Gaudì

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Le condizioni dellarte per Gaudì da limitazione diventano occasione

dalla tesina “La finzione artistica: veicolo di verità?” di Samuele Gaudio

Esame di Stato 2010

Una caratteristica dellopera darte, e quindi della finzione artistica, è che si attua concretamente, nel senso che la finzione deve sempre avere a che fare con la realtà, in quanto unopera darte è concreta. Un esempio è il fatto che deve sottostare alle coordinate di spazio e tempo, alle regole a cui è sottoposta la realtà, regole di causa – effetto, se la si vuole rendere più verosimile. Per un verso, queste condizioni potrebbero essere considerate delle limitazioni che opprimono, delimitano il potere creativo e comunicativo dellopera darte. Daltra parte, però, possono essere considerate, a seconda del punto di vista dellartista appunto, come degli elementi da sfruttare allinterno della propria costruzione artistica, e diventarne un pilastro, nel senso cha basandosi su di esse si può articolare la finzione. Un esempio può chiarire il concetto.

Per larchitettura, la forza di gravità è sempre stata una limitazione, in quanto gli architetti sono obbligati a costruire edifici che si autosostengano, e questo implica limiti, soprattutto riguardo allaltezza di una architettura. In epoca gotica si è voluto conferire una tensione verticale alle chiese, inserendo lelemento dellarco a ogiva, le costruzioni presentavano altezze mai raggiunte precedentemente da quella tipologia di edificio. Ma questo aspetto è stato possibile solo grazie alla presenza di contrafforti, o archi rampanti che disperdessero il peso verso il basso e non verso lesterno, con il risultato però che questi elementi di sostegno ingombravano parte dello spazio fruibile.

E esemplificativo il modo in cui Gaudì guarda alla condizione della gravità,  non come una limitazione a cui opporsi, ma come qualcosa da cui imparare, perché comunque esistente, e quindi necessaria e positiva, non limitativa. Questo suo punto di vista lo portò a concepire il metodo costruttivo della catenaria”. Gaudì ha chiesto alla gravità stessa come poter sviluppare un edificio verticalmente, con il minore ingombro orizzontale possibile. Egli osservò come una corda che presenti dei pesi, come una collana, sotto la forza della gravità, si piega secondo una curva simile ad una parabola. Quindi scoprì, ovvero trovò” da un dato reale il metodo più efficace per creare strutture autosostenibili, questo non era né larchitrave classica, né larco a tutto sesto romano, né logiva gotica, ma la forma che naturalmente un filo con dei pesi assume sotto lazione stessa della forza di gravità, forza contro la quale le architetture sembrava dovessero imporsi. Questo fatto esemplifica lidea di cosa sia realmente unopera darte secondo il concetto di invenzione, contrapposta alla concezione per cui unopera darte è risultante della creazione dellestro artistico e geniale di un singolo uomo che ha saputo concepire dal nulla una cosa nuova. Uninvenzione, invece, trova le sue radici dallosservazione della realtà.

Nelle opere di Gaudì infatti un elemento fondamentale, e subito visibile, è limitazione della natura, sia nelle sculture che riproduce nei suoi edifici, come nella facciata della Sagrada Famiglia, sia nei metodi costruttivi, come abbiamo visto, che imitano le leggi con cui la gravità opera nella realtà. Il concetto di imitazione si lega a quello di invenzione, perché limitazione non è la copia della realtà, parte da una cosa reale esistente, ma non è la copia di una cosa reale esistente, da essa può attingere le risorse grazie a cui la finzione si rinnova, cresce e si arricchisce.

Gaudì e limitazione della realtà

Limitazione della natura per Gaudì è fondamentale. Questa indagine sul mondo è visibile, dicevamo, sia a livello decorativo estetico (forme animali, simboliche, ecc) sia a livello strutturale. Degli esempi visibili sono Casa Milà e Casa Batlò, le quali sembrano diventare dei corpi organici, i cui muri si muovono secondo il respiro della luce, che entra nelledificio e viene riflessa e colorata dai variopinti elementi, sui vetri colorati, basati sulle linea di forza di come si sviluppa la natura

Gaudì definisce loriginalità come il tornare alle origini”. Proprio in questo senso, le sue opere sono innovative, nuove e originali, perché Gaudì non si pone come obbiettivo quello di stupire losservatore usando linguaggi ricercatamente anticonvenzionali e scioccanti, ma perché egli compie una ricerca su ciò che si trova davanti e che lo colpisce di più.

Il rapporto con la natura è stato decisivo per Gaudì sin dalla nascita, perché egli soffriva di malattie che lo indebolivano. Ma a causa di quella condizione che sembrerebbe unicamente limitatoria iniziò a ricercare nellambiente dove era isolato, nella natura circostante, le cose che più lo colpivano, che trovava  dopo una lunga osservazione.

Queste cose trovate da piccolo e che lo stupivano, come animali, piante, elementi naturali, furono successivamente tradotte in immagini nella sua produzione artistica, arricchendosi di significati simbolici e religiosi, che non venivano quindi applicati, quasi appiccicati sulloggetto, ma che nascevano dalla sua esperienza personale.

 

Antoni Gaudì  Facciata della Sagrada Familia” (1881 – )- Barcellona

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