Il mio nome è Asher Lev


di Chaim Potok

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1. Chi è il narratore?

Risposta: Asher Lev

2. Qual è il punto di vista dal quale viene condotta la narrazione?

Risposta: Il punto di vista interno, di Asher che racconta la sua esperienza

3. Tempo della storia e tempo del racconto coincidono sempre? Ci sono rallentamenti o accelerazioni? Dove?

Risposta: In genere coincidono nella prima parte. Poi, quando il padre incomincia ad andare in Europa per conto del Rebbe, il ritmo viene accelerato, scandito dai viaggi del padre, della madre e, infine, di Asher. Sono presenti molte ellissi.

4. Chi o che cosa può essere considerato l’antagonista del protagonista?

Risposta: Non il padre, ma la tradizione chassidica, che non ammetteva che una persona andasse dietro a sciocchezze come la pittura, oltretutto accostandosi al nudo femminile o a personaggi cos’ invisi, come il Cristo.

5. Chi sono i suoi aiutanti?

Risposta: Yudel Krinsky, Jakob Kahn, ma perfino, per certi versi, la madre di Asher, Rivkeh Lev, il Rebbe e il Mashpia.

6. Assentì con il capo, lentamente. << A volte il Ribbono Shel Olom è crudele. Che male gli avrebbe fatto tenere la sitra achra lontano da te? Asher, non dimenticare la tua gente. Questo è tutto ciò che ti chiedo. Questo è tutto ciò che mi è rimasto da chiederti>>.”

a. Chi sta parlando ad Asher Lev?

Risposta: suo padre, Arieh Lev

b. In quale punto dell’intreccio ci troviamo?

Risposta: quando il padre e la madre ritornano dagli Stati Uniti nel settembre 1956. Ormai Asher è già stato affidato a Jacob Kahn e ha compiuto definitivamente la sua scelta.

c. Chi è il Ribbono Shel Olom? Perché qui viene definito crudele?

Risposta: è Dio, che destinando misteriosamente Asher alla pittura, lo ha indirizzato su una via diversa da quella concepita dal padre.

d. Che cos’è la sitra achra?

Risposta: Il potere demoniaco, satanico, che si esprime nelle repressioni di Stalin, nei gentili, nei cristiani, ma anche nelle tentazioni della carne.

e. In che senso viene chiesto ad Asher di non dimenticare la sua gente?

Risposta: nel senso di non tradire le tradizioni

7. Chi è Reb Yudel Krinsky? Quale rapporto si instaura tra lui ed Asher?

Risposta: è un ebreo scampato al gulag siberiano. Gestisce una cartoleria, e aiuta Asher a procurarsi il materiale necessario per dipingere. Alla fine del romanzo, però, mostra di non condividere le scelte artistiche di Asher.

8. Chi è Jakob Kahn? Quale rapporto si instaura tra lui ed Asher?

Risposta: è un pittore e scultore ebreo, incaricato dal Rebbe di guidare Asher ad un utilizzo il più ortodosso possibile del suo dono”, anche se poi lo condurrà per sentieri artistici tutt’altro che ortodossi.

9. Nel capitolo primo del primo libro, Asher Lev, presentandosi, dice che non intende chiedere scusa per la sua attività di pittore, perché è assurdo chiedere scusa per un mistero”. Spiega questa frase

Risposta: Asher è dotato di un dono, che non si è imposto da solo. Anzi è proprio Dio, il Ribbono Shel Olom, che ha voluto che possedesse una abilità straordinaria nel dipingere, che è anche la responsabilità alla quale Asher non può venir meno.

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