Il regime nazista

dalla Storia contemporanea

di Carlo Zacco

Il regime nazista

 

La Repubblica di Weimar

Problemi del dopoguerra. La ripresa dopo la guerra fu difficile: il trattato di pace era stato molto punitivo per la Germania, costretta a cedere importanti territori e a pagare un pesantissimo risarcimento.

Fine dell’Impero. Dopo la sconfitta Guglielmo II abdicò e in Germania venne instaurata la Repubblica. Si formò un governo provvisorio guidato dal partito socialdemocratico, che voleva a tutti i costi evitare una  rivoluzione socialista come era avvenuto in Russia.

La rivolta degli Spartachisti. I partiti di sinistra, socialisti indipendenti e la cosiddetta Lega di Spartaco (il partito comunista tedesco) invece volevano la rivoluzione: nel 1919 gli spartachisti tentarono un’insurrezione; il ministro degli interni Noske operò una durissima repressione, alla quale presero parte i cosiddetti Corpi Franchi, gruppi armati di estrema destra che uccidevano gli spartachisti. In questo contesto morì Rosa Luxemburg, importante capo del movimento.

La Repubblica di Weimar. Pochi giorni dopo il governo provvisorio elesse l’assemblea costituente, col compito di elaborare la nuova costituzione per il nuovo Stato, che venne chiamato «Repubblica di Weimar», dal nome della città  in cui si riuniva l’assemblea. La costituzione che venne fuori era molto avanzata per l’epoca, frutto di un accordo tra i tre principali partiti:

1)     il partito socialdemocratico;

2)     il Partito Zentrum (simile al partito popolare italiano);

3)     il Partito democratico.

Tuttavia la nuova costituzione  non ebbe l’appoggio delle ali più estreme: partito comunista ed estrema destra. Anche l’aristocrazia voleva un governo autoritario.

Crisi economica. A ciò si aggiunse una gravissima crisi economica: per pagare i debiti di guerra la moneta tedesca fu gradualmente svalutata, e l’inflazione raggiunse livelli altissimi: nel 1923 un dollaro era comprato a quattro miliardi di Marchi tedeschi. Negli anni 20 gli aiuti americani migliorarono, di poco, la situazione, ma la crisi del 1929 la fece precipitare fio a livelli insostenibili, e la Repubblica di Weimar entrò in crisi.

La presa di potere di Hitler

Il Nazismo. Il partito Nazionalsocialista fu fondato a Monaco nel 1920, e guidato quasi fin da subito da  Adolf Hitler, che  all’epoca aveva 31 anni, ed aveva combattuto nella prima guerra mondiale. Era un partito di estrema destra che si proponeva di combattere le forze politiche socialiste ricorrendo anche alla violenza.

 – Nazismo e fascismo. Si ispirava al fascismo italiano: aveva un’organizzazione militare, e si serviva di uomini in divisa che aggredivano gli avversari, come le SS (sezioni di sicurezza) e le SA (reparti d’assalto). Mentre però il fascismo non nasceva razzista, ma lo diventò col tempo, in nazismo nacque razzista fin da subito, e lo fu esplicitamente: per Hitler le razze esistevano, e costituivano una rigorosa gerarchia, che vedeva al punto più basso la razza” ebraica, al punto più alto quella ariana, che avrebbe dovuto dominare su tutte le altre.

Rifiuto della democrazia. Anche la società , secondo i nazisti, doveva strutturarsi in maniera rigorosamente gerarchica, con dominatori e dominati: pertanto rifiutavano la democrazia, e sostenevano che il potere dovesse appartenere a un Fuhrer e ad un ristretto numero di capi.

 – Lo «spazio vitale». L’altra ossessione di Hitler era il cosiddetto «spazio vitale», un territorio a cui la Germania  aveva diritto, e per ottenere il quale doveva espandersi a danno degli altri paesi, in particolare gli slavi (polacchi, ucraini, russi). La loro politica era dunque imperialista, e non riconosceva i trattati di pace.

Hitler conquista il potere. Per tutti gli anni 20 il partito nazista aveva partecipato alla vita politica, ma senza riuscire ad imporsi: addirittura nel 1923 aveva tentato di prendere potere con la forza tramite un colpo di stato, conclusosi con un fallimento e con l’arresto di Hitler stesso. Nei mesi di prigionia a Monaco Hitler scrisse il Mein Kampf, in cui esponeva tutti i tratti della sua ideologia e i suoi progetti politici.

 – 1929: la svolta. A partire dal 1929 (crisi)  invece avviene la svolta, e il partito inizia ad avere sempre maggiori consensi tra vaste fasce di popolazione:

1)     ceto medio:  il più colpito dalla crisi;

2)     aristocrazia e borghesia industriale: che non credevano nella democrazia;

3)     molti disoccupati: disperati a causa della crisi, credevano al nazismo che prometteva loro prosperità  e benessere.

 – 1933: il governo. Alle elezioni del 1933 (Gennaio) il presidente Hindeburg affidò a Hitler il governo del paese. Già  un mese dopo (Febbraio), il Reichtag veniva distrutto da un incendio appiccato dai nazisti, di cui furono accusati i comunisti. Ciò diede a Hitler maggior terreno di manovra contro gli avversari.

La dittatura nazista

Fine della democrazia. Nel giro di pochi mesi Hitler trasformò il paese in una dittatura personale:

 – con la scusa dell’incendio la violenza delle SA si scatenò e ci furono arresti di massa di antinazisti;

 – i partiti di destra e di centro affidarono a Hitler pieni poteri;

 – a Marzo 1933 veniva costruito il primo lager a Dachau;

 – vennero messi fuori legge i sindacati e i partiti di sinistra;

 – venne istituita una polizia segreta: la Gestapo, per reprimere ogni forma di opposizione.

 La «notte dei lunghi coltelli». Nel 1934 Hitler rafforza ulteriormente i suoi poteri: la notte del 30 Giugno Hitler ordina alle SS di uccidere tutti i capi delle SA e gli esponenti del partito troppo indipendenti: questa passerà  alla storia come la «notte dei lunghi coltelli».

 Il terzo Reich. Ad Agosto muore Hindeburg, e Hitler assume anche il titolo di presidente, che modificò in quello di Fuhrer: capo supremo non soggetto ad alcuna legge. La Germania cessò di essere una Repubblica e fu fondato il Terzo Reich, il terzo impero, dopo quelli di Ottone I (962) e di Guglielmo II (1871).

Antisemitismo. Un carattere forse della politica nazista fu l’antisemitismo. Già  dal 1933 gli ebrei furono esclusi dalle cariche pubbliche e dall’insegnamento.

 – Leggi di Norimberga. Nel 1935 vennero approvate le leggi di Norimberga, che privavano gli ebrei della cittadinanza, e punivano matrimoni e perfino rapporti sessuali tra ariani ed ebrei.

 – Notte dei Cristalli. Nel 1938 si verificò un evento chiamato «notte dei cristalli»: col pretesto di un attentato ai danni di un ambasciatore tedesco a Parigi realizzato da un giovane ebreo, nella notte tra l’8 e il 9 Novembre case, negozi di ebrei e sinagoghe vennero distrutti, e circa 35.000 ebrei deportati.

Politica economica

Ripresa dell’economia. Hitler introdusse il Fuhrerprinzip, il principio di obbedienza al capo in qualunque settore, anche nelle aziende private: vennero proibiti i sindacati e il diritto di sciopero. Inoltre favor’ la ripresa dell’economia dando vita a una serie di lavori pubblici di grandi dimensioni (autostrade, infrastrutture, canali): la maggior parte dei disoccupati trovò lavoro. Invest’ inoltre enormi capitali per la produzione di armi e mezzi per l’esercito.

Politica estera. Il riarmo rientrava anche in un progetto di ripresa dell’imperialismo. La guerra per Hitler era indispensabile per vendicare la sconfitta del 1918 e garantire alla Germania  lo spazio vitale. Per questo non badò a spese: era sicuro che con la guerra la Germania avrebbe recuperato tutto il denaro necessario.

Prime provocazioni. Fin dall’inizio Hitler aveva dichiarato apertamente di non voler rispettare i trattati di pace, e fece uscire la Germania dalla Società  delle Nazioni, il cui obiettivo (la pace nel mondo) non era affatto condiviso dai nazisti. Diede avvio a una serie di provocazioni:

1)     occupò Renania e Saar, due regioni che secondo i trattati dovevano essere smilitarizzate;

2)     ristabil’ la leva obbligatoria e portò l’esercito molto al di sopra delle 100 mila unità  stabilite dal trattato di Versailles.

Francia e Inghilterra condannarono questi episodi, ma non fecero concretamente nulla per censurarli. Hitler progred’, rincarando la dose.

Austria e Sudeti. Per Hitler tutti i popoli  di lingua tedesca dovevano essere riuniti in un solo Stato, a cominciare dall’Austria. Dopo un primo tentativo del 34 (fallito per l’opposizione delle potenze straniere), nel 1938 l’Austria fu annessa senza problemi. Nello stesso anno vennero annessi anche i Sudeti, una regione che apparteneva alla Cecoslovacchia abitata in prevalenza da tedeschi.

Cecoslovacchia e Polonia. Pochi mesi dopo, nel 1939 l’esercito tedesco occupò tutto il resto della Cecoslovacchia, malgrado Hitler avesse promesso di non farlo. Il successivo obiettivo era la Polonia, della quale rivoleva i territori che gli erano stati sottratti dopo la prima guerra mondiale. Hitler pensava che anche questa operazione sarebbe stata una passeggiata e che non avrebbe attirato l’opposizione di Francia e Inghilterra, ma non fu cos’.

Audio Lezioni di Storia moderna e contemporanea del prof. Gaudio

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