Dalla monarchia alla repubblica

dalla Storia romana

di Carlo Zacco

La leggenda di Lucrezia. La tradizione narra che l’ultimo Re, Tarquinio il Superbo, fu deposto nel 509 a.C a seguito di una rivolta popolare ai suoi danni, capitanata dal Lucio Tarquinio Collatino, un nobile la cui moglie, Lucrezia, era stata molestata dal figlio del Re, Sesto.

Declino della monarchia. Al di là della leggenda, è chiaro che al tempo di Tarquinio il Superbo doveva essere giunto al suo massimo livello il processo di decadenza della monarchia, dovuta agli eccessi di autorità che i Re etruschi mettevano in atto per far fronte alle nuove esigenze della città-stato in espansione: questi accentrarono il potere nelle loro mani a scapito dell’antica aristocrazia romana. Questa dunque organizzò la cacciata dei Tarquini mettendo al bando il Re e i suoi figli che si rifugiarono a Cere. In seguito la dinastia etrusca organizzò un tentativo di restaurazione del proprio potere sfruttando l’aiuto delle città etrusche e latine avversarie a Roma, ma senza successo.

Presa di potere dell’aristocrazia. L’aristocrazia dunque, dopo aver cacciato i Re etruschi, volle mettere lo Stato in sicurezza, creando una nuova forma di governo che potesse scongiurare ogni forma di autorità assoluta. Nacque la Repubblica, una forma di governo in cui la sovranità appartiene al popolo. L’instaurazione della Repubblica fu dunque la conseguenza di un colpo di mano dell’aristocrazia a scapito dei sovrani in carica, e che rientra in un più generale declino della supremazia etrusca nella penisola.

 – i consoli: il potere non fu più affidato ad un uomo solo, ma ad un collegio di due consoli, designati annualmente attraverso pubbliche elezioni; i primi furono Bruto e Collatino.

Iniziale declino. I primi anni della repubblica videro dunque un distacco dagli etruschi, e dunque un generale impoverimento della città di Roma, che divenne meno potente e influente rispetto al periodo dei Re.

Audio Lezioni di Storia Romana del prof. Gaudio

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