Crisi adolescenziali

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Traccia di un tema sui problemi della adolescenza

Traccia del tema

L’adolescenza è un’età importantissima, in cui tutto sembra amplificato, i traumi e le emozioni, i turbamenti e i cambiamenti. Tu come la stai vivendo?

Utilizza i seguenti documenti presi dalla rete internet per tessere” un discorso sull’argomento. Cerca di esprimere in modo coerente la tua tesi.

1) Il parere dello psicologo

Vivere l’Adolescenza (tra crisi e cambiamento)

dello Psicologo Edoardo Guerrieri

Cambiamento” questo è il termine che racchiude ladolescenza: Il cambiamento che vive ladolescente è caratterizzato dallinstabilità, dalla contraddittorietà, dalla repentinità, dallimprevedibilità con conseguenze di inevitabile turbamento emotivo. Quali sono le modifiche che maggiormente influenzano il periodo adolescenziale? Le modifiche portanti e sconvolgenti hanno a che fare sia con laspetto fisico che con quello psicologico. La rivoluzione biologica si manifesta attraverso la crescita, il cambiamento del corpo ed il raggiungimento della maturità sessuale. Nellaspetto psicologico la fanno da padrone le emozioni, infatti la capacità dellindividuo nel riuscire a riconoscerle e ad esserne consapevole è lo strumento che consente alladolescente di definire se stesso e gli altri. Quali sono le principali emozioni che possono agire negativamente sulladolescente? Le emozioni che spaventano sono la paura, la tristezza, la vergogna, linadeguatezza, lansia ecc. Affrontare queste emozioni, attribuendogli un nuovo significato, permettendo al ragazzo/a di riconsiderare il modo di viverle costituisce una risorsa preziosa per il processo di crescita. Le emozioni hanno spesso a che fare con il proprio senso di amabilità personale, con limmagine che ladolescente costruisce di se stesso e degli altri nelle relazioni. E chiaro quanto siano determinanti nella costruzione del proprio senso di sé le dinamiche familiari che contribuiscono in modo significativo a definire un modello relazionale da assimilare e da confrontare con il mondo al di fuori di esso. Il gruppo dei pari rappresenta lambiente extra-familiare in cui sperimentare, riconsiderare ed arricchire il modo di vivere se stessi e gli altri; per questo gli amici rappresentano non soltanto un rischio (come spesso si crede), ma anche unopportunità.

Tra i fattori di rischio troviamo da un lato lattrazione per le sfide ed il pericolo, il senso di onnipotenza e di invulnerabilità, limpulsività e la sensazione di fare delle scelte che si articolano attraverso la visione dicotomica del tutto o nulla”; dallaltro troviamo quei fattori traumatici come lutti, abusi,maltrattamenti, malattie incidenti che possono influenzare negativamente la crescita delladolescente.

2) L’esperienza dell’adolescente (ragazza)

Quando manca la voglia di studiare

Famiglia Cristiana – 7 maggio 2010

di Fabrizio Fantoni

Giulia non ha voglia di studiare: adesso meno di prima, perché le belle e lunghe giornate di primavera invitano a godere la compagnia degli amici. A 16 anni questa è la ‘seconda famiglia, soprattutto quando nella prima, a casa, si fa fatica ad ascoltarsi e si litiga spesso. Sì, perché i genitori parlano sempre e solo di scuola: comè andata, che voti hai preso oggi (ancora una insufficienza, alla fine dellanno! Non ci rovinare lestate con i recuperi!), non starai pensando di farti bocciare Sono troppo preoccupati, il tempo stringe a maggio, lo scrutinio finale è vicino, per chiedere qualcosaltro. Persino la nonna, quando telefona, chiede subito: Allora, Giulia, stai migliorando a scuola? Mi raccomando, pensa alla mamma e al papà”.

Giulia mi guarda, e con gli occhi lucidi, mi dice: E a me, chi pensa? Perché nessuno a casa mi chiede se sto bene o male, se sono contenta oppure no? Solo qualche amica mi ascolta e prova a capire come sto”.Cè una protesta silenziosa, una rabbia sorda, in questa incapacità di Giulia nel fare i conti con lo studio. Anche le sue compagne non hanno voglia di studiare, proprio come lei, ma loro, bene o male, riescono a farcela, a ritrovare un po di impegno, ad accantonare il divertimento e le distrazioni.

Giulia confessa la sua impotenza, la sua incapacità di trovare un senso, di guardare al futuro, di esprimere le sue parti adulte, che la scuola mette alla prova : laffidabilità, la continuità, la capacità di affrontare la fatica mentale. Va accompagnata, in modo rispettoso ed emancipante: ha bisogno di qualcuno che la indirizzi e la sostenga, nelluso del tempo pomeridiano, nella regìa dei vari impegni, nelle strategie di fine anno scolastico. E il momento per Giulia di attivarsi, di chiedere aiuto ai genitori e ai professori.
 

3) L’esperienza dell’adolescente (ragazzo)

Adolescenza e identificazione

Consultorio Familiare “Centro La Famiglia”  – Napoli

di Domenico Correra S.J.

Giovanni ha 15 anni

Giovanni è nel pieno delladole-scenza ed è perciò preso dai problemi che essa comporta, e se la deve vedere da solo.

Le entità adolescenziali

Gli elementi fondamentali che tracciano lesistenza sono tre:

a) il disagio del passaggio dalla fanciullezza alla giovinezza;

b) la tensione a volere essere adulto, ma non sentirsi ancora pronto;

c) il senso della giocosità che per-mea tutti gli atteggiamenti.

a) Il disagio

E lavvertire le proprie insicurezze. E il sentirsi intimamente ancora fanciullo con il desiderio di essere come

Ciò significa il cercare di identificarsi con un un adulto, che lo avvince e lo fa sentire sicuro.

La pericolosità sta nel fatto che se si intimorisce, si rinchiude in se stesso rimuginando sui suoi pensieri di pochezza e fragilità. Pensa che nessuno gli badi, si sente solo e non compreso.

Se questo aspetto viene caricato, ladolescente corre seri pericoli, per esempio la chiusura, il suicidio, una reattività esasperata.

Se viene aiutato a guardare convenientemente al futuro, la sua posizione di insicurezza sarà sostenuta da una visuale positiva di ciò che potrà essere.

b) La tendenza ad essere adulto

Cè la tensione ad essere adulto, cioè bastare a se stesso. La concretezza della sua attualità gli fa considerare le sue diverse fragilità. Vuole essere uomo e si sente bambino; vuole conquistare il mondo e non ne ha i mezzi adatti. Si vuole attualizzare ed ha incertezze sulle scelte da operare.

Cerca di comportarsi come gli adulti, ma facilmente cade nella spavalderia, se è maschio, nella leziosaggine vanitosa, se è femmina.

Ladolescente, senza volerlo, cerca le apparenze della maturità, anche quando sente di non essere maturo.

c) La giocosità

La voglia di riuscire, di inserirsi e di divertirsi lo porta alla giocosità, per cui sembra che non faccia mai le cose sul serio, in effetti, sta tentando di prendere contatto con la realtà adulta, ma vi gioca come faceva da bambino.

La giocosità a volte è la spinta verso la vita, in altri casi è la copertura del tra­vaglio che gli sta accadendo dentro. Comunque con la giocosità cerca di pervenire a certi risultati ed esaudire i propri desideri. Con essa ti coinvolge e ti spiazza, cercando di avere vantaggi in tutte le occasioni.

Intelligenza

Si sviluppa il senso dialettico e quindi la ricerca della verità nelle cose. Arriva a costruirsi tentativi di sviluppo di pensieri filosofici e, addirittura, una filosofia di vita. A volte ciò è pericoloso perché emergono pensieri e conclusioni che cozzano con la realtà. Chi è vicino alladolescente dovrà essere in grado di non manipolarlo e nello stesso tempo aiutarlo a trovare soluzioni intellettive che siano in concordanza con il principio di realtà.

Le emozioni – sentimenti

Se fino alla pubertà sembravano quasi nascoste e venivano allevidenza di tanto in tanto secondo le occasioni, ora in­vece, emergono a fiotti in maniera irrefre­nabile.

I rapporti con i genitori e con per­sone di altro sesso si colorano di qualifi­cazioni emotive di considerevole entità.

Con i genitori si attuano atteggia­menti di vicinanza e di contrasto. Con i coetanei dellaltro sesso si sviluppa una intensa curiosità e sensi di attrazione. Si rimescolano le più varie sensazioni con tendenza di attrazione.

E una valanga di fibrillazioni, anche sotto limpulso ormonale che si è sve­gliato.

Cominciano le prime cotte e i patemi di innamoramenti.

Ladolescente maschio è ardito, ma anche timoroso, combatte con se stesso tra lorgoglio maschile e la paura di man­cata prestazione.

Si ama e si odia; vuole agire, ma teme di non essere accettato.

Conclusione

Giovanni è allinizio di questo percorso e non ha il sostegno necessario per avere un aiuto più completo. La coppia genitoriale potrà dargli solo un aiuto affettivo e di comprensione. Egli, se non incontra un educatore abile o una persona che sappia dargli laiuto necessario, dovrà viversi da solo le burrasche adolescenziali e potrà uscirne rinforzato o profondamente ferito, tanto da portarsi il peso nel fluire degli anni.

Domenico Correra S.J.

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