Lascesa di Roma e le guerre Sannitiche

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dalla Storia romana

di Carlo Zacco

3.7. Lascesa di Roma

 

Dopo l’assedio dei Galli Roma si riprese rapidamente, e da quel momento iniziò un’ascesa inarrestabile. Le ragioni di questo rapido sviluppo possono essere sintetizzate in questi punti:

a) I continui saccheggi dei Galli avevano indebolito soprattutto gli Etruschi, che dovendo concentrarsi nella difesa, non costituirono più un problema per i Romani;

b) anche le colonie greche non costituivano più una minaccia, in quanto erano quasi tutte cadute in mano ai popoli italici, che avevano rotto la loro compattezza;

c) a livello di politica interna il problema maggiore, ovvero la lotta tra patrizi e plebei era in via di risoluzione. Una particolare importanza la ebbero le leges Liciniae-Sextiae, che consentivano anche ai plebei laccesso al consolato; da questo momento la società romana fu più coesa.


 

3.8. Le guerre Sannitiche

I Sanniti. L’espansione di Roma iniziò con la sottomissione dei popoli dell’Italia centrale, Bruzi, Lucani, e soprattutto i Sanniti. Questi ultimi erano una popolazione di lingua osca, fiera e belligerante. Il loro dominio si estendeva tra Abruzzo e Molise, ed avevano formato una sorta di confederazione che riuniva sotto la loro leadership tutte le tribù dellAppennino centrale. Miravano ad espandersi, e infatti avevano anche occupato la pianura campana sottraendola a Greci ed Etruschi.

 

Prima guerra Sannitica: 343-431 a.C

Capua. Nel 343 a.C Capua, colonia greca, aveva chiesto a Roma aiuto contro le minacce dei Sanniti, in cambio della propria completa sottomissione. Questo intervento romano nelle vicende tra Capua e i Sanniti diede avvio alla prima guerra sannitica.

 – Trattato di pace. La guerra si concluse nel 341 a.C con la stipula di un trattato di pace non gravoso per i Sanniti.

 

I popoli latini. Dopo la pace, Romani e Sanniti si trovarono improvvisamente alleati contro i popoli latini. Nel frattempo, infatti, i rapporti tra Romani e popoli latini erano peggiorati, per ragioni che  non ci sono note; nel 340 scoppiò una guerra che durò due anni, al termine della quale i popoli latini persero definitivamente la propria indipendenza a vantaggio dei Romani.

 

Seconda guerra Sannitica: 326-304 a.C

Ma i rapporti con i Sanniti degenerarono presto: questi continuavano ad essere una presenza minacciosa, che costituiva un freno per i progetti espansionistici di Roma in meridione. La seconda guerra Sannitica fu più complessa, scoppiò nel 326 a.C, ed ebbe vicende alterne, e si divide in due fasi:

1) prima fase: fu favorevole ai Sanniti e culmina con l’episodio delle Forche Caudine del 321 a.C. In questa occasione, a seguito di una pesante sconfitta dell’esercito romano, che in territorio sannita era stato intrappolato in una stretta gola, i soldati furono costretti a sottoporsi allumiliante rito della subiugatio: passare nudi sotto un giogo in segno di sottomissione, di fronte all’esercito nemico;

2) seconda fase: grazie all’appoggio di altre popolazioni italiche ostili ai Romani, i Sanniti erano riusciti ad espandersi in Campania. Ma alla fine furono pesantemente sconfitti in due battaglie: ad Anagni nel 306; a Boviano nel 304 a.C.

 

Terza guerra Sannitica: 298-290 a.C

La grande alleanza. Nel 298 la guerra riprende, e questa volta i Sanniti formano una vasta alleanza con i popoli circostanti: Umbri, Sabini, Lucani, Etruschi, e addirittura i Galli. Nonostante questo enorme dispiegamento di forze, Roma mobilitò tutte le sue energie e riuscì a prevalere nello scontro decisivo di Sentinum, in Umbria, nel 295 a.C. Una dopo l’altra tutte queste popolazioni si arresero e la guerra ebbe fine nel 290 con la sconfitta definitiva dei Sanniti.

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