Discorso di Catilina

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Sallustio, Bellum Catilinae, capitolo 20

di Carlo Zacco

De Catilinae coniuratione

Discorso di Catilina 

 

[20]

1

Catilina,

ubi videt

eos

quos

paulo ante

memoravi

convenisse,

 

 

Catilina,

quando vide

che coloro

che

poco sopra

ho ricordato

si erano radunati,

 

tametsi

egerat

saepe

multa

cum singulis,

tamen

credens

in rem fore

sebbene

avesse trattato

spesso

molte cose

con ciascuno,

tuttavia

credendo

fosse il caso di

 

appellare

univorsos

et cohortari,

secedit

in abditam partem

aedium

atque ibi,

chiamarli

tutti insieme

ed esortarli,

si ritirò

in una parte segreta

dell’edificio

e qui,

 

amotis procul

omnibus arbitris,

habuit orationem

huiusce modi:

 

fatti allontanare

tutti i testimoni indesiderati,

tenne un discorso

di questo tipo:

 

 

2

«Ni

mihi forent

spectata

vostra

virtus

fidesque,

opportuna res

 

«Se non

mi fosserto

ben noti

il vostro

coraggio

e fedeltà,

quest’occasione favorevole

 

cecidisset

nequiquam;

spes magna,

dominatio

frustra

fuissent

si sarebbe presentata

invano;

grande speranza

e [=di] potere

inutilmente

sarebbero

 

in manibus,

neque ego

captarem

incerta pro certis

per

nelle nostre mani,

e io non

non prenderei

lincerto al posto del certo

mediante

 

ignaviam aut vana ingenia.

3

Sed

quia

cognovi

vos

multis

et magnis

tempestatibus

spiriti ignavi e leggeri.

 

Ma

poiché

io conobbi

voi

in molte

e grandi

occasioni

 

fortis

fidosque

mihi,

eo

animus

ausus est

incipere

facinus

forti

e fedeli

verso di me,

perciò

il mio animo

osò

intraprendere

un’azione

 

maxumum

atque pulcherrumum,

simul quia

intellexi

vobis esse

eadem

grandissima

e bellissima,

anche perché

ho compreso

che voi avete

le stesse

 

bona

malaque

quae mihi [sunt].

4

Nam

velle

idem

 

qualità positive

e condizioni difficili

che ho io.

 

Infatti

il volere

le stesse cose

 

 

atque nolle

idem

ea

est

demum

firma amicitia.

5

Sed

iam antea

e il non volere

le stesse cose

ciò

è

in sostanza

una salda amicizia.

 

Ma

già prima

 

 

audistis

omnes

divorsi

[ea] quae

ego agitavi mente.

6

Ceterum

animus

 

avete sentito

tutti

separatamente

ciò che

io ho concepito.

 

inoltre

l’animo mio

 

 

accenditur mihi

magis in dies

cum considero

quae condicio

vitae

futura sit,

si accende a me

ogni giorno di più

ogni volta che considero

che tipo

di vita

ci aspetta,

 

nisi ipsi

vindicamus

nosmet

in libertatem.

7

Nam

postquam

res publica

 

se noi non

rivendichiamo

noi stessi

in libertà.

 

Infatti

dopo che

lo stato

 

 

concessit

in ius

atque dicionem

paucorum potentium,

reges tetrarchae

esse semper

è caduto

nella giurisdizione

e nel dominio

di pochi potenti,

re e principi

sono sempre

 

vectigales illis; 

populi,

nationes

pendere

stipendia;

ceteri omnes,

strenui, boni,

loro tributari; 

popoli,

e nazioni

pagano

tributi;

tutti gli altri,

valorosi e buoni,

 

nobiles atque ignobiles

fuimus

vulgus

sine gratia

sine auctoritate,

obnoxii

iis

nobili e ignobili,

siamo stati

volgo

senza influenza

senza autorità,

asserviti

a coloro

 

quibus

essemus

formidini

si res publica valeret.

8

Itaque

omnis gratia,

rispetto ai quali

saremmo

spaventosi

se lo stato fosse forte.

 

E così

ogni credito,

 

potentia,

honos,

divitiae

sunt

apud illos,

aut ubi illi vol’unt;

nobis

reliquere

potere,

cariche,

ricchiezza

sono

presso di loro,

o dove vogliono loro;

a noi

hanno lasciato

 

pericula,

repulsas,

iudicia,

egestatem.

9

Quousque tandem

o fortissumi viri

i pericoli

gli insuccessi,

i processi,

la povertà.

 

Fino a quando

uomini fortissimi

 

patiemini

quae?

Nonne praestat

emori

per virtutem

quam amittere

per dedecus

sopporterete

queste cose?

Non è meglio

morire

gloriosamente

che perdere

con disonore

 

vitam

miseram

atque inhonestam,

ubi

fueris

ludibrio

alienae superbiae?

 

vita

povera

e indecorosa,

in cui

si è stati

lo zimbello

della superbia altrui?

 

 

10

Verum

enim vero,

pro deum atque hominum fidem,

nobis est

victoria

in manu:

 

Ma

veramente,

ne chiamo a testimoni dei e uomini,

abbiamo

la vittoria

in mano:

 

viget aetas,

animus valet,

contra

illis

omnia

consenuerunt

annis

l’età è vigorosa,

l’animo è forte,

al contrario

in loro

tutto

si è logorato

per il peso degli anni

 

atque divitiis.

Opus est

tantum modo

incepto,

cetera res

expediet.

e della ricchezza.

Bisogna

soltanto

di incominciare,

tutto il resto

si risolverà.

 

11

Etenim

quis mortalium,

cui virile ingenium est,

tolerare potest

illis

 

 

E infatti

chi tra i mortali,

che abbia un carattere da vero uomo,

può tollerare

che a loro

 

 

superare

divitias,

quas profundant

in exstruendo mari

et montibus coaequandis,

abbondino

ricchezze,

a cui essi danno fondo

costruendo sul mare

e spianando i monti,

 

nobis

deesse

rem familiarem

etiam ad necessaria?

Illos

continuare

mentre a noi

mancno

i mezzi

anche necessari?

Che quelli

fabbrichino in continuaz.

 

binas aut amplius domos,

nobis

ullum esse

nusquam

larem familiarem?

due o più case per volta,

mentre noi

non abbiamo

da nessuna parte

una casa dove abitare?

 

12

Cum emunt

tabulas,

signa,

toreumata,

nova diruunt,

alia aedificant,

 

Benché comprino

dipinti,

statue,

ceselli,

distruggano nuovi edifici,

ne costr. altri,

 

postremo

trahunt,

vexant,

pecuniam

omnibus modis,

tamen

nequeunt

 

insomma,

sperperino,

tormentino,

il denaro

in ogni modo,

tuttavia

non possono

 

 

vincere

divitias suas

summa lubidine.

13

At

nobis est

inopia

consumare

le loro ricchezze

con tutta la loro sfrenatezza.

 

Invece

noi abbiamo

povertà

 

domi,

foris

aes alienum,

mala res,

spes multo asperior:

in casa,

fuori

debiti,

situazione [presente] cattiva,

speranza [per il futuro] ancora peggiore:

 

denique

quid

habemus

reliqui

praeter

miseram animam?

14

Quin

 

 

in fine

che cosa

abbiamo

di rimanente

eccetto

una vita infelice?

 

Perché non

 

 

 

expergiscimini

igitur?

En illa,

illa libertas

quam saepe optastis,

praeterea divitiae,

svegliate

allora?

Ecco quella,

quella libertà

che sempre desiderate,

e inoltre la ricchezza,

 

decus,

gloria

sita sunt

in oculis;

fortuna

posuit

omnia ea

lonore,

la gloria

vi stanno

davanti agli occhi;

la fortuna

ha posto

tutte queste cose

 

praemia

victoribus.

15

Res,

tempus,

pericula,

egestas,

 

come ricompense

per i vincitori.

 

La situazione presente

il momento,

i pericoli

la povertà,

 

 

magnifica

belli spolia

vos hortantur

magis

quam oratio mea.

16

Utimini me

 

splendidi

bottini di guerra

vi esortano

più

del mio discorso.

 

Servitevi di me

 

 

vel imperatore

vel milite!

Neque animus

neque corpus

a vobis aberit.

come comandante

o come soldato!

Né la mia intelligenza

né la mia persona

sarà lontana da voi.

 

17

Agam

haec ipsa,

ut spero,

una vobiscum

consul,

nisi forte

 

 

 

Manderò a effetto

queste cose,

come spero,

insieme a voi

da console,

se per caso

 

 

 

me animus fallit,

et vos

parati estis

servire magis quam imperare.

 

 

l’animo non mi inganna,

e voi

siete pronti

più a servire che a comandare.

 

 

 

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