
Il gelsomino notturno
27 Gennaio 2019
L’ideologia e la poetica di Gabriele D’Annunzio
27 Gennaio 2019
I pastori
SOGNI DI TERRE LONTANE (Alcyone)
di Gabriele D’Annunzio
di Carlo Zacco
Fine dell’estate. Siamo verso la fine del libro, che coincide, nella sua cronologia ideale, con la fine dell’estate.
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Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare. Han bevuto profondamente ai fonti E vanno pel tratturo antico al piano, Ora lungh’esso il litoral cammina che quasi dalla sabbia non divaria. Ah perché non son io co’ miei pastori? |
– Settembre. Può essere inteso come vocativo, oppure come indicazione temporale: «è Settembre»; – E’ tempo di migrare. E’ tempo per i pastori, che destate sono stati sui pascoli montani, di migrare con le greggi verso la pianura, secondo il ritmo della transumanza; – ma vi è anche una consonanza col poeta che, alla fine dell’estate, sente il bisogno di migrare altrove; – Stazzi. Campi recintati, sui monti, dove destate vengono radunate le pecore; – Selvaggio. Agitato, oppure desolato; – Verde come i pascoli. Il mare ricorda ai pastori il colore dei campi dell’appennino abruzzese, e li consola della lontananza da essi; – Che. Affinché, valore finale: affinché; – Lungo: a lungo; – Verga d’avellano. Bastone di nocciòlo, per appoggiarsi; – Tratturo. Largo sentiero erboso, che scende dalla montagna, percorsi dai pastori coi loro greggi; – il sentiero è paragonato a un fiume che dal monte si getta nel mare; – O voce…marina! La voce è il grido del pastore, che da lontano scorge la superficie del mare, che brilla colpita dal sole; – è citazione dantesca: Purg, I, 116-117; – Lunghesso. Lungo; – Senza mutamento. Altra citazione di Dante, Purg, XXVIII, 7; – Il sole. Il sole, colpendo la lana delle pecore, le conferisce un colore biondo che quasi non differisce da quello della sabbia della pioggia; – perché non sono anche io coi miei pastori?
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Il sogno e la memoria. L’estate sta per finire: il vitalismo panico si stempera, la poesia acquista note più sommesse e malinconiche;
– il poeta si trova ancora in Versilia, e l’arrivo dell’autunno gli fa venire voglia di mutare paese, come fanno i pastori alla fine dell’estate;
– dopo l’esaltazione sensuale, il poeta si rifugia in se stesso, e si abbandona al sogno e alla memoria;
– la fantasia di mutare paese risveglia in lui il ricordo della sua terra, l’Abruzzo, e apre la strada a sentimenti di nostalgia, rimpianto, desiderio;
– il paese natio rappresenta valori antichi, gesti che si ripetono sempre identici nei secoli; dà sicurezza;
– c’è posto anche per questo tipo di sentimenti in D’Annunzio.




