Il rosso e il nero di Stendhal

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Il rosso e il nero di Stendhal power point

Il rosso e il nero di Stendhal

prof. Luigi Gaudio

 

Le versioni cinematografiche del romanzo

Tra le varie versioni cinematografiche occorre ricordare almeno:

  1. quella del 1954, diretta da Claude Autant-Lara, con Gérard Philipe nel ruolo di Julien, Danielle Darrieux nel ruolo della signora de Renal, Antonella Lualdi nel ruolo di Mathilde de La Mole,
  2. e la miniserie televisiva in due puntate del 1997, diretta da Jean-Daniel

 

Trama

  • Figlio di un falegname. È ambizioso ma sensibile. Diventa il precettore dei figli del Signore di Renal. Si innamora di sua moglie, Madame de Renal. Costretto a rinunciarvi dagli scandali, Julien Sorel lascia Verrieres. Frequenta il seminario di Besançon e scopre i conflitti di potere nel clero prima di trovare un affare promettente diventando, a Parigi, il segretario del marchese de La Mole. La sua intelligenza e la sua memoria prodigiosa lo portano a un grande successo. Ma a poco a poco cade in un amore controverso con l’orgogliosa figlia del marchese, Mathilde de La Mole, che rimarrà incinta. Per evitare il disonore, il marchese lo nomina luogotenente degli ussari e lo nobilita sotto il nome di Julien Sorel de La Vernaye. Julien Sorel, però, cerca di uccidere Madame de Renal in chiesa perché lei ha denunciato il loro rapporto scandaloso al marchese. Imprigionato, riceve la visita di Madame de Renal, che prova ancora un grande amore per lui. Nonostante le preghiere di lei a Julien e al giudice, Julien non fa appello e muore sul patibolo.

 

Vallenod

Vallenod è il direttore del ricovero di mendicità di Verrieres, che gli serve solo per assecondare i suoi progetti di potere, principale amico, ma anche rivale invidioso del Signor De Rênal

«Ecco la sporca fortuna alla quale arriverai, e non potrai goderne se non a questa condizione e con una simile compagnia. Avrai, forse, un posto da ventimila franchi; ma bisognerà che, mentre ti rimpinzi di carne, tu impedisca al povero prigioniero di cantare; offrirai pranzi con il denaro che avrai rubato sulla sua miserabile razione […]» (Capitolo XXII, Parte prima).

 

Lo scandalo di paese

Elisa, una cameriera, si innamora anche lei di Julien, ma viene rifiutata. Ferita nell’orgoglio, Elisa fa circolare delle voci sulla relazione tra Sorel e Mme De Rênal, finché Monsieur De Rênal riceve una lettera anonima, in realtà spedita da Vallenod, amante di Elisa. In questa lettera viene denunciata la tresca.

 

La permanenza di Julien in seminario a Besançon

Nella Francia ai tempi della Restaurazione gli intellettuali tornarono a riempire le schiere del Clero

Il direttore del seminario l’ Abate Pirard, considerato giansenista, sarà sostituito dal gesuita Abate Frilair. L’ Abate Pirard, sensibile e profondo, prende Julien Sorel sotto la sua protezione e gli fa ottenere il posto di segretario del suo amico il marchese De la Mole, a Parigi.

 

Una leggenda sulle origini nobili di Mathilde

Joseph Boniface de La Môle (1530 – 1574) fu amante di Margherita di Valois. Coinvolto nel 1574 nei complotti per spodestare Carlo IX, accusati di aver attentato alla vita di Carlo IX, morì decapitato. Secondo una leggenda l’amata del nobiluomo, Margherita di Valois, prima che il corpo fosse sepolto, prese fra le mani la testa mozzata e la baciò, in segno dell’amore che univa i due amanti. Questo avvenimento viene raccontato magistralmente da Stendhal ne Il Rosso e il nero. Tra l’altro, l’epilogo del romanzo si rifà a tale avvenimento: la testa mozzata di Julian Sorel, come quella di Boniface de La Môle, viene presa dall’amata, Mathilde de La Môle, e baciata.

 

Il libro preferito da Julien Sorel

Il Memoriale di Sant’Elena è un libro costituito da riflessioni e ricordi raccolti da Emmanuel de Las Cases nella forma letteraria di memoriale di Napoleone Bonaparte, da lui stesso esposti durante conversazioni quasi quotidiane tenute dall’imperatore con i suoi amici, tra i quali il Las Cases, durante il suo esilio sull’isola di Sant’Elena.

 

Mathilde De la Mole

All’inizio Mathilde De La Môle, la figlia del Marchese, si mostra altera e sdegnosa, fredda e superiore rispetto al segretario di suo padre, ma poi si innamora di Julien

 

La rivincita morale di Julien

  • … non mi faccio illusioni […]. Ma anche se fossi meno colpevole, vedo qui degli uomini che, senza soffermarsi sulla pietà che può meritare la mia giovinezza, vorranno, in me, punire e scoraggiare quella categoria di persone che, nate in una classe inferiore, anche se oppresse dalla miseria, hanno avuto la fortuna di procurarsi una buona educazione e l’audacia di insinuarsi in quella che l’orgoglio delle persone ricche chiama la buona società»

Audio Lezioni sulla Letteratura italiana dell’ottocento del prof. Gaudio

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