Esorcismo

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La Divina Commedia, Inferno, Canto 34, vv. 1-69

E quindi uscimmo a riveder le stelle. Come termina l’ Inferno di Dante, XXXIV, 70-139

A.S. 2001-2002

TESINA PER L’ESAME DI STATO DI LAURA BOSONI

 

 

Il diavolo

 

– Les dieux s’en vont –

 

ESORCISMO

Il ministero dell’esorcismo illustra bene il ruolo perdurante, seppur minimizzato, del diavolo nel credo cattolico. La Chiesa mantiene una struttura di esorcisti diocesani, ma lo fa con più discrezione che in passato, in molte parti del mondo; specialmente in Europa e in Nord America vi è molta riluttanza a rivelare persino i nomi dei preti che nelle singole diocesi sono incaricati di questo compito. Dalle parole di Giovanni Paolo II: “La Chiesa non appoggia con leggerezza la tendenza ad attribuire troppe cose all’azione diretta del diavolo; tuttavia non si può negare il principio della capacità di Satana di giungere a simili estreme manifestazioni della sua superiorità sugli uomini nella volontà di fare e portare a fare il male”. Queste parole assumono un ben preciso significato in merito all’occasione in cui il pontefice polacco effettuò un rito di esorcismo, il primo papa ad averlo fatto in epoca moderna. Padre Gabriele Amorth, il principale esorcista della diocesi romana, non si tira indietro dal parlare del suo ministero e sostiene di avere praticato cinquantamila esorcismi, sostenendo che a Roma c’è molto più lavoro, perché è il centro della Chiesa, obiettivo degli attacchi più numerosi. Ritiene però che solo ottantaquattro casi, uno su cinquecento presunti, furono di vera possessione. Quando intraprende un esorcismo, sempre in presenza di personale medico, si notano subito dei segnali rivelatori. La persona può parlare lingue straniere che non conosce, o rivelare fatti segreti sui presenti, o esibire una forza fisica sovrannaturale. Padre Amorth individua quattro ambiti per le possessioni: la prima categoria comprende le vittime di incantesimi scagliati da chi fa il male con l’aiuto del diavolo, come le streghe che avevano un patto con satana, nella seconda categoria vi sono coloro che hanno trafficato in magia nera, per quanto innocentemente; nella terza vi sono i membri delle sette sataniche; nell’ultima, i prescelti da Dio per soffrire ed essere messi alla prova. Sembra di trovarsi ancora nel XIII secolo. La chiesa anglicana, invece, affronta il problema dell’esorcismo in modo molto più aperto di quella cattolica. L’esorcismo viene chiamato liberazione e ha un aspetto positivo, in quanto “estensione delle frontiere del regno di cristo e dimostrazione del potere della risurrezione di sconfiggere il male e rimpiazzarlo col bene”. Il suggerimento sembra essere che, se Cristo fosse vissuto in un’epoca medicalmente più progredita, forse non avrebbe parlato affatto di demoni. Il vero scopo di Cristo era di identificare il male nel mondo; solo perché il diavolo non è più, ai giorni nostri, una metafora accettata dalla maggioranza, non significa che si possa ignorare la presenza del male. Nella Chiesa anglicana, si approva l’esorcismo dei luoghi, sottolineando che l’interferenza dei demoni è frequente in luoghi sconsacrati, come i santuari in rovina, come anche in luoghi connessi a sedute spiritiche. Riguardo alle persone, il concetto di possessione demoniaca viene ritenuto di natura estremamente dubbia; si raccomanda a quelli che pensano di essere posseduti di parlare con un medico, di raddoppiare gli sforzi per condurre una vita cristiana e solo come stremo rimedio di cercare un prete, ma evitando le drammatiche procedure dell’esorcismo.

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