Federico Garcia Lorca


di Carlo Zacco

Federico Garcia Lorca (1898 – 1936) 

garcia lorca.jpgLa vita. Nasce a Fuentevaqueros in Andalusia nel 1898. Si laurea in giurisprudenza ma si interessa fin da giovanissimo di poesia. Frequenta i letterati più esponenti della spagna di quel periodo, pubblica molte raccolte di poesie e opere teatrali, gli viene conferito dal ministero della pubblica istruzione il compito di sovrintendere ad una serie di rappresentazioni teatrali volte a diffondere la conoscenza del teatro spagnolo tradizionale. Allo scoppio della guerra civile del ’36 viene arrestato da un gruppo di estrema destra e fucilato.

 

Alla scoperta della Spagna. Fino agli anni 30 la Spagna è stata alla finestra dell’Europa: non si conoscevano poeti spagnoli contemporanei, e in particolare l’Italia si è disinteressata alla Spagna a tal punto che fino agli anni 30 non ci saranno cattedre di Iberistica. Allo scoppio della guerra civile spagnola, analogamente a quanto successe per la rivoluzione russa, i fatti politici fanno s’ che la Spagna irrompa violentemente nel panorama politico e anche culturale europeo. La Spagna ha fin da subito accolto invece il simbolismo europeo: Ruben Dariò ha viaggiato per l’Europa come diplomatico, a Parigi conosce Verlaine e Mallarmè, li studia, li assimila e li diffonde nel suo paese.

Antonio Machado e Juan Jimenez sono i maggiori esponenti della cosiddetta ‘generazione del 98, i cui continuatori sono Lorca e Salina, detti della ‘generazione del 27. Il 27 è anno importante poiché si celebra l’anniversario della morte di Gongora: naturalmente questi poeti hanno guardato al Barocco come fonte di ispirazione anche per il loro Simbolismo per i suoi aspetti di oscurità , concettismo, preziosismo. Lorca, Alberti, Salina celebrano l’anniversario della morte di Gongora e lo eleggono a loro padre spirituale.

 

Ritorno, in Poeta en Nueva York, 1940

 

E la poesia di apertura della raccolta Poeta en Nuova York, pubblicata postuma nel 40, ispirata ad un viaggio negli Stati Uniti realmente effettuato tra il 1929 e il 1930 a seguito di una borsa di studio della Columbia University. Il viaggio è stato per Fernando un’esperienza esaltante, ma anche fonte di grandi riflessioni e drammatiche prese di posizione contro il capitalismo che letterariamente si esprimerà  con il Surrealismo irrazionalistico ed eversivo.

La parola di apertura è Asesinado, assassinato: cos’ il poeta si sente guardando quel cielo non più delimitato dal naturale orizzonte, ma da un groviglio vertiginoso di architetture che, in un primo momento danno un senso di potenza, ma a guardarle bene dimostrano platealmente quanto l’uomo sia schiacciato dal meccanismo sociale, e dalla sua dipendenza dalla macchina. Una vita vuota ed angosciosa che come possibile evasione rende perdonabile anche il crimine e la delinquenza.

 

C’è una vicinanza al primo Baudelaire, dove il cielo pese comme un couvercle; immagini inquietanti e di difficile interpretazione: tutto è sgradevole, fonte d’angoscia.

Emerge fortemente anche il legame col surrealismo: giustapposizione di immagini slegate tra loro e dal contesto.