La dittatura di Silla

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dalla Storia romana

di Carlo Zacco

Dopo aver sconfitto il partito dei populares nella Guerra Civile, Silla si fece nominare Dittatore e attuò importanti provvedimenti.

Liste di proscrizione. La più famosa e terribile era la stesura di liste di proscrizione: elenchi di persone che potevano essere uccise impunemente e i cui beni potevano essere confiscati e messi all’asta. I più colpiti erano i nemici di Silla, cioè Sanniti, che uscirono dalla vita politica, i Cavalieri e i Senatori ritenuti ‘traditori’. I maggiori beneficiari furono ovviamente Silla e i suoi alleati più stretti, tra cui Crasso, che si arricchirono enormemente.

 

Riforme. Oltre a ciò varò una serie di riforme istituzionali finalizzare ad accrescere il potere dell’aristocrazia.

a) Senato. Estese il numero dei senatori da 300 > 600, e stabilì che le decisioni dei Tribuni della Plebe dovessero sottostare al parere del Senato.

b) Magistrature. Modificò il Cursus Honorum:

 – stabilì che per diventare console bisognasse ricoprire prima le cariche di Questore e Pretore;

 – fissò nuovi limiti di età: 30 anni per diventare Questore; 39 per Pretore; 42 per Console.

 – stabilì l’obbligo di residenza a Roma per i Magistrati.

c) Diritto penale. Operò in primo luogo una separazione tra potere politico e militare, cioè tra esercizio del potere di polizia e amministrazione della giustizia, elemento tutt’oggi alla base del nostro diritto. Inoltre introdusse una serie di garanzie per gli accusati:

 – eliminò per un condannato la possibilità di appellarsi;

 – introdusse il principio del nullum crimen sine lege, una garanzia per l’imputato che d’ora in poi poteva essere accusato solo di reati previsti dalla legge, una norma modernissima.

 

Ritiro dalla politica. Nel 79 a.C. Silla si ritirò dalla vita politica, e morì nel 78, ormai convinto di aver portato a termine il suo progetto di restaurazione del potere dell’aristocrazia, ed aver messo Roma al sicuro da nuove guerre civili. In realtà restavano da affrontare ancora vecchi e nuovi problemi che il ceto aristocratico non era in grado di affrontare: sul fronte spagnolo e su quello orientale si preparavano nuove sollevazioni; su quello interno stava per esplodere la più grande rivolta servile della storia.

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