Costantino e il Cristianesimo

Costantino

dalla Storia romana

di Carlo Zacco

4.12. Costantino

Battaglia di Ponte Milvio. Costantino sconfigge prima Massimiano, portandolo a suicidarsi, poi suo figlio, Massenzio, sconfitto alla battaglia di Ponte Milvio nel 312 d.C. Al potere si trovano dunque come Augusti Costantino e l’alleato Licinio. Alla morte di questi nel 324 Costantino governò da solo. Il sistema della tetrarchia era fallito.

La diarchia. Dopo la battaglia di ponte Milvio Costantino e Licinio divennero i nuovi Augusti, e non nominarono altri due Cesari, come avrebbe dovuto essere fatto secondo la tetrarchia, ma governarono da soli: Costantino a oriente, Licinio a occidente.

Origini del cristianesimo. Dopo la morte di Gesù alcuni apostoli viaggiarono in diverse parti dell’Impero per diffondere la nuova dottrina. A Roma il cristianesimo fu introdotto dagli apostoli Pietro e Paolo, che dopo pochi anni di  predicazione, furono uccisi durante le persecuzioni di Nerone. Nel I secolo il cristianesimo si era diffuso tra gli strati più bassi della popolazione, tra gli schiavi, e tra i soldati; questo culto era visto di cattivo  occhio dai romani, ed era considerato semplicemente una setta giudaica (tanto che fu semplice per Nerone accusare i cristiani dell’incendio di Roma).

 – Diffusione. Nei due secoli successivi però il cristianesimo aveva iniziato a diffondersi anche tra gli strati superiori della popolazione: artigiani, commercianti, anche funzionari e senatori si erano convertiti.

 – I culti misterici. In questi secoli di crisi, infatti, molte cose cambiarono: la religione pagana tradizionale non si dimostrò più adatta a soddisfare le nuove esigenze spirituali della popolazione. La situazione di incertezza, crisi economica e continui conflitti sociali avevano portato la popolazione ad affezionarsi a nuovi culti provenienti dall’oriente, i cosiddetti culti  misterici: il culto di Mitra, quello di Iside e Osiride, quello di Dioniso. Il cristianesimo presentava caratteri simili a questi culti:

1)     prevedevano un rito di iniziazione per entrare a farvi parte (es. battesimo);

2)     prevedevano un linguaggio e rituali ben precisi, che avevano la caratteristica di consolidare il senso di appartenenza dei componenti, il che era molto rassicurante (es. eucarestia);

3)     promettevano una vita ultraterrena di ricompensa o di condanna in base a come ci si fosse comportati sulla terra (es. inferno e paradiso);

 – Il paganesimo tradizionale. Il paganesimo tradizionale, invece, era una religione di Stato, gestita dallo stato. I sacerdoti erano funzionari pubblici; i rituali erano cerimonie pubbliche, organizzate al fine di placare l’ira degli dèi, e renderli benevoli nei confronti dello Stato, facendo in modo che questo prosperasse. Non vi era una dimensione privata, intima, della religione, che invece era presente nei culti orientali.

Nel IV secolo. All’inizio del IV secolo, dunque il cristianesimo, anche se non era la religione maggioritaria, era comunque diffuso praticamente ad ogni livello sociale: i Cristiani, seppur in minoranza, erano ben organizzati e potenti economicamente.

L’editto di Milano. Una prima importante riforma venne varata a Milano nel 313, e riguardava l’ambito religioso: fu il cosiddetto «editto di Milano» o «editto di Costantino», e sanciva la libertà di culto per tutte le religioni, compresa quella cristiana. I cristiani fino ad allora erano stati perseguitati, ed erano costretti a praticare il loro culto solo privatamente, se non (in certi momenti) addirittura clandestinamente.

L’ascesa dei cristiani. Con l’editto di Costantino cessano le persecuzioni. In realtà l’editto sanciva la libertà di culto per tutte le religioni, in linea con la tradizione liberale e multi religiosa tipica dei romani, tuttavia i cristiani, già da subito, iniziarono ad essere favoriti:

1)     con finanziamenti per la costruzione di luoghi di culto a loro dedicati;

2)     con la nomina di funzionari e comandanti militari scegliendoli tra i cristiani;

Conversione. Alla fine Costantino si convertì egli stesso al cristianesimo. È tuttora dibattuto se si trattasse di una conversione sincera oppure di convenienza. Sta di fatto che Costantino decise di puntare su una classe sociale che i suoi predecessori aveva trascurato, se non disprezzato.

Una tappa fondamentale. Come già detto, l’editto di Milano sanciva la libertà di culto per tutte le religioni, ma costituì un momento fondamentale per l’affermazione del cristianesimo. Da allora in poi un numero sempre maggiore di cristiani poté occupare le cariche più importanti dell’amministrazione o dell’esercito.

Concilio di Nicea. Nel 324 Costantino si liberò di Licinio, e iniziò a governare da solo. A questo punto prese parte alle dispute religiose che in quegli anni stavano nascendo: con la cessazione delle persecuzioni, infatti, cominciarono a nascere le prime controversie e divisioni tra i cristiani, e una di queste riguardò quella della dottrina ariana, così chiamata perché sostenuta e diffusa da un vescovo di Alessandria di nome Ario.

 – La dottrina di Ario. Ario sosteneva che la sostanza di Cristo non fosse divina, ma solo umana. Questa tesi gli permetteva di risolvere un complicato problema teologico, cioè quello di conciliare la doppia natura (umana e divina) di Cristo, con il monoteismo di fondo.

 – Il concilio. Per risolvere la faccenda, nel 325 fu convocato a Nicea un concilio, presieduto da Costantino stesso. Al termine di questo concilio le tesi di Ario furono condannate, e fu proclamata la doppia natura umana e divina di Cristo. I vescovi ariani vennero esiliati, uno di essi, Ulfila, oltrepassò il Limes, e predicò il cristianesimo ariano tra i Germani.

 – Il concetto di Eresia. Non deve sfuggire l’importanza storica di questo evento: a partire da questo momento nasce il concetto di eresia, che prevede una «falsa dottrina» distinta da una «vera dottrina», e che se qualcuno si allontana da quest’ultima, può essere punito. Da lì a bruciare gli eretici il passo è breve.

Costantinopoli. Un altro atto di Costantino di grande importanza fu la fondazione della nuova capitale d’oriente, Costantinopoli, sorta sulle fondamenta della vecchia Bisanzio. Inaugurata nel 330 d.C. rimase la capitale dell’Impero fino alla sua caduta nel 1453.

Testamento. Costantino muore nel 337 d.C.. Nel suo testamento divise l’Impero tra i tre figli, che aveva in precedenza nominato Cesari: a Costantino II assegnò Gallia, Spagna, Britannia; a Costanzo II assegnò le province asiatiche e l’Egitto; a Costante Italia, Illiria, province africane.

Audio Lezioni di Storia Romana del prof. Gaudio

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