I DOLORI DEL GIOVANE WERTHER

Johann Wolfgang Goethe

di Laura

GLI ELEMENTI DELLA STORIA

L’ambiente

L’ambientazione della storia è evidente sotto alcuni punti di vista, meno chiara sotto altri. La collocazione temporale è definita in modo dettagliato, in quanto le epistole della prima sezione del romanzo sono tutte datate. Le vicende cominciano il 4 maggio 1771, data della prima lettera. L’ambientazione spaziale, al contrario, è indefinita, sfuocata, non comprensibile. La descrizione dei paesaggi e dei paesi è abbastanza vaga, soprattutto nella loro posizione geografica, che non viene mai citata. L’ambiente nel suo complesso non si può dunque definire atemporale, perché è l’unico elemento definito presente nella vicenda, ma quantomeno aspaziale.

I personaggi

Per la stessa struttura del libro, tutto ruota intorno al personaggio di Werther. Il giovane è colto e raffinato, ma dimostra ben presto le due caratteristiche che gli impediranno di inserirsi veramente nella società: una decisa insofferenza verso le convenzioni sociali che limitano l’individuo e la capacità di farsi totalmente rapire dai sentimenti. Werther, da quanto si può capire, non cerca una vita tranquilla, ma una felicità totale che solo l’amore può dargli: questo aspetto lo rende estremamente fragile, essendo in definitiva legato alle decisioni di qualcun altro a cui ha affidato la sua intera vita. Si ritiene e si dimostra capace di amare e lo fa donando ogni attenzione e pensiero a Carlotta, che non può ricambiare e lo lega ad uno stato di frustrazione continua, di cui neanche lui stesso riesce realisticamente ad immaginarsi una fine positiva. E infatti la fine del romanzo è prevedibile fin dall’inizio, fin dal titolo forse, emblema della frustrazione e delle sofferenze da cui Werther è afflitto.
Il personaggio di Carlotta viene delineato in due modi. Innanzitutto, sono presenti esplicite descrizioni che la riguardano e che la mostrano come una donna dotata di bellezza ed aggraziata nei lineamenti, una donna dalla rara sensibilità e da un animo ingenuo, ma sereno ed attivo. E coraggiosa, responsabile, intelligente e matura, tanto da aver saputo crescere i suoi fratellini, dopo la morte della madre. L’altro mezzo attraverso cui traspare la figura di Carlotta è la descrizione che gli altri personaggi fanno di lei: in nessun passo le espressioni sono tanto incisive e intense quanto in quelli che le vengono dedicati. Forse proprio per questo accumulo di qualità positive, si crea un meccanismo per cui il lettore spera sino alla fine in una reazione diversa da parte di Werther, che si vede costretto a rinunciare ai sentimenti che prova per Carlotta. Quest’ultima ha una possibilità di scelta tra due fuochi” e sceglie la sicurezza rappresentata da Alberto, anche se probabilmente ama Werther: il libro non chiarisce questo dubbio, ma possiamo immaginarlo. Di certo l’amore di Carlotta è un amore razionale, ben diverso da quello di Werther: paradossalmente nella mente del lettore Werther si innalza via via al di sopra degli altri personaggi, nobilitato da un amore che nessun altro può capire.
Alberto, l’ultimo personaggio di rilievo, rappresenta il ceto borghese e le sue convenzioni (che Werther e Carlotta non possono sopportare), ma non è descritto con toni negativi. Più volte, infatti, Werther dimostra la sua stima per un uomo saggio, fedele e orgoglioso della sua famiglia, che riesce a mostrarsi come un solido punto di riferimento per la moglie. Alberto incarna la figura dellantieroe: non si esalta per l’animo artista di Werther, non ne approva gli slanci emotivi, critica aspramente il suicidio e soprattutto non riesce a realizzare realmente il sentimento che lega Werther e la moglie.

Le azioni

Nella storia è possibile distinguere un esordio, una crisi” ed uno scioglimento della vicenda. La struttura è tipica della tragedia: inizialmente non vi è nessun elemento che possa far presagire quello che invece sarà un finale macabro e doloroso. Werther vive tranquillamente, senza alcun tipo di fastidio che lo distolga dai suoi compiti. Ad un certo punto, però, il giovane incontra Carlotta e qui la vicenda muta profondamente. Comincia una sorta di oscillazione” dei sentimenti di Werther: egli passa da stati di profonda felicità e di innamoramento a periodi di sconforto e di frustrazione. I sogni di Werther svaniscono quando viene a sapere che la ragazza di cui è innamorata è già promessa sposa ad un altro, il quale probabilmente le darà quella felicità e quella sicurezza che lui non avrà mai la possibilità di offrirle. Inizia dunque un momento di profonda tensione che accompagnerà buona parte della trama. Il lettore continua a sperare in un finale non scontato, ma purtroppo le modalità di scioglimento della tensione posso essere presagite sin dai primi momenti di sconforto di Werther. Il suicidio non è per nulla inaspettato e si presenta come la soluzione migliore per uno scioglimento dello squilibrio: Carlotta potrà vivere ed amare liberamente Alberto, senza avere un peso che la opprime. Avrà forse, però, un rimorso (l’editore ci fa chiaramente capire che Carlotta in sua coscienza fosse convinta del fatto che Werther avrebbe compiuto un estremo gesto). Il finale non è felice, ma in ogni caso rappresenta la fine di lunghi conflitti interiori e degli squilibri che si erano creati a vicenda inoltrata.
E possibile identificare i tre principali personaggi in un ruolo ben definito, anche se forse non appropriato. Werther è palesemente il protagonista della storia: è colui che scrive le lettere, che fa emergere le proprie sensazioni e che è tormentato dall’amore. Forse bisogna ammettere che, però, molti dei fatti che accadono non dipendono dalla sua volontà; egli si trova incapace di ragionare, soffocato dalla passione. Carlotta non può essere meglio identificata che in unaiutante (dal punto di vista negativo): è colei che spinge Werther al suicidio, colei che più di tutti lo convince, attraverso i suoi comportamenti, che forse non vale la pena di vivere una vita così sofferente. Ed Alberto è l’antagonista, lantieroe, il rivale. Rappresenta una persona stimata dal giovane protagonista, ma che lo tradisce, cerca di allontanarlo in ogni modo, pur di non perdere la moglie.

Gli avvenimenti

L’unico avvenimento esterno alla vicenda, ma profondamente influente su di essa, è il matrimonio fra Alberto e Carlotta. A partire da questo momento, Werther comincia a pensare all’idea del suicidio. La sua vita non ha più significato ora che ha definitivamente perso ogni possibilità di essere materialmente ricambiato. Werther sa benissimo che Carlotta lo ama, ma purtroppo non può dimostrarglielo, perché nutre un sentimento anche per Alberto, ed è lui che ha scelto. A partire da questo fatto, dunque, inizia una corsa sfrenata verso il tragico finale che si prospetta dinnanzi agli occhi dei lettori.

I PROCEDIMENTI DEL DISCORSO

La rappresentazione del tempo

Le vicende narrate si svolgono in una arco di tempo ben definito. La prima lettera riportata dall’editore risale esattamente al 4 maggio 1771, mentre la morte di Werther avviene il 22 dicembre dell’anno successivo. E un lasso di tempo di poco più di un anno e mezzo, dunque in cui non vi è un avvicendamento incalzante degli eventi, ma piuttosto un continuo mutamento dello stato d’animo del giovane protagonista.

La rappresentazione dello spazio

I luoghi descritti dall’autore non sono ben identificabili. Sono probabilmente luoghi di fantasia, ma certamente non dal punto di vista descrittivo. Abbiamo argomentazioni, talvolta abbastanza dettagliate, riguardanti i paesaggi naturali, luoghi prediletti nellesplicazione delle vicende. Non a caso anche le abitazioni in cui si svolgono i fatti più significativi sono collocate in un ambiente bucolico, forse a voler rappresentare la sincerità dell’amore provato dal protagonista e l’altrettanta semplicità dell’oggetto di questo amore. L’unica eccezione è rappresentata dal primo (ed unico) ballo tra Werther e l’amata Carlotta, che ha avuto luogo in un posto frequentato dalla borghesia. Anche questa precisa ambientazione evidentemente rappresenta una metafora della nobiltà del sentimento del giovane. L’ambientazione è comunque sempre molto vaga e sfumata e viene decisamente messa in secondo piano rispetto alla struttura portante” del racconto, ovvero all’analisi psicologica della sensibilità di Werther.

La costruzione del personaggio

La forma epistolare del racconto fa già intuire la prevalenza degli aspetti psicologici dei personaggi, piuttosto che di quelle fisici. Werther è colui che scrive ed il lettore non ha praticamente a disposizione nessun tipo di informazione riguardante la sua fisionomia. Piuttosto nell’epistolario è possibile ritrovare qualche piccolo dettaglio sulla grazia e sulla straordinaria di Carlotta, che rimane comunque un personaggio di secondo piano, pur essendo colei che più di tutti determina l’andamento delle vicende, forse ancora più del protagonista stesso, ormai accecato da un sentimento contrastante di amore-odio ed incapace di ragionare lucidamente. Gli aspetti psicologici dell’interiorità, ampiamente descritti all’interno del romanzo, sono espressi essenzialmente mediante l’indicazione di pensieri e sentimenti. E il giovane Werther che, penna alla mano, illustra all’amico Guglielmo tutti i contrasti interiori e i dolori che lo affliggono nel corso della sua giovane esistenza. Il linguaggio del Settecento appare agli occhi di un lettore contemporaneo come intriso di formalità e distacco. Invece dobbiamo pensare che non è affatto così: la lingua è mutata nel corso dei secoli. Bisogna piuttosto riferirsi ai contenuti, ai sentimenti che Werther esprime con sincerità ed affetto, sapendo di confidarsi con un amico a lui fedele. Werther esprime tutto se stesso in poche lettere. Usando il mero mezzo della scrittura è in grado di raccontare le enormi contraddizioni che risiedono all’interno del suo animo: la passione per Carlotta, l’odio (e forse anche l’invidia) per Alberto, il desiderio di porre fine ad un’esistenza tormentata che lo condurrà ad un estremo gesto.
In poche epistole il giovane protagonista del romanzo è stato oltretutto in grado di esprimere le innumerevoli trasformazioni dei rapporti che egli ha intessuto con gli altri personaggi. L’amore puro che nutre per Carlotta scaturisce in vera e proprio passione. Fondamentale è anche la figura di Alberto, con cui Werther cerca invano di instaurare un rapporto damicizia, che non andrà di certo a buon fine, dato che i due sono rivali in amore. Non bisogno dimenticarsi che Alberto è, in fin dei conti, l”assassino”. E colui che, inconsapevolmente (anche se questo è tutto da provare), dà a Werther la possibilità di suicidarsi, prestandogli le sue pistole. E infine Carlotta, forse il personaggio più contraddittorio del romanzo: non sa nemmeno lei ciò che vuole, se Alberto o Werther. Non sa se il sentimento che nutre per quest’ultimo è amore o semplice amicizia. E, per fugare ogni dubbio, chiede a Werther di allontanarsi per sempre dalla sua vita. Il giovane lo fa, più o meno in punta di piedi, se non fosse altro che per il rumore provocato dallo sparo.

Il punto di vista

Il romanzo è sostanzialmente diviso in due parti, ciascuna delle quali ha un propria struttura e dunque anche un punto di vista diverso. Essendo la prima parte organizzata in forma epistolare, si può dedurre che il narratore è interno alle vicende: è lo stesso Werther che scrive all’amico Guglielmo per esprimere le proprie emozioni e sensazioni, attraverso degli intensi monologhi interiori. La seconda sezione, invece, è stata redatta da un immaginario editore, il quale avrebbe narrato gli ultimi giorni di vita del giovane e il suo progetto di suicidarsi. Si tratta dunque di un narratore esterno, o meglio onnisciente, che conosce i fatti in ogni minimo dettaglio e descrive a fondo le emozioni di Werther. E una persona che non ha avuto nulla a che fare con gli eventi, non vi ha direttamente partecipato, ma risulta coinvolto in ciò che è accaduto, probabilmente avendo studiato sotto ogni sfaccettatura la personalità di Werther e i documenti da lui lasciati.

Le scelte linguistiche

Le scelte di Goethe a livello linguistico non sono state certamente casuali. Dal punto di vista sintattico si può notare una prevalenza dell’ipotassi, che perfettamente si adatta alle introspezioni psicologiche e alla drammaticità dei sentimenti del giovane Werther. Uno stile paratattico, invece, si contrappone al precedente nelle descrizioni dei paesaggi, della natura, delle campagne in cui si svolgono gran parte degli eventi e che molto cari stanno al protagonista del romanzo. Si nota, inoltre, una prevalenza o quasi totalità del discorso indiretto su quello diretto. Dal punto di vista prettamente stilistico, Goethe ha usato sicuramente dei termini e dei modi di scrivere completamente controcorrente rispetto a quelli all’epoca usuali, che sicuramente avevano destato scalpore tra i suoi contemporanei. Frequentissimi sono i punti esclamativi e i puntini di sospensione. Le frasi sono spesso e volentieri spezzate, interrotte, quasi per meglio identificare l’incapacità di trovare una spiegazione agli eventi del protagonista. Il tono è drammatico e passionale e frequente è l’uso di francesismi, espressioni di una lingua evidentemente molto amata dall’autore. Per quanto riguarda i registri linguistici, l’autore non ne ha utilizzati di diversi, né tanto meno ha introdotto la presenza di sottocodici specifici: i personaggi fanno tutti parte della borghesia tedesca del Settecento e di esprimono in uguale modo.