I Fogli di Stile (CSS) di Web-Link: Tutto per la costruzione delle tue pagine web

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  Rev. 3.0 – Agosto 2005    Ver. 1.0 – Novembre 1999

A style incorporato Cioè quando allo stesso stile fanno riferimento diversi elementi (tags) html. Sarebbe infatti estremamente dispersivo, oltre che laborioso, definire lo stesso stile più volte all’interno della stessa pagina quando poi servirebbe sempre per lo stesso identico scopo. Molto meglio definirlo una sola volta, ad inizio pagina. Così facendo tutti gli elementi della pagina interessati seguiranno quello stesso stile.

In questo caso le istruzioni non saranno più inserite all’interno dello specifico singolo elemento (tag) ma ad inizio pagina, dichiarate dagli elementi (tags) <style> e </style>posti all’interno della sezione <head> </head>

Questo metodo non impedisce però di fare uso anche di eventuali definizioni di stile in linea, i  quali avrebbero priorità sulle dichiarazioni di stile inserite ad inizio pagina.

Da notare che in questo modo si renderanno necessarie le parentesi graffe che delimitano il blocco di istruzioni relativo all’elemento interessato, cosa che non serviva per gli styli in linea.

Facendo riferimento ancora all’esempio precedente:

<style type=”text/css”> <!– p { text-align: justify; text-indent: 12px; } –> </style>

Adesso tutto ciò che si troverà all’interno di qualsiasi paragrafo definito con la consueta forma <p></p> subirà lo stile impostato ad inizio pagina, a meno che non ne venga creato uno in linea, il quale, come ho detto sopra, avrebbe la priorità rispetto all’altro.

Per questo motivo, e lo ripeto ancora una volta, diventa importantissimo non dimenticare mai di chiudere l’elemento che si era aperto e questo sempre, anche nei casi in cui si trattasse di elementi come <p> che in html non necessiterebbero della relativa chiusura </p>.

In questo contesto infatti sono proprio loro, i tags chiusi, a decretare la fine dello style oltre che quella del paragrafo. Dimenticarli potrebbe voler dire indurre il browser ad estendere i parametri dello style a tutto il resto del documento.

Tornando al codice dell’esempio, i due elementi <!– e –> posti ad inizio e fine blocco, sono gli stessi adoperati in html e servono a fare ignorare lo style a tutti quei browser che non dovessero supportarlo. Da non confondersi adoperandoli per lasciare commenti sul foglio di style, non è come con HTML, se serve commentare si adoperano /* per inizio commento e */ per la sua fine:

<style type=”text/css”> <!– p { text-align: justify; /* allienamento giustificato */ color: #ff0000; /* colore rosso */ } –> </style>

Nell’esempio è stato adoperato l’elemento (tag) <p> ma avrete sicuramente capito che potevamo usare qualsiasi altro elemento valido di html.

Anzi, vista questa possibilità, perché non ridefinire elementi quali <h1>, <h2>, <h3>, ecc. ecc. che di solito non vengono mai adoperati? (almeno questo quanto succede a me).

Così facendo sarebbe come avere a disposizione dei nuovi comandi html, o meglio dei nuovi elementi, con in più il fatto di averli personalizzati per sfruttarli ancora meglio.

Anche se a dire il vero non ce ne sarebbe alcun bisogno dal momento che con la creazione di “classi”, che vedremo più avanti, non esistono limiti al numero di elementi definibili dall’utente, ma era comunque importante sapere che si sarebbe potuto fare anche un’operazione di questo genere.

Continua: Style nel file esterno

  Andrea Bianchi 
  

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© Andrea Bianchi 1997 ~ 2006

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