Il regime giuridico dello spazio aereo

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di Irma Lanucara

Nell’attività di navigazione è fondamentale tenere conto dello spazio aereo. Il problema è che lo spazio aereo non ha dei confini precisi come quello terreno e quindi è necessario che ci siano delle regole stabilite sia dal diritto aeronautico dei singoli stati, sia dal diritto aeronautico internazionale.

Questo argomento è stato trattato per la prima volta nel 1910, in occasione del Congresso internazionale di Verona. In seguito si è giunti a stabilire che ogni singolo stato è sovrano sullo spazio aereo che lo sovrasta, ma i confini di questo spazio non possono essere naturali, cioè non sono confini che si possono vedere precisamente, ma sono solo confini giuridici, cioè stabiliti dalla legge. Le regole e le leggi che riguardano lo spazio aereo sono state stabilite dalla convenzione di Parigi (1919), dal codice della navigazione e dalla convenzione di Chicago.

In ogni Stato ci sono delle zone dello spazio aereo in cui è sempre vietato circolare e delle zone in cui invece è vietato solo per determinati periodi di tempo. Quindi gli aeromobili stranieri possono circolare in uno spazio aereo solo se sono autorizzati dal ministro della difesa del paese interessato e quando ciò sia stabilito dalle convenzioni internazionali.

La conferenza di Chicago ha cercato di rendere possibile una maggiore liberalizzazione della circolazione aerea internazionale. In quella occasione vennero stabiliti dei principi fondamentali, chiamati “Le cinque libertà dell’aria”, divise in tecniche (le prime due) e commerciali (le ultime tre), perché legate alle esigenze commerciali del trasporto aereo. Successivamente il numero delle libertà dell’aria arrivò a otto.

Ci sono anche delle regole che limitano la libertà di circolazione aerea, stabilite sia dalla convenzione di Chicago sia dal codice della navigazione. Ad esempio in alcune zone del territorio italiano la circolazione aerea può essere vietata per motivi militari o di sicurezza pubblica. La convenzione di Chicago stabilisce inoltre che lo Stato sorvolato può limitare o vietare la circolazione aerea e, in caso di violazione, possa obbligare all’atterraggio in determinati aeroporti.

Il diritto spaziale

Dal lancio del primo Sputnik, avvenuto nel 1957, le attività spaziali sono andate aumentando. La grande quantità di satelliti artificiali, sonde, veicoli spaziali, ha reso necessaria una regolamentazione internazionale. Infatti oggi, oltre agli Usa e alla Russia, sono molti i paesi che contribuiscono alla ricerca e allo sviluppo nel settore. I problemi più discussi riguardano principalmente la questione seguente: i mezzi che vanno nello spazio devono essere controllati solo dagli stati che li hanno lanciati oppure devono essere controllati anche dagli stati che da questi mezzi vengono in qualche modo sorvolati? Tra le più importanti fonti internazionali sul diritto spaziale ricordiamo una dichiarazione dell’ONU del 1963, nella quale si stabilisce che lo spazio cosmico deve essere esplorato solo per scopi benefici e nell’interesse dell’umanità intera e che le ricerche devono essere effettuate solo per scopi scientifici. Inoltre si stabilisce la libertà di esplorazione per tutti i paesi e il divieto di compiere qualsiasi operazione militare.

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