Cosa c’entra la realtà con la scuola?

Paradossalmente, bisognerebbe partire dalla realtà, quando si fa scuola, e questo dovrebbe essere riconosciuto da tutti.

La pratica è al tempo stesso la fonte della conoscenza”, come ha detto Marcel Crahay in una conferenza su “Scuola dell’obbligo fra conoscenza  e competenze” (1)

Eppure è tanto grande la sedimentazione degli schemi astratti, che oggi vale la pena di recuperare il rapporto originario della scuola, e quindi della educazione, con la realtà.

Guardare la realtà e trarne il problema, la problematizzazione: questo è, o dovrebbe essere, il punto di partenza del lavoro scolastico.

L’autore, il testo sono realtà, gli schemi narratologici no.

Le parole fanno parte della realtà, ed esse sono un unicum. La fonologia, la morfologia, la sintassi, rischia di parcellizzare una realtà che originariamente è, invece, unica.

La competenza riconduce allo scopo della scuola, che è quello dell’affronto della realtà.

La didattica è responsabile solo se è capace di rispondere al desiderio di conoscere la realt dei ragazzi.

In questo senso, non c’è contraddizione fra competenze (che sarebbero realistiche) e conoscenze 8che sarebbero astratte).

Imparare o è una esperienza, oppure è solo informazione.

Il rischio è che si cominci, in prima primaria, con un rapporto diretto con la realtà, un rapporto che poi con il passare degli anni si perde.

O le discipline sono  una risorsa per far conoscere sempre di più la realtà, oppure non servono a niente.

Io, docente, lavoro con lo studente se vogliamo far maturare competenze.

Occorre che il docente non si nasconda dietro il libro di testo.

Del resto, la realtà non è fatta solo di fenomeni fisici, chimici, ma è fatta anche dell’uomo. La realtà di cui parla la matematica, per esempio,  è il soggetto uomo. La matematica non sussisterebbe se non fosse lo sguardo dell’uomo sulla realtà. La matematica corrisponde ad una serie di rappresentazioni della realtà da parte dell’uomo. Non bisogna credere che l’astrazione non abbia alcun rapporto con la realtà. L’astrazione matematica non allontana dalla realtà.

Nota:

(1) AAVV (2010), La scuola dell’obbligo tra conoscenze e competenze, Genova, Associazione TreEllle, pag 62