Il fu Mattia Pascal

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di Luigi Pirandello

Relazione di Emiliano Ventura

VITA E BIBLIOGRAFIA

Luigi Pirandello, narratore e drammaturgo, nacque ad Agrigento nel 1867. Frequentò la facoltà di lettere all’Università di Roma, ma non soddisfatto si trasferì a Bonn dove si laureò in glottologia. Sposò Antonietta Portulano che si ammalò di pazzia. La follia della moglie e altre vicissitudini furono la causa della sua tormentata visione dell’esistenza che ritroviamo nei suoi scritti e nelle sue opere teatrali. Fu nominato nel 1929 Accademico d’Italia e nel 1934 fu insignito del premio Nobel. Morì a Roma nel 1936.
Dopo alcune raccolte di versi, esordì con romanzi inerenti al Verismo, come Lesclusa”, poi, approfondendo il dramma dell’individuo isolato in una realtà che gli è estranea, scrisse Il fu Mattia Pascal”e altri romanzi. Più tardi si dedicò al teatro dove emerse la tematica dellUmorismo (Pensaci Giacomino!”, Il berretto a sonagli”, La giara”.) e quella dell’annullamento della realtà e dello sdoppiamento (Enrico IV”, I sei personaggi in cerca d’autore”).

RIASSUNTO DELLOPERA

Dopo due premesse, il romanzo si apre con il racconto della giovinezza di Mattia, vissuta con il fratelli Roberto a Miragno, un paesino ligure. Alla morte del padre le proprietà di famiglia sono affidate all’amministrazione di un uomo ladro”, un certo Malagna, che si impadronisce pian piano di tutti gli averi. I ragazzi crescono comunque spensierati e, quando lodiato Malagna si sposa con Olivia, amata da Mattia, diventa padre di un figlio del ragazzo. A casa di Malagna si trasferiscono la vedova Pescatore e la figlia Romilda che Mattia è costretto a sposare perché aspetta un suo bambino. Da questo momento la vita di Mattia diventa infernale: odiato dalla suocera e ormai povero, va ad abitare in unumile casa dove muoiono le due gemelline di cui è diventato padre, e la sua cara mamma. Mattia cerca allora un lavoro e il suo amico Pomino gliene trova uno come bibliotecario. Un giorno, non soddisfatto del suo lavoro e angustiato dalle continue liti, decide di fuggire e va a Montecarlo, nel cui casino vince una forte somma. Sta per rientrare a casa, quando legge su un giornale che a Miragno è stato ritrovato nella gora del molino di Stia il cadavere di Mattia Pascal, suicida per dissesti finanziari. Dapprima è sconvolto dalla notizia, poi, ricco e libero, decide di non tornare e di rompere ogni legame con il passato. Cambia nome, ora è Adriano Meis, cambia aspetto tagliandosi la barba, getta via l’anello nuziale e l’unica cosa che gli resta del Mattia Pascal è l’occhio strabico. Viaggia per l’Italia e poi si stabilisce a Roma in una camera ammobiliata nell’appartamento di Anselmo Paleari. Qui si innamora di Adriana, la dolce e bella figlia del proprietario di casa. Cerca di migliorare anche il suo aspetto fisico facendosi operare l’occhio storto. L’equilibrio della vicenda viene interrotto dall’arrivo di Terenzio Papiniano, vedovo e cognato di Adriana: egli vorrebbe per sé la ragazza, ma questa ama Adriano. Ma il fatto di essere un uomo-ombra”, senza un’identità, non permette al nostro protagonista di sposare l’amata, di denunciare un furto subito da parte di Terenzio, di difendere la propria onorabilità in un duello, e fa maturare in lui la decisione di riprendersi la condizione di prima. Decide, così, di far morire Adriano Meis e lascia su un ponte del Tevere un biglietto e alcuni indumenti in modo che lo credano suicida. Tornato ad essere Mattia Pascal torna in Liguria. Prima va dal fratello e da lui viene a sapere che Romilda si è risposata con Pomino, ma, certo che al suo ritorno questo matrimonio verrà annullato, va a casa della moglie. Alla sua vista, Romilda sviene, la suocera urla come una pazza, Pomino è disperato al pensiero dell’annullamento. Mattia, di fronte a quella famigliola felice, con un figlio bello e sano, non fa più valere i suoi diritti. A lui non resta che tornare a fare il bibliotecario e di andare ogni tanto a portare i fiori sulla sua tomba.

TEMI FONDAMENTALI

I temi fondamentali del racconto sono più di uno. Il primo è quello del doppio visto, però, sotto diverse forme: come specchio” con la presenza di un personaggio identico, ma distinto (Mattia e Adriano), come gioco là dove per esempio si sottolinea l’identità dei nomi (Adriano- Adriana) e come fatto inquietante con il cadavere scambiato per Mattia.
Il tema della crisi d’identità di allaccia a quello del doppio. Mattia, infatti, ha un rapporto difficile non solo con il proprio io, ma anche con il suo fisico, e le sue crisi d’identità dipendono dalla sua predisposizione a sdoppiarsi in varie occasioni.
E presente anche il tema della famiglia: essa è vista come rapporto d’amore in quella di Mattia e sua madre, come prigione da cui evadere in quella di Mattia e sua suocera.
Non manca il tema della solitudine quando Mattia, diventato Adriano, si trova solo, costretto a mentire senza avere la possibilità di trovare amici veri.

 

ANALISI DEL TITOLO

Analizzando il titolo del romanzo si nota che il nome e il cognome del protagonista sono preceduti da due paroline il fu” che potremmo scambiare con colui che è stato”. Esse, quindi, fanno capire che il personaggio, così chiamato, è passato a miglior vita” e sono un invito a leggere per conoscere cosa sia successo a Mattia Pascal.

 

PERSONAGGI PRINCIPALI

MATTIA PASCAL – ADRIANO MEIS è il protagonista del romanzo. Egli stesso narra la sua incredibile vicenda, nella quale muore ben due volte, con un lungo flash-back. Non è un uomo particolarmente piacente e il suo occhio strabico lo porta ad aver un rapporto difficile anche con il proprio corpo. Ama la libertà e va in crisi quando si sente soffocare dalla condizione di marito e genero: si ribella al punto di rinunciare alla propria identità e di assumerne un’altra. Diventato Adriano Meis scopre la solitudine e l’impossibilità di far valere i propri diritti. Torna ad essere quello di prima, ma la realtà che scopre lo costringe ad accettare la sua condizione di uomo-ombra”.

ROMILDA PESCATORE è la ragazza, dapprima gentile e cortese, di cui si innamora Mattia. Lei resta incinta e lui la sposa. La ragazza cambia sotto la cattiva influenza della madre, iniziano i litigi, lei si imbruttisce e carica il marito delle sue sofferenze fino a portarlo all’esasperazione e al desiderio di libertà.

MARIANA DONDI (VEDOVA PESCATORE è una donna aspra, dura e malvagia, lotta perché sua figlia Romilda non sposi Mattia, da lei ritenuto un uomo inetto. E la causa dei litigi tra i due sposi: odia Mattia e mette zizzania tra di loro.

ADRIANA PALEARI è una dolce ragazza, gentile ed educata ed è la figlia del proprietario dell’appartamento dove prende alloggio Adriano Meis. Si innamora di lui che contraccambia il suo amore e lo cura con devozione quando si opera l’occhio strabico. Tra loro c’è solo un bacio rubato durante una seduta spiritica. Mattia vorrebbe sposarla, ma privo dei diritti civili, scompare fingendo un suicidio. Le reazioni della giovane a questo episodio sono narrate solo come le immagina Mattia.

ANSELMO PALEARI è il padre di Adriana. E un vecchietto che ama la filosofia e lo spiritismo, è un po noioso quando parla a Mattia delle sue riflessioni ed è un uomo del tutto estraneo alla vicenda.

TERENZIO PAPIANO è, con la vedova Pescatore, un antagonista. Egli è il cognato vedovo di Adriana e ha messo gli occhi sulla ragazza. E un tipo losco, falso e ladro, infatti è lui a derubare Adriano che non può denunciarlo per la solita mancanza dei diritti civili.

SILVIA CAPORALE è una signorina zitella che abita in casa Paleari. E un personaggio non importante nella vicenda, ma Pirandello nel descriverla brutta, come una maschera di Carnevale, ci fa capire che in un aspetto comico si può nascondere un dolore.

LUOGHI

Pirandello in questo romanzo trasferisce le vicende lontano dalla sua Sicilia, in una Liguria poco delineata. La vita di Mattia Pascal si svolge a Miragno, paesino ligure che si trova a mezzora di treno” da Oneglia, nelle vicinanze di Alenga (Albenga). I luoghi aperti descritti sono le proprietà terriere (olivi, vigneti, mulini) dove Mattia e il fratello Roberto trascorrono la loro infanzia e adolescenza. Solo nel capitolo Maturazione” si parla del mare, la cui vista dà al protagonista uno sgomento attonito”, mentre la vicenda si conclude nel cimitero di Miragno. In questo contesto i luoghi chiusi sono rappresentati dalla prima grande casa dove nasce e cresce Mattia, un’abitazione formata da una fuga di stanze” odoranti di cose antiche”. La seconda casa, dove Mattia è costretto a trasferirsi da sposato, è modesta, arredata con mobili vecchi e nuovi e ha le pareti tappezzate da stampe non brutte. La biblioteca Boccamazza, dove Mattia fa il bibliotecario, è una chiesetta sconsacrata, definita una vera babilonia di libri”.

Importante è il casino di Montecarlo, dall’elegante entrata a otto colonne, chiamato il tempio della Fortuna”; esso è un luogo sontuoso, provvisto di cinque sale, arredate con divani imbottiti messi giro-giro ai tavoli da gioco.

Infine c’è la casa di zia Scolastica dove il protagonista va ad abitare al suo ritorno a Miragno.

Il treno è il luogo chiuso dove Mattia Pascal apprende la notizia della sua morte e si trasforma in Adriano Meis costruendo con la fantasia un suo passato. Segue un lungo elenco di città italiane e non, poco descritte, ci si sofferma solo sul lungo Po torinese da dove Adriano, ebro della sua libertà”, ammira un tramonto, e su Milano descrivendo la nebbia che avvolge la città, facendone un triste ritratto.

Adriano Meis prende fissa dimora a Roma, ma i luoghi aperti della sua permanenza sono poco descritti: si parla del Lungo Tevere in costruzione e in particolare di Ponte Margherita dove inscena il suo finto suicidio. Luogo aperto si può considerare il balconcino della sua stanza dal quale ammira luoghi e monumenti romani soltanto elencati e, sostando su di esso, si innamora di Adriana affacciata al balconcino vicino.
I luoghi chiusi frequentati da Adriano sono casa Paleari, sita in via di Ripetta, un’abitazione borghese, abbastanza ampia, ma dal corridoio lungo e buio, e la sua stanza che invece è luminosa, con due grande finestre prospicienti il Tevere, con una tappezzeria chiara, bianco-celeste e uno stipetto dove egli nasconde i suoi soldi. Adriano frequenta anche la casa del marchese Giglio dAuletta, una dimora ricca, con sontuosi saloni, ed è qui che viene sfidato a duello da Bernaldez, il pittore spagnolo.

 

TEMPO – CRONOLOGIA

Non vi è nel libro una collocazione temporale precisa, comunque si può dedurre che siamo fine 800 e inizio 900 dalle notizie di quanto accade politicamente tra Germania e Russia pubblicate sul giornale che Mattia legge in treno. Nel capitolo Il ritratto di Minerva” si parla anche della restituzione di Roma al Potere Pontificio, quindi l’impresa di Porta Pia” era già compiuta (1870).Ciò è avvalorato anche dal fatto che la costruzione del lungotevere inizia dopo il 1870 e il primo palazzo del quartiere Prati” fu eretto nel 1871.
La cronologia dei fatti è regressiva, infatti lo scrittore ricorda vicende già avvenute, partendo addirittura dalla sua infanzia. Solo alla fine del romanzo si torna al presente nella biblioteca di Miragno. Quindi tutta la storia di Mattia è un lungo flash-back che inizia dopo una doppia premessa del narratore.

 

NARRATORE

Il narratore è interno al romanzo, infatti è il protagonista a raccontare in prima persona. E presente la focalizzazione interna perché il narratore racconta solo ciò che vede e vive il protagonista.

 

STILE

Nel romanzo prevalgono sequenze narrative. Esse sono affiancate da quelle del dialogo e della riflessione. Il linguaggio è chiaro, ricco e semplice ed è presente l’uso di vocaboli rari, come per esempio serpolato”, participio di serpolare” che deriva da serpula” (piccola serpe). La presenza di due premesse e di un titolo per ogni capitolo rivela una tipologia umoristica e Pirandello, rendendo ironico il linguaggio del protagonista, già scrive con un gusto teatrale. Quest’ultimo è presente soprattutto nell’ultimo capitolo intitolato proprio Il fu Mattia Pascal”.

 

DESTINAZIONE ROMANZO

Il fu Mattia Pascal” è un romanzo destinato ad un pubblico vastissimo, può essere letto dalla prima giovinezza alla vecchiaia perché è divertente e nello stesso tempo attualissimo. Esso sottolinea un aspetto sempre presente nella persona: quello che si è e quello che si vuole apparire.

 

BREVE VALUTAZIONE

Leggere questo romanzo è stato per me piacevole, mi sono divertito e ho potuto riflettere sul doppio della natura dell’uomo. In esso, secondo me, è presente tutta la genialità di Pirandello che con il suo scritto ha arricchito le mie conoscenze con le sue costruzioni sintattiche e la ricchezza del vocabolario. E una lettura che tutti dovrebbero fare.

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