De Imperio Cnei Pompei

Cicerone, Pro Lege Manilia, capitoli 7-12 e 27-28

di Carlo Zacco

De Imperio Cnei Pompei (Pro Lege Manilia)

 

[7]

Et quoniam

fuistis semper appetentes

gloriae

praeter ceteras gentis

atque avidi

laudis,

 

E poiché

siete sempre stati desiderosi

di gloria

più di ogni altro popolo

e avidi

di elogi,

 

delenda est vobis

illa macula

concepta

superiore Mithridatico bello,

quae iam

insedit

dovete cancellare

quellonta

procurata

nella precedente guerra mitrid,

che ormai

si è insediata

 

penitus

ac nimis inveteravit

in populi Romani nomine,

quod

is, qui uno die,

in profondità

e si è troppo cristallizzata

nel  nome del pop. Romano,

poiché

colui che in un sol giorno

 

tota in Asia,

tot in civitatibus,

uno nuntio atque una significatione

curavit necandos trucidandosque

in tutta l’Asia,

in tante città,

con un unico annuncio e un segnale

fece uccidere e trucidare

 

<omnis> civis Romanos

non modo

adhuc suscepit poenam nullam

dignam suo scelere,

 

tutti i cittadini romani

non solo

non ha ancora ricevuto una pena

adeguata al suo crimine,

 

sed ab illo tempore

annum iam tertium et vicesimum

regnat,

et ita regnat,

ut se non velit

ma da allora

sono già ventidue anni

che regna,

e regna in modo tale

da non volersi

occultare

Ponti neque Cappadociae latebris,

sed emergere

ex patrio regno

atque versari

nascondere

nei recessi del Ponto e della Cappadocia,

ma uscire

dal regno paterno

e spingersi

in vestris vectigalibus,

hoc est, in luce Asiae.

nei territori a voi tributari,

cioè nella vasta area dell’Asia

[8]

Etenim adhuc

nostri imperatores

contenderunt

cum illo rege

ita ut reportarent

 

E infatti fin ora

i nostri comandanti

hanno combattutto

con quel re

in modo tale da riportare

ab illo

insignia victoriae

non victoriam.

Triumphavit L. Sulla,

 

da l’

i trofei propri della vittoria,

ma non una v. vera e propria.

Trionfò Lucio Silla,

 

triumphavit L. Murena

de Mithridate,

duo fortissimi viri

et summi imperatores;

sed triumpharunt,

trionfò Lucio Murena

su Mitridate,

due fortissimi uomini

e massimi generali;

ma trionfarono

ita ut ille,

pulsus superatusque

regnaret.

Verum tamen

illis imperatoribus,

in m. tale che lui,

pur scacciato e vinto

continuò a regnare.

Tuttavia

quei generali,

laus est tribuenda

quod egerunt,

venia danda

quod reliquerunt,

sono da lodare

per quello che hanno fatto,

e da perdonare

per quello che  hanno lasciato (incompiuto),

propterea quod

res publica

revocavit Sullam in Italiam

ab eo bello,

Sulla Murenam.

poiché

lo stato

richamò Silla in Italia

da quella guerra,

Silla (richiamò) Murena.

[9]

Mithridates autem

contulit

omne reliquum tempus

non ad oblivionem veteris belli,

 

Mitridate d’altra parte

impiegò

tutto il resto del tempo

non a dimenticare la guerra passata,

sed ad comparationem novi:

qui

posteaquam

aedificasset

ornassetque

maximas classis

 

ma a prepararne una nuova;

e lui

dopo

aver costruito

e allestito

immense flotte

 

exercitusque permagnos

que comparasset

quibuscum ex gentibus potuisset,

et se similaret

e grandissimi eserciti

e raccolto (i soldati)

da tutti i popoli che gli era stato possibile,

e aver finto

bellum inferre

Bosporanis finitimis suis,

misit legatos ac litteras

usque in Hispaniam

 

 

di portare la guerra

agli abitantidel Borfoso suoi vicini,

inviò delegati e lettere

fino in Spagna

 

 

ad eos duces

quibuscum tum bellum gerebamus,

ut vos,

cum bellum gereretur

a quei condottieri

coi quali allora noi eravamo in guerra,

affinché voi, 

poiché la  guerra era combattura

uno consilio

a binis copiis hostium

terra marique

in duobus locis disiunctissimis

con un solo piano strategico

da due armate di nemici

per terra e per mare

in duo luoghi assai distanti

maximeque diversis,

districti ancipiti contentione

dimicaretis

de imperio.

e diversi tra loro,

impegnati in un attacco su due fronti

metteste a rischio

la vostra supremazia.

[10]

Sed tamen

periculum alterius partis,

Sertorianae atque Hispaniensis,

 

Pur tuttavia

il pericolo rappresentato da uno dei due fronti,

ql di Sertorio e della Spagna,

quae habebat

multo plus

firmamenti ac roboris,

Cn. Pompei divino consilio

ac singulari virtute

 

che aveva

molte più

di sostegno e forza,

per la divina saggezza di Cn. P.

e per singolare virtù

 

depulsum est;

in altera parte

res est administrata

a L. Lucullo,

summo viro,

è stato respinto;

nei confr. dell’altra pt.

la cosa è stata gestita

da L. Lucullo,

uomo di gr. risorse,

ita ut

initia illa rerum gestarum magna atque praeclara

tribuenda esse videantur

 

 

in modo tale che

quei grandi e brilllanti successi iniziali

sebra si debba attribuire

 

 

non felicitati eius,

sed virtuti,

autem, haec extrema quae nuper acciderunt,

non culpae, sed fortunae.

non alla sua fortuna,

ma al (suo) valore,

al contrario, le vicende accadute di recente,

non a colpa ma fortuna.

Sed de Lucullo dicam al’io loco,

et dicam, Quirites,

ita ut

videatur

oratione mea

Ma di L. parlerò in altro luogo,

e parlerò, Romani,

in modo tale che

non sembri che

col mio discorso

neque ei esse detracta

vera laus

neque falsa adficta:

 

gli sia stata sottratta

giusta lode,

né gliene sia stata tessuna una falsa:

 

[11]

De vestri imperi dignitate atque gloria,

quoniam

is est exorsus

orationis meae,

 

 

Quanto alla dignità e la gl. del vs impero,

giacché

questo è il principio

della mia orazione,

 

videte

quem

animum

putetis

vobis suscipiendum [est].

Maiores nostri

saepe

considerate

quale

atteggiamento

pensiate

di dover assumere.

I nostri antenati

spesso

bella gesserunt

mercatoribus aut naviculariis nostris

iniuriosius tractatis:

vos,

hanno combattuto

in difesa di mercanti e armatori romani

trattati piuttosto ingiuriosamente:

quanto a voi

quo animo tandem esse debetis,

uno nuntio atque uno tempore

 

 

 

di quale stato d’animo dovreste dunque essere,

poiché con un unico ordine e in un solo momento

 

 

 

necatis tot milibus civium Romanorum?

Legati quod erant appellati superbius,

 

 

sono stati uccisi migliaia di romani?

Solo per il fatto che i legati erano stati trattati con arroganza,

patres vestri

Corinthum exstinctum esse voluerunt, totius Graeciae lumen:

vos

patiemini

 

i vostri padri

vollero lestinzione di Corinto, che era il lume di tutta la Grecia:

voi

tollererete

 

inultum esse eum regem qui

necavit

legatum consularem populi Romani

excruciatum

che rimanga invendicato quel re che

uccise

un legato consolare dei romani

dopo che era st. torturato

vinculis

ac verberibus

atque omni supplicio?

Illi non tulerunt

libertatem imminutam

con catene

e percosse

e ogni sorta di supplizio?

Essi non sopportarono

che fosse indebolita la libertà

civium Romanorum:

vos neglegetis

ereptam vitam?

Illi persecuti sunt

ius legationis

dei cittadini romani:

voi non vi curate

che gli venga tolta la vita?

Essi perseguirono

un diritto di immunità

violatum verbo:

vos relinquetis

legatum

interfectum

omni supplicio?

violato solo a parole:

voi lasciate correre

che un legato

sia stato ucciso

con ogni genere di supplizio?

[12]

Videte ne,

ut illis

pulcherrimum fuit

tradere vobis

tantam gloriam imperi,

 

 

Fate attenzione che,

come per loro

è stato bello

tramandare a voi

un impero tanto glorioso,

 

sic vobis turpissimum sit,

non posse

tueri et conservare

id quod accepistis.

[…]

cos’ non sia per voi fonte di max. vergogna,

non poter

proteggere e conservare

ciò che avete ricevuto.

[…]

[27]

Videor mihi

satis multa verba fecisse,

quare

hoc bellum esset necessarium

 

 

 

Mi sembra

di aver discusso abbastanza a lungo

su perché

questa guerra sia necessaria

 

 

genere ipso,

magnitudine periculosum.

Restat ut videatur dicendum esse

per la sua stessa natura,

rischiosa per la sua estensione;

Resta che sembra di dover parlare [resta da parlare]

de imperatore delingendo

ad id bellum

ac praeficiendo

tantis rebus.

 

del comandante da scegliere

per quella guerra

e da mettere a capo

di fatti tanto gravi.

 

Utinam haberetis,

Quirites,

copiam tantam

virorum fortium atque innocentium,

 

Volesse il cielo che aveste

o romani,

una tale quantità

di uomini forti e integri,

 

ut haec deliberatio

vobis difficilis esset,

quemnam

putaretis

potissimum

praeficiendum

 

che questa scelta

fosse per voi difficile,

quale persona

pensereste

più adatta

da mettere a capo

 

tantis rebus

ac tanto bello!

Nunc vero cum sit unus Cn. Pompeius

qui superarit

 

a una tale impresa

e a una guerra tanto grande!

Poiché ora vi è solo Cn Pompeo

che ha superato

 

virtute

non modo gloriam eorum hominum qui nunc sunt,

sed etiam

memoriam

antiquitatis,

in virtù

non solo la gloria di quegli uomini che vivono ora,

ma anche

il ricordo

degli antichi,

quae res est

quae possit

dubium facere

animum cuiusquam

in hac causa?

quale motivo c’è

che possa

rendere dubbioso

l’animo di chiunque

in una tale questione?

[28]

Ego enim sic existimo

in summo imperatore

inesse oportere

quattuor has res:

 

Io dunque ritengo che

in un generale con pieni poteri

debbano esserci

queste quattro virtù:

scientiam rei militaris,

virtutem,

auctoritatem,

felicitatem.

Quis igitur

 

conoscenza dell’arte bellica,

valore,

autorevolezza,

fortuna.

Chi dunque

 

umquam aut fuit aut esse debuit

scientior hoc homine?

Qui

profectus est

è mai st. o si è mai trovato nella necessità di essere

più esperto di quest’uomo?

Egli che

abbandonà

e ludo

atque e pueritiae disciplinis

ad patris exercitum atque in militiae disciplinam

bello maximo

la scuola

e gli studi della fanciullezza

per l’esercito paterno e sotto la disciplina militare

in una guerra duruss.

atque acerrimis hostibus;

qui extrema pueritia

fuit miles

in exercitu summi imperatoris,

 

 

e acerrimi nemici;

egli che alla fine della fanciullezza

militò

nellesercitò di un gr. comandante,

 

 

ineunte adulescentia

ipse imperator maximi exercitus;

qui

conflixit

e all’inizio dell’adolescenza

fu egli stesso comandante di un grande esercito;

egli che

combattè

saepius cum hoste

quam quisquam

cum inimico concertavit,

plura bello gessit

 

più spesso col nemico

di quanto chiunque

abbia dibattuto cause con nemici personali,

ha fatto più guerre

 

quam ceteri legerunt,

plures provincias confecit

quam alii

concupiverunt;

di quante gli altri ne abbiano lette,

creò più province

di quante altri

ne abbiano desiderate;

cuius adulescentia

est erudita

ad scientiam rei militaris

non alienis praeceptis

 

la cui adolescenza

è stata ammaestrata

all’arte della guerra

non con insegnamenti altrui

 

sed suis imperiis,

non offensionibus belli

sed victoriis,

non stipendiis

ma con propri incarichi di comano,

non tramite sconfitte

ma vittorie,

non traminte servizio militare

sed triumphis.

Quod denique genus esse belli potest,

in quo illum non exercuerit fortuna rei publicae?

 

ma trionfi.

Quale tipo di conflitto può dunque essere,

nel ql egli non mise alla prova la fortuna dello stato?

 

Civile bellum,

Africanum, Transalpinum,

Hispaniense,

mixtum

ex civitatibus

atque ex nationibus

La guerra civile,

Africana, Transalpina,

Spagnola,

un misto

di cittadini

e popoli

bellicosissimis,

servile,

navale,

varia

et diversa

genera et bellorum et hostium,

non solum gesta

bellicosissimi,

servile,

navale,

vari

e diversi

generi e di guerre e di nemici,

non solo iniziate

ab hoc uno,

sed etiam confecta,

declarant

esse nullam rem positam in usu militari,

da lui solo,

ma anche  portate a termine,

attestano

che non esiste problema posto dall’arte militare

quae

fugere possit

scientiam

huius viri.

che

possa sfuggire

alla conoscenza

di quest’uomo.

Audio Lezioni su Cicerone del prof. Gaudio

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