo,

e degli altri elogi insigni,

che sono stati rifiutati

da me

a motivo

della difesa

urbis

vestraeque salutis,

pro clientelis

hospitiisque provincialibus,

della città

e della vostra salvezza,

in cambio delle relazioni di clientela

e di ospitalità nelle province,

quae tamen

tueor,

urbanis opibus,

non minore labore

quam comparo,

che tuttavia

tutelo,

grazie alla mia infl. in città,

con zelo non minore

di quello impiegato nel procacciarlmele

pro his igitur omnibus rebus,

pro meis in vos singularibus studiis

proque hac

in cambio dunque di tutte queste cose,

delle mie dimostrazioni di affetto nei vs cfr

e in cambio di questa

diligentia

ad conservandam rem publicam

quam perspicitis,

nihil

postulo

a vobis

nisi

memoriam

solerzia

di conservare lo Stato

che vedete,

nulla

chiedo

a voi

se non

il ricordo

huius temporis

totiusque mei consulatus;

quae,

dum erit

fixa

in vestris mentibus,

 

di questo momento

e dell’intero mio consolato;

ricordo che,

finché sarà

fisso

nelle vostre menti,

 

arbitrabor

me saeptum esse

tutissimo muro.

Quodsi

vis inproborum

fefellerit meam spem

ritengo

di essere protetto

dal muro più saldo.

Che se

la forza dei sovversivi

tradirà le mie aspettative

atque superaverit,

commendo vobis

parvum meum filium,

cui erit profecto

satis praesidii

e avrà la meglio,

vi affido

il mio figlioletto,

che avrà certamente

abbastanza protezione

non solum ad salutem,

verum etiam ad dignitatem,

si memineritis

illum filium esse

eius, qui

non solo per la salvezza,

ma anche della vita politica,

se vi ricorderete

che è il figlio

di colui che

conservarit

haec omnia

suo solius periculo.

 

ha salvato

tutto questo

a suo rischio esclusivo.

 

[24]

Quapropter

decernite diligenter,

ac fortiter,

ut instituistis,

 

 

Perciò

decidete con la diligenza,

e la forza,

con cui avete incominciato,

 

de summa salute vestra

populique Romani,

de vestris coniugibus ac liberis,

de aris ac focis,

 

sulla salvezza vostra

e del popolo romano,

sulle vostre mogli e figli,

sugli altari e i focolari

 

de fanis atque templis,

de tectis ac sedibus,totius urbis,

de imperio ac libertate,

de salute Italiae,

sui santuari e sui templi,

sulle case ed edifici di tutta la città,

dell’impero e dellalibertà,

della vita dell’Italia

de universa re publica.

Habetis consulem

eum qui

non dubitet

et parere vestris decretis

dello Stato nel suo complesso.

Avete un console

tale che

non dubiterà

ad obbedire ai vs decreti

et defendere

quoad vivet,

ea, quae statueritis,

et possit

praestare per se ipsum.

e difendere

finché viverà

ciò che stabilirete,

e che potrà

garantire di persona.

Audio Lezioni su Cicerone del prof. Gaudio

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