FRANCESCO HAYEZ – Vespri siciliani

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Vespri siciliani



    Il colore e l’impostazione tradizionale: la resa dell’immagine risulta nitida e pulita, rimanendo fedele alle origini veneziane. Infatti Hayez non usa il colore per rompere i contorni come il pittore inglese William Turner, né utilizza il colore liquido e dalle tonalità scure, tipico degli altri artisti romantici. I suoi colori sono vivi, si richiamano tra di loro seguendo così una tradizione che risale fino a Raffaello. Hayez inoltre fa un uso simbolico dei colori: non a caso usa spesso il rosso, il bianco e il verde della bandiera di quell’Italia che si voleva costituire.
    Soggetto storico: è il cuore dell’opera. Viene ripreso ancora una volta un episodio dalla storia italiana dei tempi passati: i vespri siciliani, avvenuti nel 1282, in cui, dopo la funzione dei vesperi, una nobildonna italiana viene offesa da un soldato francese, che tenta di sedurla malamente. Scoppia allora la rivolta, inizialmente per la difesa e vendetta dell’onore ferito della donna, ma ben presto diventa un’occasione e un pretesto per ribellarsi contro il dominio straniero dei francesi a favore della signoria degli Aragonesi. Si ricorda che nella cultura risorgimentale italiana spesso viene utilizzata la figura dell’eroina, giovane donna minacciata nella sua purezza dal nemico straniero che va difesa da tutto il popolo (che qui assume dimensione corale, con qualche personaggio in proscenio).
    Proposta dell’artista: Hayez, in pieno contesto risorgimentale, invita l’osservatore a ribellarsi con tutte le proprie forze contro il nemico della patria per creare finalmente l’Italia unita. Propone come valore assoluto il dare la vita per un ideale risorgimentale, per la creazione di una nazione italiana.
    Il sentimento: Hayez infonde ai suoi dipinti una carica sentimentale che accentua l’espressione delle ispirazioni risorgimentali. Ripropone spesso i protagonisti storici ben conosciuti, che diventano espressione dei valori civili del presente, riferiti al contesto risorgimentale.

    Teatralità: l’influenza teatrale (si ricorda che Hayez lavorò per la Scala di Milano) è evidente nelle pose statiche ed espressive delle figure, nella calcata gestualità e negli sguardi eloquenti. Nonostante ciò l’immagine appare nel suo insieme movimentata grazie ad alcune tecniche di impostazione stilistica, come le diagonali formate dalle gambe delle due figure in primo piano e l’asimmetria, elementi che rompono la staticità per un dinamismo compositivo, seppur molto contenuto.
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