Il sacrificio di Ifigenia

 

Lucrezio, De Rerum Natura, Libro I, 80-101

di Carlo Zacco

Il sacrificio di Ifigenia (80-101)

Illud

in his rebus

vereor,

ne forte

rearis

te inire

impia

elementa

 

Quello

a tal proposito

io temo,

che per caso

tu ritenga

di iniziarti

agli empi

principi

 

rationis

que [te] indugredi

viam sceleris.

Quod

contra

saepius

di una dottrina

e di inoltrarti

in una via scellerata.

Che anzi

al contrario

assai più spesso

Illa religio

peperit

facta

scel’erosa atque impia.

 

quella superstizione

produce

fatti

malvagi ed empi.

 

Quo pacto

Aulide

aram

virginis

Triviai

foede turparunt

sanguine

Cos’

in Aulide

l’altare

della vergine

Trivia

turpemente violarono

con il sangue

Iphianassai

delecti

ductores Danaum,

prima

virorum.

Cui simul

 

di Ifianassa

gli scelti

condottieri dei Danai,

il fior fiore

degli eroi.

Non appena

 

infula

circumdata

comptus virgineos

profusast pari

ex utraque parte malarum,

la benda

ravvolta attorno

alle chiome verginali

le ricadde uguale

sull’una e sull’altra guancia,

et simul

sensit

parentem

adstare

maestum

ante aras

et propter hunc

 

e appena

si accorse

che  il padre

stava

mesto

davanti all’altare

e accanto a lui

 

ministros

celare

ferrum

aspectuque suo

civis

effundere

lacrimas,

i sacerdoti

nascondevano

il ferro

e alla vista di lei

il popolo

effondeva

lacrime,

muta metu

petebat

terram

summissa genibus.

Nec

miserae

in tali tempore

muta per la paura

cadeva

a terra

piegate le ginocchia.

Né

alla sventurata

in tale frangente

quibat

prodesse,

quod

princeps

donarat

regem

nomine patrio;

 

poteva

essere d’aiuto,

il fatto che

per prima

aveva dato

al re

il nome di padre;

 

nam

sublata

manibus

virum

tremibundaque

deductast

ad aras,

non ut,

 

infatti

sorretta

dalle mani

dei guerrieri

e tremante

è condotta

all’altare,

non affinché,

 

perfecto

sollemni more sacrorum,

posset

comitari

claro Hymenaeo,

compiuto

il solenne rito,

potesse

essere accompagnata

dallo splendido Imeneo,

sed,

inceste casta

in ipso nubendi tempore,

concideret

maesta

hostia

ma affinché,

empiamente casta

proprio nell’età delle nozze

cadesse

mesta

vittima

mactatu parentis,

ut daretur

classi

exitus

felix

faustusque.

immolata dal padre,

e fosse cos’ dato

alla flotta

esito

felice

e fausto.

Tantum

malorum

potuit

suadere

religio.

 

Una quantità cos’ grande

di mali

poté

suggerire

la religione.

 

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