Il rogo di Berlino

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Helga Schneider

Noelle La Mattina & Morani Amanda 2°F

Relazione libro Helga Schneider
“Il rogo di Berlino”

TITOLO: il rogo di Berlino

AUTORE: Helga Schneider. Nacque in Polonia nel 1937. nel 1941 quando aveva 4 anni e il suo fratellino neppure 2, la madre che aveva il marito al fronte, li abbandonò per diventare la prima ausiliaria delle SS e poi guardiana al campo femminile di Ravensbruck e successivamente di Auschwitz-Bierkenau.
Visse in Germania, in Austria e ora vive in Italia. Ha pubblicato il rogo di Berlino, porta di Brandeburgo, il piccolo Adolf non aveva le ciglia e lasciami andare, madre. Esordì nel mondo letterario nel 1945 con il rogo di Berlino che fu un autentico caso editoriale. Nel 1963 si stabilisce a Bologna dove vive e lavora, essendo diventata cittadina italiana. Nel 1998 decide su invito di un’amica di andare a rivedere la madre molta anziana per l’ultima volta; ma questo incontro la sgomenta e la fa stare male fisicamente.
Helga vuole sapere, vuole capire come può un essere umano abbandonare due figli per inseguire un sogno di morte.

Riassunto: A Vienna, nel 1971 una giovane donna, Helga, ritrova finalmente la madre dopo molti anni di distanza. Questo incontro, sconvolge Helga, poiché la ritrova ancor più convita dei suoi ideali per i quali essa aveva abbandonato sia lei che il fratello per seguire le SS. Helga nacque in Polonia e trascorse la sua infanzia a Berlino, dove racconta cinquant’anni di solitudine, a causa la sua matrigna troppo impegnata a soddisfare il fratellino per capire le sue esigenze ed è costretta a rinunciare all’infanzia per colpa della guerra. L’unica persona che gli si avvicina emotivamente è il nonno Opa, a cui Helga si lega molto, tanto da rischiare la sua vita pur di accompagnarlo a prendere la razione settimanale di acqua. All’arrivo dei russi, la situazione peggiora, trascorrono giorni in cui si teme l’arrivo dei bolscevichi non come liberatori, ma come nuovi oppressori, si cerca di salvare invano le donne dagli stupri. Quando finalmente il conflitto finisce, rimane solamente un cumulo di macerie, una città prima bella e successivamente ridotta ad un misero cumulo di macerie.

Personaggi: i personaggi di questo racconto autobiografico sono:
• Helga: protagonista del romanzo, visse una parte dell’infanzia con la nonna, giusta ma severa, che le ha insegnato i valori della vita. Quando la nonna di Helga muore, lei e il fratello si trasferiscono a vivere con la loro matrigna, Ursula. Ella, sin dal primo momento, si affeziona molto a Peter, il fratellino di Helga, trascurando così quest’ultima che veniva considerata la causa di tutti i mali della famiglia. Helga fu costretta così a crescere sola, e visse così fino al momento in cui conobbe Opa, al quale si affezionò molto.
• Peter: fratello di Helga, ragazzino terribile e viziato dalla matrigna, sempre considerato un angelo dalla stessa, risulta invece essere il più indisciplinato dei due. Quando Peter rivide la sorella tornare dal collegio, tra i due si instaura un rapporto conflittuale, in quanto Peter voleva avere l’affetto della matrigna solo per sé. La lunga assenza della sorella porta Peter a cancellare ogni istintivo affetto per Helga.
• Ursula: matrigna, cerca sempre di conservare un certo stile e aspetto anche in tempo di guerra. Con i suoi figli usa da subito due pesi e due misure: con Peter trova sempre una scusante, mentre per Helga non ci sono santi che tengano. Ella critica anche il precedente metodo educativo, considerandolo troppo permissivo. Dal suo comportamento nasceranno alcuni episodi che porteranno la divisione tra le due e la rottura del rapporto madre-figlia.
• Opa: uomo gentile ed intelligente, critica il comportamento di Peter e quello della matrigna, accusandola di averlo viziato. Il rapporto tra Opa e Helga si rafforza sempre di più col passare del tempo, dando così vita ad un legame insolubile tra i due.

Linguaggio: il linguaggio risulta essere scorrevole e di facile comprensione. Inoltre non compaiono che alcune espressioni in tedesco, il cui significato può però essere appreso dal contesto.

Spazio: lo spazio in cui si svolge l’intera vicenda è uno: la cantina dell’edificio in cui i protagonisti vivevano. Questo luogo, però non funge solo da sfondo per la vicenda, anzi, contribuisce a diffondere su tutti i suoi occupanti un senso d oppressione e amplifica la loro scontentezza.

Tempo: la vicenda si svolge in una decina d’anni, e gli eventi si svolgono in ordine cronologico (come viene indicato dalla data posta ad ogni inizio di capitolo) è presente un flashback che corrisponde alla narrazione stessa del libro da parte di Helga.

Tecniche: il narratore è interno alla vicenda e corrisponde ad un personaggio (Helga), fabula ed intreccio non coincidono poiché nel testo sono presenti alcune analessi ed alcune prolessi. Si ha una netta prevalenza del discorso diretto, al quale si affiancano delle descrizioni del paesaggio e alcuni monologhi interiori di Helga.

Commento: il libro ci è piaciuto. Mostra la guerra vissuta da chi la subisce la subisce: i civili. Aiuta a riflettere su come i tedeschi stessi una volta arrivati all’esasperazione odiassero Hitler, colui che per realizzare una sua utopia, ha sacrificato milioni di vite.
La storia ci viene raccontata da una adulta, ma dal suo racconto emergono alcuni elementi che ci permettono di capire che dentro di sé l’autrice si sente ancora la bambina di un tempo.

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