Il natale di Poirot

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Agatha Christie

Relazione di narrativa

Titolo: il libro s’intitola “Il natale di Poirot”. Si svolge nei primi anni del 1900, la vicenda del libro dura una settimana.

Autore: L’autrice di questo libro è Agatha Christie, scrittrice di racconti gialli.

Riassunto: Qualche giorno prima di Natale, un anziano signore inglese di nome Simeon Lee, che non vedeva alcuni dei suoi figli da quasi vent’anni, decise di invitarli per Natale con le loro mogli e l’unica nipote.
Prima di cena a casa Lee giunse Sudgen, un tenente della polizia che doveva raccogliere dei fondi, ma se ne andò dopo che aveva parlato con Simeon. Finita la cena si sentì provenire dal piano superiore il rumore di porcellana rotta, di mobili che cadevano e un urlo. I familiari dovettero sfondare la porta della stanza di Simeon per entrarci, perché era chiusa dall’interno. Quando riuscirono ad aprire la porta, videro l’anziano signore che giaceva per terra in una pozza di sangue. I familiari chiamarono il tenente Sudgen, che si fece restituire le prove che aveva raccolto Pilar dal pavimento.
 Il tenente Sudgen, con l’aiuto di Poirot e del colonnello Johnson, iniziò gli interrogatori a tutti i familiari, molto scossi da ciò che era successo.
Dagli interrogatori non riuscirono a capire molto.
Intanto Pilar era quasi stata uccisa da un sasso che era sullo stipite della sua porta.
Poi scoprirono che Stephen era un grande amico dei figli di Farr e che Pilar non era la nipote spagnola, ma una sua amica. Pilar era morta colpita da una bomba.
Poirot scoprì che l’incidente accaduto a Pilar era stato causato dall’assassino che aveva scoperto che lei sapeva qualcosa del delitto. Infatti, al momento del delitto, era vicino alla stanza in cui era morto Simeon, nascosta dietro alcune statue.
Ormai Poirot aveva capito che il colpevole era Sudgen.  Simeon, infatti, aveva vissuto per molto tempo in Sudafrica e poteva avere benissimo figli illegittimi. Uno di questi era Sudgen che era tornato per vendicarsi. Con la scusa di raccogliere fondi, era andato nella stanza di Simeon, e lo aveva ucciso. Poi aveva ammucchiato mobili e porcellane, legandoli con un sottile filo che aveva lasciato penzolare dalla finestra, ad un capo del filo aveva legato un palloncino gonfio tappato da un pezzo di legno, in modo che, quando avesse tirato il filo, la pigna di mobili sarebbe caduta e il palloncino avrebbe fatto l’urlo: aveva anche sparso sul pavimento sangue d’animale.
Tentò anche di uccidere Pilar, perché una volta lo aveva paragonato a Simeon Lee e Sudgen aveva pensato che lei lo avesse riconosciuto.
Poirot arrivò a queste conclusioni, perché aveva preso un ritratto del signor Simeon da giovane e gli aveva messo dei baffi simili a quelli del tenente, e aveva notato una somiglianza.

Personaggi:
–          Pilar Estravados: era una bella ragazza dai capelli neri, occhi scurissimi e carnagione scura, solare e piena di vita. Figlia di uno spagnolo e dell’unica figlia di Simeon.
–          Stephen Farr: una giovane aitante, col naso grosso e le spalle quadrate. Molto gentile, anche se alla fine si rivela un truffatore.
–          Horbury: il cameriere di Simeon Lee.
–          Johnson: il capo della polizia
–          Alfred Lee: un uomo abbastanza massiccio, di mezza età, gentile, occhi castani, voce chiara e tranquilla. A primo impatto sembra un uomo pigro.
–          David Lee: capelli biondi, occhi azzurri, volto giovanile, carattere apprensivo.
–          Gorge Lee: un politico molto puntiglioso di 41 anni, occhi pallidi e azzurri.
–          Harry Lee: uomo alto e robusto, portamento elegante e lineamenti decisi; carattere ribelle.
–          Hilda Lee: moglie di David Lee, donna grassoccia, non bellissima, ma con un fascino tutto suo.
–          Lydia Lee: moglie di Alfred Lee; decisa, voce splendida, ha il viso un po’ bruttino.
–          Maude Lee: moglie di Gorge; bionda, magra, ma inespressiva.
–          Simeon Lee: uomo dall’aspetto fragile, che nascondeva un carattere forte, naso aquilino e occhi neri.
–          Hercule Poirot: protagonista del racconto. Celebre investigatore dai baffetti neri.
–          Sudgen: uomo alto, robusto, con baffi castani.
–          Tressilian: il maggiordomo di casa Lee.

Spazio: tutta la vicenda si svolge in casa Lee.

Tempo: La vicenda si svolge nei primi anni del’900 e il tutto si svolge in sei giorni. Il racconto si basa su scene dialogate e i fatti si susseguono “in tempo reale”. Negli interrogatori sono presenti molti flashback.

Stile: L’autrice usa un linguaggio molto usato nel periodo in cui scrisse il libro, quindi non molto recente ma scorrevole e comprensibile, con qualche parola straniera.

Tecniche narrative: Nel libro prevale il discorso diretto.

Narratore: Il narratore è esterno e onnisciente: racconta tutto in terza persona.

Tematiche: Penso che il tema “Omicidi” nell’ambito familiare sia molto più ricorrente oggi, che in passato.

Commento: Questo libro mi è piaciuto molto; perché, come in tutti i libri gialli, il colpevole è sempre la persona che meno ci si aspetta!

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