Esempi di figure retoriche in alcuni testi poetici

(ahi! tanto amò la non amante amata)
(T. Tasso, Gerusalemme liberata, II, 200)

Figure
Epifonema: tanto amò la non amante amata
Antitesi: non amante/amata
Figura etimologica: amante/amata
Poliptoto: amò/amante/amata
Allitterazione: a – n – m –t

———————————————————————————————————————-

Tu fiore non retto da stelo,
tu luce non nata da fuoco,
tu simile a stella nel cielo;
(G. Pascoli, Il sogno della vergine, 39-41)

Figure
Anafora: tu, tu, tu
Apostrofe: Tu fiore… Tu luce… Tu simile…
Antitesi: fiore non retto da stelo – luce non nata da fuoco
Similitudine: tu simile a stella
Metafora: fiore (figlio) – luce

Il fiore improvviso, non sorto
da seme, non retto da stelo…
Svanito! Non nato, non morto:
svanito nell’alito chiaro
dell’alba! svanito dal cielo
notturno del sogno! – Cantarono

i galli, rabbrividì l’aria,
s’empì di scalpicci la via;
da lungi squillò solitaria
la voce dell’Avemaria.
(Giovanni Pascoli, Il sogno della vergine, 71 – 80)

Figure
Antitesi: non sorto…
Anafora: Svanito…
Antitesi: Non nato…
Sinestesia: alito chiaro
Personificazione: rabbrividì…
Metafora: la voce…

————————————————————————————————————————

 

 

E, lusingato da speranza ardita,
soffrii lunga stagion ciò che più spiace;
ma, poi ch’insieme con l’età fiorita
mancò la speme e la baldanza audace,
piansi i riposi di quest’umil vita
e sospirai la mia perduta pace
e dissi: O corte addio. Così, agli amici
boschi tornando, ho tratto i dì felici.
(T. Tasso, Gerusalemme liberata, VII, 13)

Figure
Ipallage: speranza ardita – baldanza audace
Sineddoche: stagion – i riposi
Metafora: età fiorita – boschi amici
Apostrofe: O corte, addio.
Esclamazione: O corte, addio.
Paronomasia: piansi i riposi

 Metrica
Apocope: stagion – umil
Enjambement: amici boschi

 

Tu, magnanimo Alfonso, il qual ritogli
al furor di fortuna e guidi in porto
me peregrino errante e fra gli scogli
e fra l’onde agitato e quasi absorto,
queste mie carte in lieta fronte accogli,
che quasi in voto a te sacrata i’ porto.
Forse un dì fia che la presaga penna
osi scriver di te quel ch’or n’accenna.
(T. Tasso, Gerusalemme liberata, I, st. 4)

Figure
Apostrofe: Tu, magnanimo Alfonso,…
Allegoria: ritogli al furor di fortuna
Metafora: guidi in porto
Similitudine: quasi in voto… porto
Sineddoche: mie carte
Metonimia: lieta fronte
Polisindeto: e… e… e…
Personificazione: presaga penna
Ipallage: presaga penna
Allitterazione: furor di fortuna; peregrino errante

 

 

 

Esce allor de la selva un suon repente
che par rimbombo di terren che treme,
e ‘l mormorar de gli austri in lui si sente
e ‘l pianto d’onda che fra gli scogli geme.
Come rugge il leon, fischia il serpente,
come urla il lupo e come l’orso freme
v’odi, e v’odi le trombe, e v’odi il tuono:
tanti e sì fatti suoni esprime un suono.
(T. Tasso, Gerusalemme liberata, XIII, st. 21)

Figure
Armonia imitativa: tutta la stanza
Allitterazione: Esce allor de la selva un suon repente – v’odi, e v’odi le trombe, e v’odi il tuono
Ripetizione: v’odi – v’odi – v’odi
Polisindeto: e v’odi – e v’odi
Anafora: e ‘l mormorar – e ‘l pianto
Personificazione: il pianto – geme
Similitudine: che par rimbombo – come rugge il leon – come urla il lupo – come l’orso freme
Sineddoche: gli austri

ricerca della classe 4c 2005  Sezione serale
Istituto di Istruzione Superiore
“L. Scarambone”  Lecce