Il più grande uomo scimmia del Pleistocene

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Roy Lewis

Relazione del libro mensile di Francesco Galli

TITOLO:  Il più grande uomo scimmia del Pleistocene

AUTORE: Roy Lewis

EDIZIONI: Adelphi

GENERE LETTERARIO: Fantascienza

 

TITOLO:

Il titolo del libro è “IL PIU’ GRANDE UOMO SCIMMIA DEL PLEISTOCENE”. Il testo è stato pubblicato dalla casa editrice ADELPHI.

 

AUTORE:

Roy Lewis nasce il 6 Novembre 1913 a Belfast, la sua famiglia si era trasferita lì dall’ Inghilterra.

Lewis appartiene ad un solido ambiente borghese dove la cultura intellettuale ha un ruolo importante e la formazione professionale dei figli viene seguita con molta cura.

Dopo gli anni della guerra, rientra in Inghilterra e riprende la sua carriera di giornalista.

La sua professione lo porta a viaggiare in continuazione, non solo in Asia ma anche in Africa. Durante uno dei suoi viaggi incontra, in Kenia, il paleoantrpologo Louis Le Achei. Da questo incontro, ha origine l’idea di trasferire tutto in un libro che diventerà “il più grande uomo scimmia del Pleistocene”.

RIASSUNTO:

Il romanzo scritto da Roy Lewis racconta la storia di un’orda di uomini primitivi, stanziati nell’Africa centrale verso la fine del Pleistocene, che grazie alla scoperta del fuco riescono a migliorare le loro condizioni di vita.

La scoperta è a opera del capo orda Edward, padre dell’io narrante Ernest e dei suoi fratelli Oswald, Wilbourn, Alexander.

La figura dell’emergente inventore, Edward, contrasta con quello dello zio Vania, un ominide ancora arboricolo che guarda con diffidenza tutte le innovazioni.  L’ingegnoso cavernicolo scopre infatti, con l’aiuto dei suoi familiari, la lancia scottata sul fuoco, la cottura del cibo, la pittura parietale, l’arco e spinge i suoi figli  procreare con ragazze di un’altra orda.

Lo spirito creativo e altruista di Edward si scontra però ance con quello avido ed egoista dei suoi figli, i quali non vorrebbero la diffusione delle novità, per assicurarsi la predominanza sulle altre orde. I figli infatti arrivano ad uccidere il padre per impedire la diffusione dell arco e del fuoco.

Un incendio doloso infatti causato dall’inesperienza nei confronti del fuoco da parte di Edward, costringe l’orda a cercare un altro insediamento.

Dopo giorni di cammino giungono in una terra fertile abitata però da ominidi poco evoluti.

Il padre fa credere ai figli con l’astuzia, che l’unico modo per accattivarsi i favori dell’orda, sia quello di insegnargli l’uso del fuoco. Quando i figli verranno a conoscenza dell’intenzione del padre di diffondere la sua nuova scoperta, l’arco, decideranno di fermarlo con un gesto estremo, la morte.

 

PERSONAGGI:

ZIO VANIA: è un ominide arboricolo diffidente verso le innovazioni;

EDWARD: capo dell’orda e brillante inventore;

ERNEST: figlio di Edward, è il narratore;

OSWALD, ALEXANDER, WILBURN: fratelli di Ernest

GRISELDA, HONORIA, CLEMENTINA, PETRONILLA: mogli dei figli di Edward

 

AMBIENTAZIONE:

Questo romanzo è ambientato nell’Africa Centrale.

 

TEMPO:

Questo romanzo è ambientato circa tre milioni di anni fa.

 

NARRATORE:

Il narratore è interno; più precisamente è ERNEST

 

COMMENTO:

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene è un libro che introduce con grande ironia e simpatia la preistoria.

Di facile e semplice lettura, coinvolge il lettore proiettandolo in una realtà avvincente e piacevole.

Il mio giudizio personale su questo libro è molto positivo perché anch’io sono stata catturata dall’originalità dell’argomento trattato.

Il personaggio che ritengo più simpatico è quello dello zio Vania, uno sfortunato brontolone che fatica ad adattarsi alle innovazioni.

di Morani Amanda I °F

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