Costantino

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Costantino è il figlio di Costanzo Cloro, cesare di Domiziano, che aveva abbracciato un culto del Dio Sole tendenzialmente monoteistico. Pertanto Costantino, che ha anche come madre Elena, che diverrà santa cristiana, cresce nell’addestramento militare, con una particolare visione religiosa, una apertura nei confronti del monoteismo cristiano inusuale tra le gerarchie imperiali.

Quando muore suo padre, a Eburaco (l’odierna York) in Britannia, l’esercito lo proclama imperatore, ma ci vorrà molto tempo prima che il progetto si possa realizzare.

Anzitutto Costantino deve sconfiggere Massenzio, il figlio di Massimiano, che si era insediato da anni sul trono imperiale a Roma.

Gli aruspici (sacerdoti pagani) gli sconsigliano la spedizione, ma lui si fida più delle nuove divinità cui molti anche dei suoi soldati credono che di loro.

Costantino infatti sconfigge Massenzio affidandosi al Dio cristiano, facendo apporre il segno della croce sugli scudi dei suoi soldati, dopo un sogno premonitore prima della battaglia decisiva sul Ponte Milvio (312 d.C.).

Egli espone la testa di Massenzio a Roma, ma fa la pace con tutti quelli che in precedenza lo avevano contrastato, e stipula un patto con Licinio, l’imperatore d’oriente, che prevede anche il riconoscimento della libertà religiosa.

Infatti con l’editto di Milano del 313 la religione pagana non è più la religione ufficiale di Roma, anzi in seguito Costantino restituirà i beni confiscati a cristiani durante le persecuzioni di Diocleziano e risarcirà i danni subiti.

Il patto con Licinio (diarchia) presto viene meno e Costantino dopo aver sconfitto il rivale, diverrà unico imperatore nel 324.

Egli :

1)      Non sale al Campidoglio per ringraziare gli dei (in particolare Giove Ottimo Massimo) per la sua vittoria

2)      aumenta la burocrazia imperiale (agenti segreti e concistoro per coadiuvare il principe)

3)      si presenta, ad esempio nelle statue, come icona di perfezione, di sacralità, intermediario di Dio ed esecutore della giustizia della legge

4)      sviluppa l’esercito mobile nei pressi delle frontiere (comitatus), sopprime i pretoriani e li sostituisce definitivamente con i palatini istituiti da Diocleziano

5)      rende stabile l’economia con la nuova moneta del “solidus”, la cui percentuale costante di oro sarà un punto di riferimento

6)      razionalizza le imposte stabilendo che non possono cambiare per 15 anni

7)      divide il calendario in settimane

8)      sposta la capitale a Bisanzio, che chiama Costantinopoli (la città di Costantino)

9)      fece costruire basiliche (ad esempio con le reliquie della Santa Croce scoperte da sua madre Elena a Gerusalemme e poi trasportate a Costantinopoli) e indisse concili per garantire l’ortodossia della dottrina cristiana, ma si accostò alla fede convertendosi al cristianesimo solo poco prima di morire. Per Costantino la religione era sempre stata uno strumento di potere ed aveva scelto il dio cristiano solo perché più forte, e almeno all’inizio si sentiva più naturalmente di professare la religione del padre per il Dio Sole.

Paradossalmente, l’intento politico di Costantino era lo stesso di Diocleziano: rinsaldare l’impero e riaffermare il potere dell’imperatore, solo che lo realizzò in modo diverso rispetto al suo predecessore, riuscendo proprio dove Diocleziano aveva fallito.

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