Corrado Govoni

di Carlo Zacco

Corrado Govoni (1884 – 1965) 

La vita. Nasce a Ferrara nel 1884 da una famiglia di agiati agricoltori; inizia a scrivere poesie nel 1903 aderendo inizialmente al crepuscolarismo e poi gradualmente al futurismo. Dopo la guerra si trasferisce a Roma lavorando come impiegato e continuando a scrivere poesie. Oltre a raccolte di poesie pubblica anche opere teatrali e di narrativa.

Scrive moltissimo, e in modo sempre leggero e godibile; anche lui è un poeta delle piccole cose , ma sempre alla maniera spassosa e irriverente dei futuristi. I suoi versi sono una gioiosa scoperta del mondo, come il bambino che si stupisce a punta il ditino su tutto quello che vede. Pecca di superficialità, ma si distingue per la sua freschezza.

I camini, in Poesie elettriche, 1911

E una descrizione in chiave trasfigurata dei camini che si vedono nelle città. E una sorta di catalogo che ripropone attraverso filtri deformanti l’immagine dei camini che prendono dunque forme diverse.

Catene di immagini si susseguono veloci trascinate dal suono delle parole (sornione → stregone): i suoni delle parole richiamano altri significati e trascinano a sé nuove immagini.

 

Audio Lezioni sulla Letteratura del novecento del prof. Gaudio

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