La canzone dell’ appartenenza

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Canzone dell’appartenenza

Negli anni settanta eravamo tutti o cristiani o comunisti. Ci hanno detto: non potete più essere cristiani o comunisti. Ci hanno detto: non potete più appartenere ad altri se non a voi stessi. Potete essere membri di associazioni, iscritti a forum, eccetera, ma non potete più appartenere a qualcun altro. Eppure c’è una nostalgia di questa appartenenza

Sulla canzone dell’appartenenza Don Luigi Giussani ha scritto:

“L’appartenenza è un’evidenza naturale: se l’uomo non appartenesse a niente, sarebbe niente. […] Ma come si può “avere gli altri dentro di sé” – pare un miraggio – ? [Eppure] Il finale della canzone accenna l’alba di una risposta: “Sarei certo di cambiare la mia vita/ se potessi cominciare/ a dire noi”.

Canzone dell’appartenenza (Gaber – Luporini)

L’appartenenza

non è lo sforzo di un civile stare insieme

non è il conforto di un normale voler bene

l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

L’appartenenza

non è un insieme casuale di persone

non è il consenso a un’apparente aggregazione

l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

Uomini

uomini del mio passato

che avete la misura del dovere

e il senso collettivo dell’amore

io non pretendo di sembrarvi amico

mi piace immaginare

la forza di un culto così antico

e questa strada non sarebbe disperata

se in ogni uomo ci fosse un po’ della mia vita

ma piano piano il mio destino

é andare sempre più verso me stesso

e non trovar nessuno.

L’appartenenza

non è lo sforzo di un civile stare insieme

non è il conforto di un normale voler bene

l’appartenenza

è avere gli altri dentro di sé.

L’appartenenza

è assai di più della salvezza personale

è la speranza di ogni uomo che sta male

e non gli basta esser civile.

E’ quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa

che in sé travolge ogni egoismo personale

con quell’aria più vitale che è davvero contagiosa.

Uomini

uomini del mio presente

non mi consola l’abitudine

a questa mia forzata solitudine

io non pretendo il mondo intero

vorrei soltanto un luogo un posto più sincero

dove magari un giorno molto presto

io finalmente possa dire questo è il mio posto

dove rinasca non so come e quando

il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo.

L’appartenenza

non è un insieme casuale di persone

non è il consenso a un’apparente aggregazione

l’appartenenza

è avere gli altri dentro di sé.

L’appartenenza

è un’esigenza che si avverte a poco a poco

si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo

è quella forza che prepara al grande salto decisivo

che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti

in cui ti senti ancora vivo.

Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.

vari

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