Domande e risposte di narratologia

COME RICONOSCERE LA SPANNUNG

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La spannung e’ l’episodio fondamentale in base al quale il finale può variare: e’ infatti lì’episodio improvviso che determina il tipo di finale(un incontro improvviso, un colpo di scena, etc etc.)
Per questo motivo, LA SPANNUNG E’ SEMPRE VERSO LA FINE E PUO’ ESsERE CONSIDERATO L’INIZIO (anche se un po’ alla lontana) DEL FINALE.

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COME RICONOSCERE IL FINALE DI UN BRANO E DI UN RACCONTO

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il finale puo’ essere di questi quattro tipi:

lieto fine, quando la storia finisce bene e ha un esito positivo
finale tragico,quando la storia finisce male e ha un esito negativo
finale aperto, quando il lettore non coglie ìe non comprende bene come è andato a finire la storia
finale a sorpresa quando la storia finisce in un modo del tutto inaspettato e improvviso

CHI SONO I FOCALIZZATORI

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sono quei personaggi che esprimono un loro punto di vista , una loro versione dei fatti e che quindi, fornendo una loro versione dei fatti, forniscono anche un punto di vista in più sul racconto.

NARRATORE E AUTORE POSSONO COINCIDERE?

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NARRATORE E AUTORE POSSONO COINCIDERE, PERCHE’ L’AUTORE E’ COLUI CHE SCRIVE E IL NARRATORE COLUI CHE RACCONTA, E I DUE COINCIDONO QUANDO A NARRARE I FATTI E’ L’AUTORE. QUINDI QUESTO CASO E’ ANCHE MOLTO DIFFUSO PERCHE’ E’ L’AUTORE A NARRARE, IN MANIERA DIVERSA,(PERCHE’ PUO’ ESSERE NASCOSTO, SENZA FARE GIUDIZI, O PALESE, FACENDO COMMENTI E DICENDO GIUDIZI E OPINIONI)

IL NARRATORE E I PUNTI DI VISTA POSSONO VARIARE ALL’INTERNO DI UN RACCONTO?

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SI,NARRATORE E PUNTO DI VISTA POSSONO VARIARE ALL’INTERNO DI UN RACCONTO. ESSI POSSONO VARIARE PERCHE’ UN BRANO PUO’ ESSERE RACCONTATO DA PIU’ PERSONE , COME LA VERSIONE DI FATTI DATA ALL’INTERNO DI UN PROCESSO, RACCONTATA QUINDI DA PIU’ PERSONE TESTIMONE.
SE CI SONO IN QUESTO IPOTETICO BRANO CHE PARLA DI UN PROCESSO( NATURALMENTE CI SONO ALTRI ESEMPI DA POTER FARE), CINQUE TESTIMONI, I NARRATORI SARANNO A TURNO CINQUE E I PUNTI DI VISTA DEL RACCONTO SARANNO, DI CONSEGUENZA, SEMPRE CINQUE.

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perché, sec lo schem che ci ha fatto copiare, durante i dialoghi il tempo del racconto e quello della storia coincidono

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I DEFINIZIONI E TEORIA
Il tempo della storia ‘ il tempo dedicato alla narrazione delle AZIONI, per cui abbiamo una tempo della storia solo se ci sono
SEQUENZE NARRATIVE, che ,come sappiamo dalle lezioni precedenti sono le sole sequenze che contengono le AZIONI.

II PRATICA E CASI CONCRETI
lE SEQUENZE NARRATIVE IN CUI IL TEMPO DELLA STORIA è SICURAMENTE MAGGIORE DEL TEMPO DEL RACCONTO SONO QUELLE IN CUI TANTE AZIONI SONO CONCENTRATE IN POCHE RIGHE. E QUINDI:
1)I SOMMARI, CIOè QUEI RIASSUNTI MOLTO SINTETICI CHE CONCENTRANO IN POCHE RIGHE MOLTE AZIONI
2)LE ELLISSI, CIOE’ QUELLE AZIONI CHE L’AUTORE FA CAPIRE CHE ACCADONO, MA CHE NON VENGONO RACCONTATE.
eS. IN UN LIBRO O IN UN FILM, SI PASSA DALLA VISIONE DI UN VECCHIO MALATO IN OSPEDALE ALLA SCENA IN CUI SI CELEBRA IL FUNERALE.
lA SCENA CHE E’ STATA TAGLIATA E’ QUELLA DELLA MORTE, E QUINDI ELLISSI VUOL DIRE TAGLIO(DAL LATINO ELIDERE=TAGLIARE)E IN QUESTO CASO RIGUARDA LA SCENA DELLA MORTE DEL VECCHIO

IITEORIA E DEFINIZIONI
IL TEMPO DEL RACCONTO E’ IL TEMPO DEDICATO DALL’AUTORE A TUTTA QUELLA PARTE DEL RACCONTO CHE NON RIGUARDA LE AZIONI(SECONDO LA DEFINIZIONE CHE LA STORIA E’ UN INSIEME DI AZIONI) E QUINDI LE RIFLESSIONI E LE DESCRIZIONI, CHE SONO QUINDI CONTENUTE NELLE SEQUENZE DESCRITTIVE E NELLE SEQUENZE RIFLESSIVE.

[bII]PRATICA E CASI CONCRETI
I CASI IN CUI IL TEMPO DEL RACCONTO E’ MAGGIORE DEL TEMPO DELLA STORIA SONO DUNQUE I SEGUENTI:
1)LE DIGRESSIONI,, PERCHE’ SONO SEQUENZE RIFLESSIVE,
FARE UNA DIGRESSIONE , INFATTI, VUOL DIRE SOFFERMARSI R TRATTENERSI IN UNA RIFLESSIONE
2)LE PAUSE, PERCHE SONO PAUSE DESCRITTIVE, LE PAUSE INFATTI SONO CHIAMATE COSI’ PERCHE’ COSTITUISCONO UNA PAUSA PER LE AZIONI E PER LE SEQUENZE NARRATIVE, MA LE PAUSE , DI SOLITO, SONO DI NATURA DESCRITTIVA, E CIOE’, NELLE PAUSE, L’AUTORE TOGLIE IL RIFLETTORE ALLE AZIONI PER SOFFERMARSI, INVECE SULLA DESCRIZIONE E PRESENTAZIONE DI LUOGHI E PERSONAGGI

III pratica e casi concreti
NEI DIALOGHI E NELLE SCENE IL TEMPO DEL RACCONTO E’ UGUALE AL TEMPO DELLA STORIA
PERCHE’ LE AZIONI SONO RACCONTATE COME SE VENISSERO RAPPRESENTATE DAVANTI A NOI, PER CUI NON CI SONO NESSUNO DEI SEGUENTI CASI:
1)NE’LE AZIONI SONO TROPPO CONCENTRATE IN POCHE RIGHE O ADDIRITTURA TAGLIATE
2)NE’ LE AZIONI SONO FERME PER DARE SPAZIO ALLE RIFLESSIONI(DIGRESSIONI) O ALLE PAUSE (DESCRIZIONI),
MA CI SONO AL CONTRARIO LE AZIONI COME SE AVVENISSERO DAVANTI A NOI:
1)NEI DIALOGHI, NEI QUALI L’AZIONE LA VEDIAMO RAPPRESENTATA CON UNO SCAMBIO DI BATTUTE.
NELLE SCENE)NELLE QUALI LE AZIONI SONO RACCONTATE IN MANIERA ADEGUATA E DETTAGLIATA COME SE AVVENISSERO DAVANTI A NOI.[/b]

dal forum degli studenti di atuttascuola