Dittatura e guerra civile in Spagna

dalla Storia contemporanea

di Carlo Zacco

Dittatura e guerra civile in Spagna

Le dittature in Europa. Alla fine degli anni 30 la maggior parte degli stati era governato da dittature di destra, in particolare quelli dell’Europa orientale, dove, in più, vi era anche una forte differenza tra ceti privilegiati della società, e masse di poveri. In alcune di esse, inoltre, erano presenti minoranze etniche, che favorirono il proliferare di miti di purezza della razza.

La Repubblica Spagnola. In Spagna la situazione era particolarmente complessa. Nel 1931 re Alfonso XIII abdicò, e venne istituita la Repubblica. I cinque anni successivi furono caratterizzati da forti disordini sociali:

1)     nelle campagne gli scontri erano tra i grandi proprietari terrieri, tra i quali vi era la Chiesa cattolica, e la massa dei contadini;

2)     nelle zone industrializzate, invece, era tra gli industriali e gli operai, protetti da potenti sindacati comandati da movimenti socialisti e anarchici. Questi ultimi raccoglievano un forte consenso, specialmente in Andalusia.

Le destre. Le forze anti repubblicane, invece, potevano contare sull’appoggio di:

1)     movimenti ispirati al fascismo italiano e sostenuti dalla Chiesa, come il «partito falangista»;

2)     una parte consistente degli alti generali dell’esercito;

Guerra civile. Nel 1936 si svolsero le elezioni: vinse una coalizione di partiti di sinistra, riuniti nel Fronte Popolare, ma il governo ebbe vita breve. Il 17 Luglio 1936 un gruppi di militari guidati da Francisco Franco diede inizio ad un colpo di Stato: i generali di Franco erano convinti che la presa di potere sarebbe stata facile e veloce, ed avrebbe portato immediatamente all’instaurazione di una dittatura militare. Ma non fu così.

La resistenza. In molte città della Spagna scoppiarono forti manifestazioni contro i militari, guidate soprattutto da socialisti e anarchici: era iniziata la guerra civile Spagnola che vide contrapposti:

1)     il governo democraticamente eletto, e sostenuto dalle forze di sinistra («repubblicani»);

2)     i militari e le forze di destra guidate da Franco («nazionalisti»);

Il quadro internazionale. La guerra civile Spagnola assunse immediatamente un respiro internazionale. I governi democratici (Francia, Inghilterra, Stati Uniti) rimasero neutrali per evitare conflitti con la Germania Nazista; a parte loro, alcuni stati si schierarono:

1)     Germania e Italia, sostennero i nazionalisti spagnoli fornendo militari e armi;

2)     Messico e Unione Sovietica sostennero i repubblicani, ma il loro sostegno fu molto debole; l’aiuto più importante venne dagli antifascisti europei: circa 40.000 volontari confluirono in Spagna per combattere a fianco dei repubblicani nelle cosiddette brigate internazionali.

A spingere questi volontari era il desiderio di dare voce alla protesta contro il fascismo, che nei loro paesi non era possibile: la guerra civile spagnola fu il primo esempio di resistenza. Per certi versi, la guerra civile Spagnola fu anche un’anticipazione della stessa Seconda guerra mondiale, poiché vedeva contrapporsi i Repubblicani, sostenuti dall’Unione Sovietica, contro i fascisti.

Fine della guerra civile in Spagna

Per certi versi, la guerra civile Spagnola fu anche un’anticipazione della stessa Seconda guerra mondiale, poiché vedeva contrapporsi i Repubblicani, sostenuti dall’Unione Sovietica, contro i fascisti.

Esito della guerra civile. Ma l’entusiasmo spontaneo dei volontari antifascisti non fu sufficiente: dopo tre anni di guerra, nel 1939, i nazionalisti riuscirono a prendere potere.

Audio Lezioni di Storia moderna e contemporanea del prof. Gaudio

Ascolta “Storia moderna e contemporanea” su Spreaker.