Il fanciullino

Il fanciullino di Giovanni Pascoli

“E’ dentro di noi un fanciullino che non solo ha brividi, come credeva Cebes Tebano che primo in sé lo scoperse, ma lagrime ancora e tripudi suoi. Quando la nostra età è tuttavia tenera, egli confonde la sua voce con la nostra, e dei due fanciulli che ruzzano e contendono tra loro, e insieme sempre, temono sperano godono piangono, si sente un palpito solo, uno strillare e un guaire solo.
Il fanciullino
Ma quindi noi cresciamo, ed egli resta piccolo; noi accendiamo negli occhi un nuovo desiderare, ed egli vi tien fissa la sua antica serena maraviglia; noi ingrossiamo e arrugginiamo la voce, ed egli fa sentire tuttavia e sempre il suo tìnnulo squillo come di campanello. Il quale tintinnio segreto noi non udiamo distinto nell’ età giovanile forse così come nella più matura, perché in quella, occupati a litigare e perorare la causa della nostra vita, meno badiamo a quell’ angolo d anima d’onde esso risuona.”

Interpretazione de Il fanciullino

Per Pascoli il Fanciullino è la parte di noi che conserva intatti i caratteri di curiosità e di stupore rispetto a ogni cosa, propri dell’infanzia. In tutti si fa sentire nell’età infantile, quando confonde la sua voce con la nostra; una volta cresciuti, distratti dalle vicende della vita, non siamo nostro malgrado capaci di ascoltare “la vocina”. Il fanciullino rappresenta la capacità di cogliere l’irrazionale, ciò che è di bello e di poetico è contenuto in ogni cosa, egli è l’equivalente del sentimento poetico in generale (del modo di intendere la poesia di Pascoli).

Tecniche poetiche del fanciullino
Il fanciullino s’ispira allo stormire delle fronde, al canto dell’usignolo’. all’arpa che tintinna; rifugge le odi solenni da poeta-vate (come invece faceva il maestro Carducci). E se il fanciullino vede le cose in maniera discontinua, slegata, allora accosta immagini in maniera prelogica, se non irrazionale, così pure, frammentistica e analogica dovrà essere la sua poesia.

Il fanciullo vede solo i primi piani, non il prima e il dopo: tutto gli appare ugualmente importante, gli sfuggono le giuste dimensioni.

Per questo, prevale nella poesia pascoliana una disposizione paratattica, che giustappone, una dopo l’altra, le sequenze, senza rielaborarle nel giusto ordine
Tecniche poetiche del fanciullino
Il fanciullo non soffre di complessi di superiorità nei confronti della natura; semmai si immerge in essa, parla con gli animali e alle nuvole, s’immedesima coi fili d’erba.

Le sue parole sono quelle incontaminate della gente semplice di campagna: parlate dialettali, gerghi d’arti e mestieri, tutto contribuisce a ringiovanire l’espressione poetica.

Le facoltà del fanciullino nella loro primitiva semplicità permettono un livello di conoscenza superiore rispetto a quello che gli uomini possono raggiungere con i sensi e la ragione. Pascoli, attuando un rovesciamento del positivismo, crede che la scienza, anziché esaltare l’individuo, lo abbia reso consapevole dei suoi limiti. Ai poeti è dato il compito di superare gli schemi interpretativi della realtà, il poeta è in grado di cogliere il mistero che si nasconde sotto le apparenze, poiché conserva intatte le facoltà del fanciullino