Gerard Manley Hopkins

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità

di Carlo Zacco

Gerard Manley Hopkins (1844 – 1889)

Hopkins.jpgNasce nell’Essex nel 1844 da una famiglia anglicana; studia le lingue e le letterature classiche a Oxford e dopo la conversione al cristianesimo entra nel ’77 nell’ordine dei Gesuiti come sacerdote, e ottenendo nell’84 la cattedra di Greco all’università di Dublino. Reprime la sua vena poetica finché dai suoi superiori non arriva la richiesta di scrivere un compianto per la morte di cinque suore durante un naufragio: ne esce il naufragio del Deutschland, cui seguiranno le altre raccolte, pubblicate tutte postume nel 1918.

 

La sua produzione si divide in sonetti «gioiosi» e sonetti «oscuri». La sua è un’ispirazione complessa poiché al senso di ignoto, di abisso dello spirito si unisce il mistero della religione rivelata, che egli integra nella sua poetica. Hopkins vuole esprimere tutte le dissonanze e le asprezze dell’esistenza, nonché i vuoti dell’anima, sempre in bilico.

• Il senso religioso è reale, non fa un vago riferimento alla religiosità come Rilke, ma è un esplicito richiamo alle verità rivelate della fede cattolica.

• a questo si unisce anche una lucidissima ricerca tecnica e teorica. Sul piano linguistico Hopkins compie una ricerca che tende all’iper-semanticità, alla valorizzazione etimologica delle parole (in controtendenza dunque); sul piano metrico è sua la sperimentazione dello sprung-rhythm.

• L’oscurità e l’asprezza del suo linguaggio non sono dovuti alla volontà di velare il messaggio, rendendolo volutamente oscuro e misterioso, bensì alla difficoltà stessa di esprimere una realtà che a fatica si riesce a cogliere.

 

La bellezza cangiante

 

Fa parte dei «sonetti gioiosi». Si trova in una raccolta del ’77 in cui Hopkins legge nella natura il segno di Dio, guardando ad essa con gioia.

 

• Il tema è quello dell’uno e il molteplice. Si tratta di una sorta di plazir, una enumerazione di cose buone; il poeta elenca alcuni aspetti della infinita mutevolezza della natura, e ne loda i singoli elementi, anche umili, nella molteplicità dei loro possibili aspetti. Ma se ogni piccolo aspetto del creato è bello pur nella sua effimera mutevolezza, tanto più lo sarà il suo creatore, unica bellezza immutabile.

 

GLORY be to God for dappled things— 

  For skies of couple-colour as a brinded cow; 

    For rose-moles all in stipple upon trout that swim; 

Fresh-firecoal chestnut-falls; finches’ wings; 

  Landscape plotted and pieced—fold, fallow, and plough;

    And áll trádes, their gear and tackle and trim. 

 

All things counter, original, spare, strange; 

  Whatever is fickle, freckled (who knows how?) 

    With swift, slow; sweet, sour; adazzle, dim; 

He fathers-forth whose beauty is past change:

                  Praise him.

v.1 Dio: è rappresentato come un pittore e il creato è come una tela multicolore;

v2. le vacche: tramite una metafora zoomorfa il cielo bicolore viene paragonato alla pelle di una vacca: un animale comune, umile, ordinario. Nulla è escluso in questa enumerazione.

v3. Biliottato: francesismo, significa punteggiato, come da lentiggini.

v4. le castagne: mentre cadono.

 

 

Fin qui tutto è rappresentato nella fase del mutamento, nulla resta mai uguale a sé stesso. Anche il discorso è frammentato in corrispondenza con ciò che viene detto. I singoli sintagmi, specie nell’originale inglese (lingua che a differenza dell’italiano ha per lo più parole brevi, monosillabiche) sono fortemente allitterativi e molto ritmati.

La traduzione. Nella traduzione la penna di Montale si fa sentire: tonfar, lucore, biliottata (un francesismo piuttosto ricercato), è sua l’inserzione del segmento crollo di tizzi giovani nel fuoco, questo in traduzione dell’originale fresh-firecoal chestnut-fall.

Montale cerca di rispettare i suoni nonostante l’italiano sia una lingua molto diversa dall’Inglese, fatta per lo più di parole monosillabiche.

Tuttavia il traduttore opera delle scelte più conservative verso il suono che verso il significato:

chestnut-fall > tonfar delle castagne;

fresh firecoal > tizzi giovani nel fuoco;

L’originale. Nella versione originale alcuni elementi spiccano di più: dittologie fortemente allitterative come couple coloured, fresh-firefall, fold-follow: formule sintetiche con nessi analogico fonologici più che semantici. Inoltre si nota qui quella che è stata definita una «frizione cozzofonico violenta», un continuo scontro di elementi dissonanti: l’armonia è nell’insieme.

 

Mi sveglio e sento…

 

• Questo fa parte invece dei «sonetti oscuri». Raccolta risalente agli ultimi anni della sua vita, dove Hopkins mette insieme l’espressione dei lati più problematici della fede. Non è possibile rendere conto diffusamente di ciò che il prova l’anima del poeta, ma è solo possibile fornirne dei brevi flash.

 

I wake and feel the fell of dark, not day.

What hours, O what black hours we have spent

This night! what sights you, heart, saw; ways you went!

And more must, in yet longer light’s delay.

 

With witness I speak this. But where I say

Hours I mean years, mean life. And my lament

Is cries countless, cries like dead letters sent

To dearest him that lives alas! away.

 

I am gall, I am heartburn. God’s most deep decree

Bitter would have me taste: my taste was me;

Bones built in me, flesh filled, blood brimmed the curse.

 

Selfyeast of spirit a dull dough sours. I see

The lost are like this, and their scourge to be

As I am mine, their sweating selves; but worse.

Del sonetto c’è solo la gabbia esterna, e nell’originale anche lo schema di rime (non mantenuto in traduzione), per il resto i versi sono lungi; singole parole, singoli sintagmi vengono iterati spasmodicamente.

Il groviglio di terribili immagini finali vuole rendere conto del tormentoso travaglio interiore del poeta, per cui la fede è consolazione, ma anche causa.

Il tutto è molto frammentario, il verso è spezzato e procede sempre continuamente singhiozzando: frequenti pause, iterazioni, scontri ritmici, enjambements continui.

Pubblicità
shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: