Il Montalbano


ricerca di geografia – toscana

L’area del Montalbano, che si estende per 16.000 ettari nella zona compresa tra le province di Firenze, Pistoia e Prato, è il luogo ideale da cui visitare tutta la Toscana, essendo in posizione centrale e vicino alle maggiori città d’arte: Firenze, Pisa, Lucca, Siena, vicino al mare ed alla montagna
Il paesaggio dominante è quello collinare, con la vite coltivata in pianura o in alcuni terrazzamenti, olivi diffusi sui pendii più alti e boschi di castagni, sulle sommità.

Il Monte Albano è stato abitato dagli Etruschi, dai Romani (come testimonia il nome, era il luogo dove si vedeva prima spuntare l’alba o il luogo in cui il sole illuminava prima degli altri), sembra che ci sia passato Annibale (e vi ha perso un occhio), e i Medici l’hanno fatto riserva di caccia.
Per le sue foreste ci cacciava Ferdinando I. Martore, picchi, tassi, istrici, scoiattoli, gufi, civette, sparvieri. Qualcuno sostiene di aver visto anche delle volpi. Non è raro oggi giorno che si organizzi una battuta di caccia al cinghiale.
In epoca rinascimentale i Medici usarono il Montalbano come una immensa unica riserva di caccia, e vi costruirono una serie di ville satellite lungo il perimetro. Verso nord la Villa di Poggio a Caiano e la Villa di Artimino, nei cui sotterranei è allestito il Museo Archeologico. La Villa di Poggio a Caiano, circondata da un parco che alterna giardini all’italiana e all’inglese, presenta sontuosi interni con affreschi e mobili d’epoca. La Villa di Artimino, soprannominata Villa dei Cento Camini, custodiva al cuo interno la celebre raccolta delle l’unette dipinte da Giusto Utens alla fine del Cinquecento che raffiguravano le numerose ville possedute all’epoca dai Medici: l’intera raccolta è atualmente custodita nel capoluogo toscano presso il Museo Firenze com’era.
L’area compresa tra le due ville medicee era inclusa nell’immensa riserva di caccia granducale, denominata Barco reale, che si inoltrava fino alle dimore medicee della Magia presso Quarrata e di Montevettolini, entrambe in territorio pistoiese. La parte attualmente fruibile del Barco è una vasta macchia ai piedi della collina di Bonistallo, nei pressi di Poggio a Caiano.
Ben lo sapevano i Medici quando fecero costruire il Barco Reale Mediceo. Una riserva di caccia di 50 Km quadrati dentro la quale nessuno poteva entrare tranne i regnanti. Birri armati e un alto muro proteggevano la selvaggina che vi viveva. Il Barco (che significa riparo) è forse stata una delle prime aree protette in Toscana. Lo è tutt’oggi sottoposta a vincolo paesistico della Regione. Oggi ci sono solo i resti di quell’imponente muro con la vegetazione che spesso vi è cresciuta sopra.

Barco

Barco reale

Cosa si dice del Montalbano oggi.

Non ci si accorge della sua presenza perché non è un vero e proprio monte ma una serie di colli attaccati l’uno all’altro. Messo proprio al centro della Toscana superiore lo vedi un po dovunque: lo vedi da Prato, da Pistoia, da Montecatini, da Empoli. Testimone silenzioso del passaggio delle stagioni. Se c’è la neve sul Monte Albano vuol dire che fa parecchio freddo; se c’è qualche incendio vuol dire invece che è parecchio caldo e secco.

Piace guardarlo mentre si guida puntando lo sguardo in direzione di Castra, un gruppo di case che si abbarbicano su in salita, che sembrano un piccolo presepio, specialmente di notte.

Ci sono una miriade di piccole chiese romaniche sparse e soprattutto nascoste nelle pieghe del Monte Albano. Intatte e affascinanti. Molte di queste per raggiungerle bisogna fare diversi chilometri a piedi.
La Chiesa di San Jacopo a Pulignano del XII secolo ha una l’unetta sopra la porta fatta a conci in pietra serena e marmo bianco. Poco prima del tramonto destate la luce del sole filtra da una finestrella e illumina proprio l’altare. La vista è stupenda. Olivi e vigneti.
La Chiesa di San Giovanni Battista fatta prima dell’anno mille in località SantAnsano in Greti. Vicinissima c’è una pizzeria Il Frantoio, dove fanno una delle pizze più buone della zona. Obbligatorio ordinare le ciotoline calde.
LAbbazia di SanGiusto, del XII sec., è molto bella. Ed è anche in una posizione strategica: vicinissima a una piscina dove gli empolesi vengono a rinfrescarsi destate, a pochi passi da un piccolo campeggio, Camping San Giusto appunto. Pieno di stranieri ma il posto ideale per far partire le escursioni nella Toscana circostante. Se si vuole stare un po più comodi niente alberghi: e consigliato di soggiornare in agriturismo. Ce ne sono tantissimi. L’importante è che siano produttori di Ol’io extra vergine e di Vino.

Numerose sono infatti le fattorie storiche della zona che producono attualmente olio e vino, tra le quali spiccano la Tenuta di Capezzana e la Fattoria di Artimino. La zona del Montalbano è vocata alla produzione di eccellenti vini rossi, tra i quali spicca su tutti il Carmignano DOCG, a base di Sangiovese e Cabernet franc (uva “francesca”). Di ottima qualità sono anche il Chianti Montalbano DOCG e il Barco Reale DOC, oltre al Vin Santo di Carmignano e al tipico “Vin Ruspo”.

L’area del Montalbano è particolarmente adatta per passeggiate ed escursioni, che si possono effettuare su una estesa rete di percorsi pedonali e ciclabili che raggiungono località collinari immerse nel verde, siti archeologici, boschi antichissimi come il lecceto di Pietramarina.
L’insediamento umano è caratterizzato da signorili ville padronali, eleganti fattorie e numerose case coloniche dislocate sui vari poderi.
Per questa zona, in considerazione del determinante intervento dell’uomo sull’ambiente, è stata utilizzata l’appropriata definizione di campagna-giardino, a sottolineare il grande rilievo che ha avuto nel Montalbano l’azione dell’uomo-agricoltore, che ha reso ancora più bella e produttiva questa zona mediante terrazzamenti, vigneti ed oliveti disposti sui terreni collinari.
Oggi il Montalbano è area di turismo ecologico: si è sviluppata con successo una gestione agrituristica dell’area, in una compenetrazione sinergica ed originale di attività agricole, sia tradizionali che inconsuete (dalla produzione dell’olio e del vino a quella del miele, dei formaggi, delle confetture, delle erbe officinali) con operazioni di valorizzazione delle bellezze naturali della zona, attraverso la realizzazione di percorsi trekking, punti attrezzati per la sosta, l’istituzione di foresterie…