I rifiuti in Campania

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Paradossalmente, il libro Gomorra” di Saviano ci aiuta a vedere la questione delleemergenza rifiuti in Campania, scoppiata con particolare violenza nel 2008, quindi dopo la stesura di questo libro, in un altro modo, forse semplicemente più vero e intelligente, rispetto al primo giudizio formulato. Dovete sapere, infatti, che noi al nord abbiamo visto le manifestazioni fatte dai campani per impedire a tutti i costi che si realizzassero discariche nei loro comuni, come un’espressione di egoismo e di presunzione, come se la gente che vive in un comune del casertano o del napoletano non avesse alcun diritto a dirottare i rifiuti dalla sua cittadina ad altre della stessa regione o di altre regioni, come se loro non si rendessero conto del dovere che noi tutti abbiamo di condividere le responsabilità in questo campo, affinché il pianeta terra rimanga vivibile e non si trasformi in un territorio su cui l’uomo non potrà più vivere. In realtà loro questa degenerazione la vivono sulla pelle ogni giorno, nel caso di malattie cutanee, e anche sotto la pelle, nel caso di malattie tumorali, nel senso che nella loro regione già si sono sversati rifiuti, tossici e non, provenienti da altre regioni di Italia, e le loro manifestazioni sono solo il tentativo di impedire che alle discariche abusive si aggiungano anche quelle regolari, facilitando il ruolo del clan camorristi nello smaltimento dei rifiuti tossici di cui hanno già riempito vaste zone. Il libro termina proprio con Roberto, che ricorda quando, con il motorino, è passato attraverso la terra dei fuochi cioè quella zona a nord di Napoli, tra Qualiano e Giugliano, in cui si accendono inspiegabilmente fuochi densi e penetranti, in realtà commissionati dai boss ad alcuni ragazzini, un altro modo per gettare veleni sul territorio, cui Roberto si ribella con un ultimo disperato grido, quello con cui termina il libro.

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